REPORTAGE 14 Novembre Nov 2014 1650 14 novembre 2014

Roma, viaggio nelle banlieue della Capitale

Sparatorie. Spaccio. Rapine. L43 nei quartieri difficili della Capitale (foto). 

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Venerdì 14 novembre, a Roma, i carabinieri della stazione di Cinecittà hanno arrestato un cittadino tunisino di 31 anni accusato di violenza sessuale e sequestro di persona nei confronti di una ragazza di 16 anni originaria del Bangladesh.
Poche ore prima, nella stessa zona, un 23enne egiziano aveva abusato di una giovane nel giorno del suo 18esimo compleanno dopo una notte in discoteca.
NON SOLO TOR SAPIENZA. Quella di Tor Sapienza, diventata di recente il set di uno sparatutto, la banlieue romana per eccellenza, è solo una delle tante storie difficili che la Capitale vive quotidianamente. Colpa, troppo spesso, di politiche sbagliate. Ma anche di mancata integrazione, intolleranza. Furti, rapine. Spaccio di droga. Scarsa sicurezza (guarda le foto).
MANIFESTAZIONE IN PIAZZA. Sabato 15 novembre per la prima volta le periferie scendono in piazza nel cuore multietnico della città, l’Esquilino. Oltre 60 fra associazioni e comitati di quartiere si sono uniti per protestare «contro campi rom e immigrazione fuori controllo, roghi tossici e trasporto pubblico inesistente» e hanno dato vita al Coordinamento cittadini ribellione contro il degrado.

Nel Lazio vive il 12,5% degli immigrati sbarcati in Italia

Nel Lazio è concentrato il 12,5% del totale degli immigrati arrivati in Italia.

La situazione rischia di esplodere. Non solo perché c’è chi, a suo modo, cavalca il malcontento dei cittadini. Lo dicono i numeri.
Il Lazio, come scritto nel Dossier statistico immigrazione 2014 dell’Idos, concentra da solo circa la metà degli immigrati che risiedono nel Centro Italia e il 12,5% sul totale nazionale.
L’incidenza degli stranieri sui quasi 6 milioni di residenti della Regione è del 10,5%, valore che supera di oltre due punti percentuali la media italiana (8,1%).
L'INVASIONE DELLA CAPITALE. La provincia di Roma raccoglie l’82,5% degli stranieri del Lazio: solo nel 2013 l’aumento è stato del 32,5%. Il problema non si esaurisce qui. Ma c’è.
Giovedì 13 novembre, a Tor Bella Monaca, un 50enne e suo figlio di 17 anni hanno provato a riprendersi la casa popolare che era stata loro assegnata, occupata abusivamente da due donne arabe. Il primo è stato gambizzato, il secondo ferito alla testa con il calcio della pistola da un conoscente delle due.
FOLLIA NELLA SCAMPIA ROMANA. In quella che viene definita «la Scampia romana» furti, rapine e spaccio di stupefacenti sono all’ordine del giorno.
Il 30 ottobre i carabinieri hanno arrestato quattro persone, un italiano e tre polacchi, per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di numerosi furti di autovetture di grossa cilindrata che venivano poi rivendute all’estero (un’operazione ribattezzata, in modo ironico, «Supercar»).
In manette, a maggio, erano finiti anche sette minorenni romani più uno dell’Ecuador, componenti di una baby gang che, bastoni alla mano, ha rapinato il gestore di un bar della zona rubandogli 200 euro.

Pigneto, la culla dei neorealisti trasformata in un mercato della droga

Polizia nei quartieri di Roma.

