TENDENZE 23 Ottobre Ott 2014 1232 23 ottobre 2014

Turismo sessuale femminile, un fenomeno in crescita

Sono ricche. Over 45. Approdano in mete esotiche. E offrono aiuto economico ai locali in cambio di sesso. Ogni anno 600 mila donne vanno all'avventura.

  • ...

Donne sole, in cerca di avventure, di compagnia. Della favola romantica, o semplicemente di sesso.
È un fenomeno in espansione quello che vede turiste ricche, in avanti con gli anni, imbarcarsi per mete esotiche alla ricerca di un compagno di avventure: si parte dalla Germania, dalla Svizzera, dall’Europa Orientale e dalla Turchia. Senza dimenticare l'Italia.
Gli anglosassoni, più gentili, lo chiamano romance tourism, turismo romantico. Nel nostro Paese ci siamo limitati a bollarlo come turismo sessuale al femminile.
DAL KENYA A CAPOVERDE: LE METE PREFERITE. Le mete preferite di queste signore tra i 45 e i 65 anni d’età, in media, sono il Kenya, Capoverde, i Caraibi (principalmente Giamaica, Barbados e Repubblica Dominicana) e Cuba. Ma anche Santo Domingo, Maghreb, Tanzania, Gambia e Senegal, le Filippine, la Thailandia.
Tra le destinazioni minori Nepal, Marocco, Figi, Ecuador e Costa Rica. Ma attenzione: secondo l’Organizzazione mondiale del Turismo la prima destinazione del turismo sessuale femminile è l'Europa meridionale, principalmente i Paesi dell’ex Jugoslavia, Turchia, e Spagna, apprezzati in particolar modo dalle donne russe e dell’Est europeo.
OGNI ANNO 600 MILA DONNE VANNO 'ALL'AVVENTURA'. Sui numeri di un fenomeno che fino a una manciata d’anni fa era bollato come esclusivamente maschile, oltre che riprovevole, non ci sono stime ufficiali. Il giornale online Escape Artist Travel magazine, a luglio 2007, ha parlato di 600 mila donne occidentali impegnate ogni anno nel romance tourism. Nel 2006 il presidente di Telefono Blu Sos Pierre Orsoni aveva azzardato che le italiane fossero tra le 30 e le 50 mila all’anno, supponendo che le donne rappresentino dal 3 al 5% di quel milione di connazionali che pratica, abitualmente o meno, turismo sessuale. Facile supporre che i numeri siano in crescita, grazie al moltiplicarsi dei pacchetti low cost anche per le mete più lontane ed esotiche.
QUATTRO CATEGORIE DI TURISTE SESSUALI. Già nel 1998, il sociologo e antropologo Klaus de Albuquerque, autore del volume In cerca del Big Bamboo, ha classificato le turiste sessuali in quattro tipologie: le “debuttanti” o neofite; le turiste sessuali “situazionali”, ben disposte a fare sesso con i beach boys pur non viaggiando con questo preciso intento; le “veterane” il cui obiettivo è di sperimentare sesso anonimo; infine, le “reduci” che hanno stabilito una relazione continuativa.
IL 50% LE DEFINISCE «RELAZIONI ROMANTICHE». Tra uomini e donne in cerca di compagnia esotica rimane una significativa differenza di fondo. Le sociologhe inglesi Jacqueline Sanchez Taylor e Julia O’Connell Davidson hanno analizzato nello specifico il turismo sessuale femminile in Giamaica, intervistando 240 donne in vacanza: almeno un terzo di loro, pur ammettendo di aver avuto una relazione con ragazzi del luogo (con regali e cene offerte generosamente) ha categoricamente escluso di aver pagato dei “prostituti”. Eppure il 60% di quelle 80 donne riconosceva che nella relazione influivano elementi di «natura economica». Ma oltre il 50% definiva quelle relazioni «romantiche». Insomma, non si tratta, per la maggior parte di queste facoltose donne annoiate, di fare semplicemente del sesso, ma di vivere avventure. Qualcuna si convince anche di essere corteggiata in modo autentico.

Un letto e qualche pasto in cambio di compagnia

Il romance tourism riguarda circa 600 mila donne occidentali l'anno.

Nel 2009, ha raccontato la rivista Business Insider, la fotografa Sofie Amalie Klougart arrivò a Mombasa, in Kenya, per documentare l’attività di Action Aid. Mentre visitava il Paese le capitò di imbattersi in donne europee, più anziane, che si accompagnavano con giovani del posto.
Quando chiese spiegazioni a una di loro, scoprì che si trattava appunto di romance tourism. La maggior parte di queste donne iniziano a frequentare gli uomini del posto perché sono sole. E loro stanno al gioco perché vivono in una tremenda povertà, mentre le straniere possono garantire loro un letto confortevole in hotel, pasti e regali. Nella maggior parte dei casi i soldi in contanti non ci sono, o vengono gestiti con grande discrezione, per non rovinare la finzione romantica.
«NON SIAMO SUGAR MOMMAS». Una donna tedesca, incontrata da Klougart, ha raccontato di volare in Kenya due volte l’anno, fermandosi ogni volta tre settimane e sempre con lo stesso uomo. Al suo arrivo, gli consegna una quantità sufficiente di soldi a pagare tutto mentre lei è lì. La maggior parte delle donne, ha spiegato la fotografa, odia l’idea di fare la sugar momma, come i locali etichettano queste turiste.
IN ALCUNI PAESI L'UOMO APPROCCIA LA DONNA. In alcuni Paesi, il fenomeno è così evidente e diffuso che non c’è bisogno di andare a cercare compagnia. «Quando sono stata a Cuba sono rimasta colpita dalla quantità di ragazzi giovani che avvicinano le turiste loro coetanee, ma anche molto più grandi. Si presentano, ti fanno un complimento, poi magari ti chiedono un drink, una sigaretta, l’ingresso nel locale», racconta a Lettera43.it Alessandra, 35 anni. «Sono gentili e cercano di abbordarti, ma poi con lo sguardo basso ti dicono che non hanno soldi per portarti a cena. Tutto, comunque, avviene nel massimo rispetto: ma sono convinta, anche da quello che ho visto, che basti un cenno per sfociare nella prostituzione».
LE AGENZIE DI VIAGGIO NON COMMENTANO. Agenzie di viaggi e tour operator rifiutano di rilasciare commenti o dati sul fenomeno. «Non vogliamo in alcun modo essere associati a simili comportamenti», risponde a Lettera43.it un grosso nome delle vacanze organizzate. La sensazione è che, dietro al velo del ritegno e dell’immagine, si scelga di far finta di ignorare un fenomeno ormai lampante. Più espliciti, pare, gli albergatori locali, che si trovano a gestire le richieste delle loro facoltose clienti.

Correlati

Potresti esserti perso