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SCHEDA 22 Ottobre Ott 2014 1313 22 ottobre 2014

Stabilità, la lettera Ue e i possibili effetti

Revisione della Manovra. Aggiustamenti. Parteneriato. Procedura di infrazione.

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Cinque lettere sono in partenza da Bruxelles, destinazione Italia, Francia, Austria, Slovenia e Malta.
RENZI: «NORMALE DIALETTICA». Nel giorno in cui il parlamento europeo ha dato il via libera al nuovo esecutivo comunitario presieduto da Jean-Claude Juncker, la Commissione ha chiesto chiarimenti a cinque nazioni sulle rispettive leggi finanziarie.

Il primo ministro Matteo Renzi durante la comunicazione al parlamento sul Consiglio Ue (Ansa).

«Normale dialettica con l'Ue», ha dichiarato il primo ministro Matteo Renzi. E anche dai piani alti della Commissione, Simon O'Connor, portavoce del commissario pro tempore agli Affari economici e monetari, Jirky Katainen, ha sottolineato come la richiesta «non significhi una bocciatura».
Ecco allora come funziona il meccanismo europeo e cosa può aspettarsi l'Italia dopo la missiva di Bruxelles.

1. L'Ue chiede all'Italia spiegazioni sul cambiamento di programma

Jean Claude Juncker, nuovo presidente della Commissione Ue (Ansa).

La revisione delle leggi di bilancio da parte dell'Ue è regolata dal Two pack, cioè da due regolamenti Ue approvati nel 2011 ed entrati in vigore a maggio del 2013.
I DUE REGOLAMENTI EUROPEI. Il primo fissa le disposizioni comuni per il monitoraggio e la valutazione delle Finanziarie dei Paesi europei e per la correzione dei deficit e dei debiti eccessivi; il secondo rafforza la sorveglianza dei Paesi che «si trovano o rischiano di trovarsi» in grave instabilità finanziaria.
LE SCADENZE DI BRUXELLES. Secondo le nuove norme, i Paesi Ue devono presentare entro il 30 aprile di ogni anno le previsioni di stabilità sul medio termine ed entro il 15 ottobre la legge di bilancio per l'anno successivo. Il documento deve includere il saldo di bilancio, le entrate e le uscite in percentuale del Prodotto interno lordo divise per i diversi settori della Pubblica amministrazione, le principali ipotesi di previsione economica e una valutazione sull'impatto che riforme e misure possono avere sugli obiettivi della crescita.
SPIEGAZIONI D'UFFICIO. Tuttavia, secondo l'articolo 126 del Trattato di funzionamento europeo, «qualora gli obiettivi di bilancio riportati nel documento programmatico (...) si differenzino da quelli del programma di stabilità più recenti, le differenze devono essere debitamente spiegate». Proprio il caso italiano.
Il governo di Roma, infatti, dopo aver pattuito un aggiustamento del deficit strutturale pari allo 0,7% del Pil a primavera, di fronte alla nuova recessione ha deciso di rinviare il pareggio di bilancio. E di spendere parte di quei soldi (lo 0,3%) per altre misure, destinando alla riduzione del deficit solo lo 0,1%.
COPERTURE SOTTO OSSERVAZIONE. L'Unione chiede quindi spiegazioni sulla Legge di stabilità 2015. Secondo fonti Ue, probabilmente si tratta del dettaglio delle coperture previste per le misure elencate nella bozza di bilancio.

2. L'Ue può richiedere una revisione della Finanziaria entro il 30 ottobre

Pierre Moscovici, commissario per gli Affari economici Ue.


La Commissione dovrebbe dare un parere sulle leggi di bilancio entro fine novembre. Dopodiché, a una settimana dal ricevimento delle bozze della Finanziaria, Bruxelles può chiedere agli Stati di chiarirne alcuni aspetti.
I POTERI DELL'UNIONE. Sempre secondo il Trattato di funzionamento dell'Unione europea, «nei casi eccezionali in cui la Commissione individua una inosservanza particolarmente grave degli obblighi di politica finanziaria definiti nei programmi di stabilità e patto di crescita», allora può esprimere giudizio negativo e chiedere «entro due settimane un documento programmatico di bilancio riveduto da presentare al più presto e comunque non oltre tre settimane dal rilascio del parere della Commissione. Tale richiesta deve essere motivata e resa pubblica».
IPOTESI MANOVRA BIS. In sostanza, la richiesta di chiarimenti è la fase preliminare di una procedura che porta il Paese membro a rivedere il suo bilancio.
Entro il 30 ottobre, quindi, Bruxelles potrebbe chiedere a Roma una nuova versione della legge finanziaria. Su cui si riserverebbe di esprimere un giudizio entro la fine di novembre. In questo caso la nuova bozza deve essere valutata entro tre settimane dalla nuova Commissione. Che agli Affari economici vede il socialista francese Pierre Moscovici al posto del finlandese Jyrki Katainen, promosso a vicepresidente con delega a Occupazione, Crescita, Investimenti e Competitività.

