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INTERVISTA 25 Ottobre Ott 2014 1900 25 ottobre 2014

Niki Giusino, il disturbatore dei tg

Capelli rossi. Paffuto. Onnipresente. Chi è l'erede di Paolini. Che ama Alessandra Mussolini e Berlusconi. E vuole diventare postino della De Filippi.

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Per chi segue i telegiornali il suo volto è noto almeno quanto quello dei politici intervistati e dei cronisti. Capelli rossi, volto paffuto, spunta in ogni inquadratura. A fianco del disturbatore numero uno, Mauro Fortini. A sua volta «erede» del più noto Gabriele Paolini (a processo per prostituzione e pornografia minorile).
Lui è Niki Giusino, romano, classe 1995. E un sogno: fare il postino di Maria De Filippi. Ma soprattutto, confessa a Lettera43.it, dimostrare che «si può apparire in tivù anche senza raccomandazioni».

Niki Giusino.

DOMANDA. Come ha iniziato questa «carriera»?
RISPOSTA. Circa tre anni e mezzo fa, quando è morto Francesco Cossiga al Policlinico Gemelli.
D. Quindi per caso...
R. Ero lì a fare delle visite, ho visto tutte le telecamere. Allora sono andato a vedere e mi sono messo leggermente distante dalla cronista del Tg3 delle 19. E quella è stata la prima apparizione.
D. Ma cosa la spinge ad apparire?
R. A me apparire in tivù è sempre piaciuto. Credo che valga per tutti: se uno vede una telecamera per strada la curiosità vince sempre.
D. Non tutti decidono di fare i disturbatori di professione, però.
R. Io ho intrapreso questa carriera così posso dire che non devo niente a nessuno, non mi abbasso i pantaloni per comparire. Voglio dimostrare che in tivù ci può arrivare chiunque, anche senza conoscenze e spinte nel culo.
D. Il prossimo passo?
R. Ultimamente ho fatto un appello a Maria De Filippi: voglio fare il postino a C’è posta per te.
D. E lei ha risposto?
R. Ancora no. Vorrei incontrarla, voglio un confronto faccia a faccia. Se mi dice no mi metto l’anima in pace.
D. E se dice di no che si fa?
R. Mi dovrò accontentare di un’apparizione una tantum.
D. Ma i suoi genitori che dicono?
R. Mah, sinceramente l’hanno presa bene. E dire che pensavo mi buttassero fuori casa...
D. Fare il disturbatore però non è un lavoro.
R. Bè, certo. Però guadagno pure eh, mica campo d’aria.
D. E come?
R. A volte ho degli sponsor, per esempio mi chiamano i bar, mi danno una maglietta e mi ci faccio tre, quattro dirette, e loro mi pagano. Poi faccio video con YouTube e anche lì guadagno.
D. Ma come fa a sapere dove sono le telecamere?
R. Noi andiamo mirati, siamo sempre sul pezzo. Le soffiate molto spesso ce le danno i giornalisti. Poi a Roma è facile, se vai sotto Montecitorio becchi sempre qualcuno.
D. Ma perché vi attirano tanto i politici?
R. A noi in verità del politico non frega niente. Siamo lì per apparire.
D. Ce ne sarà uno che le sta simpatico...
R. A me piace tanto Alessandra Mussolini anche se a volte sbaglia per quello che dice contro gli omosessuali...
D. Lei è gay-friendly quindi...
R. A me che tolgono? Se fossero tutti gay le donne sarebbero tutte per me.
D. Acuto...
R. Però poi ci sarebbero le lesbiche. Lì sarebbe un problema… Vabbè, comunque non mi preoccupo.
D. E oltre Mussolini?
R. Amo Berlusconi. Ho i suoi santini. Mi sta tanto simpatico: quando gli ho stretto la mano mi sono commosso.
D. Ma che rapporto ha con i suoi «colleghi»? Paolini per esempio...
R. A me non ha mai fatto niente. L’ho conosciuto una settimana dopo aver iniziato. Quello che gli è successo è stata una fortuna-disgrazia: quando l’hanno arrestato mi hanno intervistato tante volte, ho avuto tanta visibilità. Mi dispiace dirlo, ma Gabriele al posto mio avrebbe fatto lo stesso.
D. Il 24 ottobre sarà in aula.
R. Io gli voglio bene, ma al processo se stanno telecamere mi ci metto. Poi le accuse sono cavoli suoi, se le sbroglia lui.
D. Qual è il culmine della carriera da disturbatore?
R. Mi manca solo apparire dietro al Papa. Ha presente l’Angelus, quando i ragazzini aprono le gabbiette delle colombe? Vorrei tanto farlo io. Così supererei tutti gli altri disturbatori.

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