«Il Pigneto non è 'spacciato'», era scritto su uno striscione che gli abitanti del quartiere molto amato da Pier Paolo Pasolini e dai neorealisti (negli Anni 40 e 50 Roberto Rossellini e Luchino Visconti lo scelsero per ambientare alcune scene dei loro film) hanno esposto il 30 ottobre durante una manifestazione di protesta contro i pusher. Qui, e nella vicina San Lorenzo, l’arresto degli spacciatori, per la maggior parte di origine nordafricana, è all’ordine del giorno.
Si può comprare di tutto: marijuana, hashish, cocaina, eroina. Spesso la 'guerra' fra i vari gruppi per la spartizione del territorio dà vita a furibonde risse in strada. Ecco perché il comitato di quartiere del Pigneto ha lanciato l’idea di creare i primi 'social club cannabis', un progetto che, secondo il presidente del V Municipio Giammarco Palmieri, «se ben regolato potrebbe annientare il business degli spacciatori».
TORPIGNATTARA A RISCHIO. Da una parte ci sono i residenti che vorrebbero risolvere la situazione investendo su servizi e cultura, dall’altra quelli che chiedono più legalità e sicurezza e se la prendono con il Municipio.
A Torpignattara, dove (numero più numero meno) convivono cittadini di 60 nazionalità diverse, la situazione è incandescente. Sui social network gli abitanti si sfogano, pubblicano le foto delle siringhe che trovano davanti alle scuole al mattino.
RAPINE E VIOLENZE QUOTIDIANE. A metà settembre un 17enne italiano ha ucciso a calci e pugni un pakistano di 28 che, a suo dire, era ubriaco, molestava i passanti e gli avrebbe «sputato addosso». L’intero quartiere si è schierato con il minorenne: striscioni, slogan, messaggi di solidarietà.
A fine ottobre a piazza della Marranella, all’incrocio con via Casilina, un egiziano ha ferito un connazionale al collo e al volto con un coccio di bottiglia per rubargli 1.200 euro. Poi è fuggito a bordo di un tram, minacciando di colpire anche i passeggeri e il macchinista, prima di essere arrestato dai carabinieri.
ARANCIA MECCANICA A FIDENE. «Mi dicevano zitto, italiano di merda che ammazziamo pure te. Voi italiani siete tutti bastardi», ha raccontato Urbano Lozzi.
La notte del 9 novembre l’uomo e suo padre sono stati aggrediti in casa propria, in via Flavio Andò, da una banda di giovani presumibilmente dell’Est Europa. Gino, 70 anni, è stato letteralmente massacrato di botte ed è finito in codice rosso all’ospedale Sandro Pertini.
TENERE APERTO IL COMMISSARIATO. In segno di solidarietà venerdì 14 nel quartiere sono stati organizzati due cortei, uno di CasaPound con la partecipazione dell’europarlamentare leghista Mario Borghezio, e una fiaccolata indetta dal comitato di quartiere a cui hanno aderito in maniera trasversale esponenti politici municipali e i 'vicini' del quartiere Talenti, che come gli altri abitanti della zona protestano anche contro la chiusura notturna del Commissariato di Fidene Serpentara.
«Sarebbe un imperdonabile errore», hanno sottolineato dal Comitato di quartiere, «non prestare orecchio ai 'rumori sinistri' che turbano la sicurezza degli abitanti e operatori commerciali del territorio del III Municipio».

A San Basilio si spaccia (anche) alla luce del sole

Una manifestazione contro le violenze nella Capitale.