3. L'Ue può mettere l'Italia sotto procedura di infrazione

Gli appunti di Renzi durante le comunicazioni al parlamento sul Consiglio Ue (Ansa).

Secondo l'articolo 126 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, la Commissione e il Consiglio Ue hanno il compito di monitorare i programmi di crescita e i piani di bilancio. Secondo uno dei due regolamenti del Two pack (il 1173), se i governi europei rilevassero disavanzi eccessivi nei conti di un Paese membro, potrebbero prevedere sanzioni economiche, tra le quali una multa pari allo 0,2% del Prodotto interno lordo dell'anno precedente.
MULTA DA 3,2 MILIARDI. Nel caso italiano quindi si tratterebbe di pagare 3,2 miliardi di euro. Ma è difficile che la Commissione europea prenda una posizione così dura. La stessa Francia, in condizioni peggiori delle nostre rispetto alla violazione delle regole europee, sembra aver trovato un'intesa con Berlino per evitare la procedura di infrazione. La Germania avrebbe promesso di votare no all'apertura della procedura, in cambio di nuove riforme.

4. L'Ue può proporre l'opzione del partenariato economico

 L'impatto delle riforme su Pil, consumi, investimenti, occupazione, secondo le previsioni del governo inviate a Bruxelles (legge di Stabilità 2015).


Consiglio Ue e Commissione possono anche chiedere al Paese che non ha mantenuto i propri impegni l'attuazione di un programma di partenariato economico contenente misure politiche e riforme strutturali per tornare in regola con gli obiettivi di rigore sui conti.
UNA NUOVA AGENDA. Il piano secondo la definizione comunitaria deve «identificare e selezionare un numero di priorità specifiche volte a rafforzare la competitività e la crescita sostenibile a lungo termine e affrontare le debolezze strutturali nello Stato interessato». Si tratta di fatto di proporre una nuova agenda, dettata in parte dalle istituzioni comunitarie.
Lo Stato membro coinvolto nel partenariato deve tenere conto delle raccomandazioni di Commissione e del Consiglio, cioè degli altri leader europei.
IL RUOLO DELLA BEI. Il Consiglio dei capi di Stato e di governo, su proposta dei commissari, è chiamato infatti a esprimere un parere sul programma. In alcuni casi, esso comprende anche una parte dedicata alla crescita, attraverso l'utilizzo dei fondi della Banca europea degli investimenti (Bei).
In questi giorni si è discusso di un possibile nuovo piano di riforme che la Commissione potrebbe chiedere al governo di Parigi, colpevole di aver rifiutato il programma di rientro sul deficit. Nella sostanza, quindi, si tratterebbe di un partenariato economico.

5. La bozza italiana: scommessa sugli effetti a medio termine

Gli appunti di Renzi.

Il patto tra popolari e socialisti che ha confermato Jean-Claude Juncker potrebbe giocare a favore di Renzi, che ha ribadito anche il 22 ottobre come sia necessario usare la flessibilità, intendendendo con tutta probabilità quella già prevista nei trattati.
RIFORME ED EFFETTI A MEDIO TERMINE. Con la legge di Stabilità presentata a Bruxelles, l'Italia prova a far valere un principio non da poco: cioè valutare gli effetti degli investimenti nel medio termine. Il documento consultabile sul sito della Commissione presenta infatti due scenari, uno che considera gli effetti delle riforme su Pubblica amministrazione, lavoro, competitività, varate o ancora da varare dal governo; l'altro che mette semplicemente in fila le attuali previsioni economiche. «I due scenari evidenziano effetti simili nel breve periodo, mentre il divario si amplia nel medio termine», è scritto nel commento ai dati.
IMPATTO VISIBILE DAL 2018. L'orizzonte a cui guardare stando alle cifre della legge di Stabilità è il 2018, quando le riforme dovrebbero produrre un punto di Pil in più e mezzo punto di occupazione in più. Alcune di queste riforme, come la giustizia e i decreti attuativi sul Jobs Act, sono slittate. Chissà che l'Unione non chieda conto anche di questo.

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