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PROGETTO 18 Ottobre Ott 2014 0618 18 ottobre 2014

Stazioni ferroviarie in comodato d'uso: l'iniziativa di Fs

Erano abbandonate. Poi sono state date a no profit e Comuni. Che le hanno ristrutturate.

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L'associazione Terra Tua è responsabile della stazione di Anguillara, nel Lazio.

Una volta c'erano le stazioni di paese. Piccoli avamposti, spesso a poca distanza dal centro, presi d'assalto ogni mattina dai pendolari che andavano a lavorare in città e ben presidiati da bigliettai e ferrovieri. Poi biglietterie automatiche e controllo centralizzato dei binari hanno preso il sopravvento e a vigilare su interscambi, sale d'aspetto e sottopassi non è rimasto nessuno. Le cosiddette «stazioni impresenziate», ancora attive ma prive di personale, sono centinaia in tutta Italia, spesso preda dei vandali o invase da piante infestanti. Negli ultimi anni per molte di loro è però iniziata una nuova vita, grazie agli accordi tra Ferrovie dello Stato e le piccole realtà locali di volontariato.
STAZIONI IN COMODATO D'USO GRATUITO. Le associazioni no profit e gli enti locali possono stipulare con la Rete Ferroviaria Italiana un contratto di comodato d'uso gratuito: in cambio della ristrutturazione, la stazione viene ceduta senza oneri per un periodo compreso tra i cinque e i nove anni, prorogabile in caso di investimenti particolarmente corposi. Con notevoli vantaggi anche per i passeggeri, non più costretti ad aspettare il loro treno tra edifici in rovina.
IL PROGRAMMA DECOLLA NEL 2013. Partito in sordina (fino al 2012 i contratti stipulati erano circa 480) il programma ha avuto un nuovo impulso nel 2013, quando Ferrovie dello Stato ha firmato un nuovo protocollo d'intesa che coinvolge Regione Toscana, Legambiente, Associazione Italiana Turismo Responsabile, Centri di Servizi per il Volontariato e Legacoop Sociali. Obiettivo: il ripristino altre di 1.700 piccole stazioni, da riconvertire a uso sociale, ambientale, culturale e di sostegno alla protezione civile.
I PRIMI PROGETTI A INIZIO 2000. Chi vuole presentare il progetto della propria associazione, anche se non direttamente collegata a una delle realtà firmatarie, può farlo inviando una domanda al responsabile della propria Direzione Territoriale di Produzione (l'elenco completo è disponibile sul sito della Rfi) o chiedendo il patrocinio del Comune, che può a sua volta stipulare un contratto di comodato e cederlo poi in gestione a una o più onlus.
Le prime 'stazioni rinate' hanno ormai più di 10 anni di vita. La fermata Monza Sobborghi è dal 2001 la sede dell'associazione di protezione civile Monza Soccorso mentre quella di Conselice, nel Ravennate, è affidata al locale gruppo degli alpini.

Dalle Cinque Terre a Osnago: le esperienze di chi ce l'ha fatta

L'Arci La Lo.Co. di Osnago, in provincia di Lecco.

Tra i beneficiari figurano anche associazioni sportive e culturali minori e molte onlus legate al turismo.
Nelle Cinque Terre, per esempio, sono attive diverse cooperative che svolgono anche un servizio di supporto a chi visita la Via dell'Amore. In Sicila, la stazione Porto Empedocle è stata riportata alla sua vecchia funzione dall'associazione Ferrovie Kaos, che organizza escursioni a bordo di treni storici nella Valle dei Templi.
«FS? CI HANNO AIUTATI». A Ronciglione, vicino a Viterbo, uno degli appartamenti un tempo destinati al personale viaggiante è stato invece affidato all'associazione Cuore di Mamma, che ospita gratuitamente i familiari di bimbi malati oncologici in cura al Bambino Gesù di Roma. «L'idea è nata dalla mia esperienza di clown ospedaliero. Avere un bambino gravemente malato è già di per sé un'esperienza devastante, figuriamoci se si è costretti a stargli lontano», spiega il presidente Francesco Giannelli Savastano. «Per il comodato ho contattato direttamente Ferrovie dello Stato e devo dire che hanno fatto davvero tutto il possibile per aiutarci. La parte più complicata è stata rimettere a norma una struttura che risaliva al 1894».
«SIAMO IN POCHI, È UN BELL'IMPEGNO». Ad Anguillara Sabazia, sul lago di Bracciano, non c'è stato nemmeno bisogno di una ristrutturazione. «In pratica abbiamo solo imbiancato. E poi abbiamo l'obbligo di tenere la stazione pulita e in oridne», spiega Stefano Mecali, socio di Terra Tua, associazione no profit di turismo responsabile che organizza escursioni a cavallo e in bicicletta nei dintorni. «Detto così sembra un affare, ma assicuro che è un bell'impegno, specie per un piccolo gruppo di volontari come il nostro. Il flusso di pendolari è continuo e i controlli da parte dei funzionari delle ferrovie praticamente giornalieri».
«ISPETTORI? MAI VISTI NÉ SENTITI». «Ispettori? Mai visti né sentiti», ribatte Elisa, segretaria dell'Arci La Lo.Co. di Osnago, in provincia di Lecco. «L'impressione è che, almeno nella nostra zona, non abbiano molto il polso della situazione e si muovano solo se ricevono lamentele. Nel nostro caso evidentemente nessuno ha ancora avuto da ridire». Il circolo è stato uno dei primi in Italia ad approfittare dell'accordo: è aperto da ben 12 anni e organizza cosi di vario genere, concerti, presentazioni di libri, conferenze di politica internazionale. Riportare l'edificio al vecchio splendore è stato anche in questo caso molto oneroso, tanto che è stato necessario aprire un mutuo. «Ma ne è valsa davvero la pena», sottolinea Elisa. Gran parte dei soci e dei volontari sono pendolari, che animano l'associazione al ritorno dal lavoro. O che ingannano l'attesa del treno partecipando a workshop di cucina etnica o a tornei di calcio balilla dove prima c'erano solo erbacce e graffiti.

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