Fino a un annetto fa lo spaccio a San Basilio avveniva anche in pieno giorno, con le auto incolonnate in via Luigi Gigliotti in attesa del proprio turno per acquistare droga di ogni tipo in quella che era diventata una delle piazze di spaccio più fornite d’Italia.
Le forze dell’ordine si stanno impegnando per cambiare le cose, con controlli serrati e raffiche di sequestri. Il 12 novembre un pregiudicato, con sei grammi di cocaina in tasca, ha reagito a un controllo colpendo con calci e pugni un agente che ha riportato la frattura scomposta della mandibola: 30 giorni di prognosi.
ALLARME TERRORISMO. Ma la droga non è l’unico problema del quartiere.
L’11 novembre un tunisino ha puntato una pistola alla testa di un poliziotto, riuscendo poi a fuggire con il complice. Nella casa dei suoi genitori sono state trovate una bandiera e documentazioni sull’Isis: le indagini per verificare eventuali collegamenti con gruppi di estremisti islamici sono ancora in corso.
PIETRALATA DIMENTICATA. A Pietralata se ne parla da almeno tre decenni: il piano per la riqualificazione dell’area dovrebbe finalmente prendere il via nell’autunno 2015.
Nel frattempo il quartiere è alle prese con il campo nomadi abusivo di via del Casale Quintiliani, pochi ettari di terreno accanto alla fermata della metro B, una passeggiata dalla stazione Tiburtina, dove a maggio due baracche sono andate in fumo.
NIENTE SOLDI AI ROM. Lo sgombero, previsto all’inizio di settembre, è stato bloccato per mancanze di risorse da destinare alle famiglie rom per l’accoglienza.
«È insostenibile una simile situazione», ha detto il presidente del circolo Ncd 'IV Municipio', Massimiliano Moscatelli: «Sono anni che denunciamo lo stato di degrado in cui riversa la zona dove sorgono i campi abusivi abitati da numerose famiglie di etnia rom».
L'ASSALTO AI BUS. A Corcolle i disagi sono tanti: gli allagamenti, le scuole fatiscenti, la manutenzione stradale inesistente, le strade sommerse dai rifiuti, l’impianto fognario inadeguato, la mancanza di puntidi ritrovo per i giovani. «Manca addirittura l’Adsl», denunciano alcuni residenti.
Poi ci sono gli immigrati che, di recente, hanno assaltato tre bus dell’Atac: i primi due episodi si sono verificati il 21 e 22 settembre, il terzo a metà ottobre quando un romeno di 43 anni, visibilmente ubriaco, ha aggredito il conducente dello 042 e gli agenti di polizia accorsi sul posto per bloccarlo. Anche se, spiega Danilo Proietti, presidente del comitato di quartiere, «quello dei rifugiati politici è l’ultimo dei nostri problemi, è stata l’aggiunta a milioni di criticità».
ILLEGALITÀ A GUIDONIA. A Guidonia Montecelio, l’allarme lo ha lanciato direttamente il sindaco, Eligio Rubeis, dopo gli ultimi fatti di cronaca che hanno coinvolto questo comune alle porte di Roma dove vivono circa 90 mila persone. Si tratta di «una polveriera che rischia un’esplosione di rabbia da parte di chi la abita», ha spiegato il primo cittadino.
La situazione più critica è quella che riguarda il campo nomadi di Stacchini, la baraccopoli che si trova fra Tivoli Terme e Villalba di Guidonia oggi sorvegliata 24 ore su 24 da polizia locale e protezione civile. Un’area «ormai fuori controllo», ha aggiunto Rubeis, «dove regna l’illegalità e viene bruciato di tutto con effetti nocivi sulla salute, in primo luogo la plastica che avvolge i cavi di rame, bottino prediletto di predatori che ogni giorno mettono a segno furti a danno delle aziende del territorio».

Torre Spaccata e Finocchio tra intolleranza e criminalità

L'esterno di un bar di Roma teatro di una gambizzazione.

Nel 2008, quando 100 immigrati provenienti da Lampedusa furono sistemati nel fatiscente palazzo della Borghesiana, i residenti protestarono a lungo. Oggi lungo la via Casilina, fra Torre Spaccata e Finocchio, è concentrato «il 60% degli immigrati di tutta Roma», secondo Marco Scipioni, alla guida del VI Municipio.
Qui l’intolleranza appare meno accentuata che altrove, ma i casi di illegalità non mancano.
STRADE-DISCARICHE. A metà ottobre una donna è stata seguita fino a casa da un romeno che l’ha aggredita per derubarla e ha tentato anche una violenza sessuale.
La riqualificazione del quartiere, secondo le istituzioni, passa anche per la linea C della metropolitana, appena inaugurata. Ma restano strade trasformate in discariche a cielo aperto, con le auto costrette a slalom tra i sacchetti, assenza di presidi delle forze dell’ordine, degrado urbano e sociale.
ISTITUZIONI ASSENTI. La banda della Magliana continua a tornare sulle pagine dei giornali. Mentre i residenti del quartiere lamentano l’assenza delle istituzioni. Tra raccolta dei rifiuti a singhiozzo, petizioni contro una nuova ondata di cemento, problemi di integrazione e allarme criminalità.
A finire sotto accusa, da queste parti, sono principalmente i rom, come quelli che terrorizzano i frequentatori della stazione Fs.
«Un gruppo di nomadi da diversi mesi ha cominciato a prendere di mira gli anziani che da piazza Madonna di Pompei attendono la navetta che li porta all'ospedale israelitico, scippandoli e derubandoli di tutti i propri averi», raccontano Augusto Santori e Daniele Catalano, esponenti del comitato DifendiAmo Roma.
INCENDIATA UNA SCUOLA. «Già nei giorni precedenti», aggiungono i due, «avevamo denunciato lo stato di insicurezza dovuto al proliferare dei campi nomadi nei pressi di Muratella e Magliana».
Ogni sgombero ha risolto la situazione solo per qualche giorno. Basta? No.
Da febbraio a maggio 2014 la scuola media Quartararo, in via della Magliana 293, è stata oggetto di sei incendi, tutti dolosi. Prima ce ne erano stati degli altri. L’edificio è stato dichiarato inagibile e gli studenti trasferiti.

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