Ebola Errori Combo 141016191546
EPIDEMIA 20 Ottobre Ott 2014 0602 20 ottobre 2014

Ebola, gli errori commessi in Texas e in Spagna

Sintomi non riconosciuti a Dallas. Nonostante Duncan fosse rientrato dalla Liberia. Teresa tradita da un guanto. Le leggerezze. Ma la paziente norvegese è guarita.

  • ...

Alla fine sono arrivate le scuse. Il dottor Daniel Varga, direttore clinico del Texas Health Resources, ha ammesso che al Presbyterian Hospital di Dallas sono stati commessi degli errori nel trattamento di Thomas Duncan, il paziente-zero morto di ebola negli Stati Uniti che ha infettato due infermiere che lo hanno curato mentre era ricoverato. «Siamo profondamente dispiaciuti», ha detto Varga, mentre la paura che l'epidemia possa diffondersi anche in Occidente ha attirato l'attenzione sugli errori fatti finora nei due Paesi dove si sono registrati i primi casi di contagio al di fuori del continente africano: il Texas e la Spagna. Ecco quali sono stati.

Thomas Duncan.

1. I sintomi di Duncan non sono stati riconosciuti

Daniel Varga ha dichiarato che i sintomi di Thomas Duncan non sono stati riconosciuti. Quindici giorni prima della sua morte, l'uomo si era infatti presentato una prima volta al Presbyterian Hospital di Dallas, che lo aveva rimandato a casa sebbene il paziente lamentasse febbre e dolori addominali.
Duncan era da poco rientrato negli Stati Uniti dalla Liberia, uno dei Paesi più colpiti dall'epidemia. Le linee guida del Centers for Disease Control, l'autorità sanitaria americana, avrebbero suggerito una prudenza maggiore. Tre giorni dopo, Duncan è tornato in ospedale in ambulanza. Soltanto dopo altri tre giorni la malattia è stata riconosciuta.

L'infermiera Nina Pham

2. Il paziente non è stato messo subito in quarantena

Due infermiere che lavorano al Presbyterian Hospital hanno contratto il virus: Nina Pham e Amber Vinson. Secondo il loro sindacato, quando Duncan è tornato per la seconda volta in ospedale con l'ambulanza, sarebbe stato lasciato in uno spazio aperto del pronto soccorso per ore. Inoltre, le infermiere che lo hanno curato avrebbero lavorato per giorni senza un adeguato equipaggiamento protettivo, a fronte di un continuo cambiamento dei protocolli di sicurezza, prima che la diagnosi venisse confermata. Queste circostanze sono state però negate dai dirigenti sanitari dell'ospedale.

L'infermiera Teresa Romero

3. Teresa Romero si sarebbe toccata il viso con un guanto

L'infermiera Teresa Romero, guarita dal virus, è la prima persona ad aver contratto l'ebola al di fuori dell'Africa. È stata infettata in Spagna, da uno dei due sacerdoti rimpatriati a Madrid dalla Sierra Leone per essere curati. Dunque, nel suo caso, non c'erano dubbi sul fatto che stesse trattando malati di ebola. La Commissione europea ha chiesto spiegazioni al governo spagnolo, per capire come sia potuto accadere che la donna si sia infettata in un reparto di massima sicurezza.
Ruben Moreno, portavoce del premier Mariano Rajoy, ha detto che l'infermiera avrebbe confidato a un altro medico dell'ospedale Carlos III di essersi toccata il viso con un guanto protettivo, mentre si toglieva la tuta di sicurezza. Tuttavia, il personale sanitario dell'ospedale ha fatto sapere che le informazioni sui rischi di contagio e l'equipaggiamento fornito agli operatori non sarebbe stato adeguato.

Correlati

Potresti esserti perso