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MUM AT WORK 19 Novembre Nov 2014 1400 19 novembre 2014

Mompreneur, le mamme-imprenditrici contro la crisi

Poco lavoro. E troppi impegni. La soluzione è mettersi in proprio. Chi lo fa ha successo.

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In Italia ci sono 1.424.798 imprese femminili.

La fotografia del 2014 dell’Italia che lavora è in bianco e nero: sembra uno scatto d’altri tempi. Perché oggi meno di una donna su due non ha un lavoro: secondo i dati Oecd di maggio, il tasso di occupazione femminile in Italia è tra i più bassi d’Europa e non raggiunge nemmeno il 50% (12 punti in meno rispetto alla media dei Paesi dell'Unione europea).
Anche i numeri dell’Istat raccontano che questo non è un Paese per donne, ma soprattutto non è un Paese per mamme.
PENALIZZATE LE MAMME. La condizione delle madri con figli in età prescolare è pessima: queste donne hanno una probabilità del 30% in meno di lavorare rispetto alle loro coetanee senza figli. Un disastro. Annunciato dalle politiche sociali carenti e dai continui tagli.
Da un’indagine di Manageritalia del febbraio 2010 su dati Istat e Isfol emerge che in Italia il 27% delle donne lascia il posto di lavoro dopo la prima gravidanza e un ulteriore 15% non rientra dopo il secondo figlio. Questo vuol dire mamme a casa senza lavoro e sempre più sole.
MADRI SELF EMPLOYED. Ma se si osserva bene la foto dei lavoratori italiani del 2014, sullo sfondo, ma perfettamente a fuoco, ci sono donne che invece che essere inquadrate nello scatto collettivo, si stanno facendo dei selfie. E non sono modelle o Twitter-addicted. Sono mamme imprenditrici - self employed - che la partita del lavoro se la giocano da sole, o meglio, in proprio.
IL 23,5% DELLE IMPRESE È ROSA. In Italia, infatti, sono nate oltre 10 mila imprese «rosa» in un anno.
Secondo Unioncamere da marzo 2012 a marzo 2013 le imprese femminili sono arrivate a 1.424.798, il 23,5% del totale. Non si sa ancora quanto incidano sul Prodotto interno lordo, dati ancora non ce ne sono per il nostro Paese, ma in Gran Bretagna secondo il Sunday Times, le mamme imprenditrici, che si sono messe in proprio dopo la nascita di un figlio, hanno contribuito al rilancio economico.
SERVIZI PER BIMBI E FAMIGLIE. Le mompreneur italiane sono donne che fanno della mancanza di servizi o della carenza di lavoro una forza. Si rendono conto che in questo settore, nel 'loro' settore, c’è spazio per fare impresa, perché il pubblico è quasi del tutto carente e perché il privato delle classiche imprese 'al maschile' non ci ha mai fatto tanta attenzione.
Così la scelta, spesso viene da sé e queste mamme creano servizi, principalmente rivolti al loro mondo: servizi per madri, bambini, famiglie.

Francesca, la manager diventata imprenditrice per avere più flessibilità

Le mompreneur italiane spesso creano imprese di servizi principalmente rivolti al loro mondo.

Francesca Camerota, mamma di due bambine, laureata in economia, ha fondato due siti web: Baby Planner Italia e Mamma Cult, il primo nato per aiutare le famiglie a gestire eventi e feste, il secondo per accompagnarle durante le visite guidate a musei e siti culturali, con percorsi ad hoc per genitori e bimbi.
«Dopo tanti anni nella consulenza direzionale come manager, sapevo che la società dove lavoravo non andava bene e che dovevo cercare altro. Avevo già due figli e invece che cercarmi un impiego tradizionale, ho preferito iniziare una mia attività imprenditoriale. Volevo una realtà per conciliare il lavoro di mamma con la mia professione e volevo maggiore flessibilità», racconta a Lettera43.it Francesca.
SITI WEB IN FRANCHISING. L’idea di aprire un servizio come Mamma Cult è nata «dalla voglia di avvicinare i bambini alla cultura e al bello e dall’esigenza di creare occasioni di svago anche per i genitori che hanno figli molto piccoli, sotto i tre anni e che vogliono andare ai musei e a vedere mostre»: «Ormai sono tre anni che abbiamo aperto e Mamma Cult è presente in otto città con una rete in franchising».
Oggi le due attività di Camerota danno lavoro in tutto a 12 persone, anche se «non ho potuto assumere nessuno, il costo del lavoro è troppo alto. E la mia è un’attività che va bene: in quasi tre anni il fatturato è cresciuto del 15%».

Jolanda, la farmacista a capo di una società di comunicazione per mamme

In Italia, secondo l'Istat, il 27% delle donne lascia il posto di lavoro dopo la prima gravidanza.

Altra mompreneur di successo nel settore 'family' è Jolanda Restano, farmacista e fondatrice nel 2008 di FattoreMamma una società di comunicazione che ha un target ben definito: le madri.
Quando è nata la sua prima figlia, Jolanda ha deciso di lasciare il lavoro: «Le babysitter hanno prezzi folli come gli asili e a me non hanno dato il part-time e ho semplicemente mollato tutto. Ma non sono una che sta con le mani in mano, così nel 2000 ho aperto Filastrocche.it perché io le filastrocche da cantare a mia figlia non me le ricordavo».
SITI PER LO SCAMBIO MERCE. Filastrocche.it funzionava da vetrina e varie aziende le chiedevano di creare siti per le loro attività. «All’inizio facevo scambio merce: un sito per un anno di pasta fresca dal pastificio sotto casa o per un anno di corso in piscina per la bambina». Poi un giorno ha conosciuto un’altra mamma, che lavora alla Disney. Così, da casa, senza sostenere nessun costo, ha iniziato a lavorare per il colosso americano scrivendo contenuti. E ha aperto la prima società, perché adesso non la pagano più con la pasta fresca.
SERVIZI AI BRAND DI SETTORE. Si è specializzata in siti per bambini e si è resa conto che le mamme in Rete sono tantissime, e molto attive. Sopratutto le blogger.
È a quel punto che è nato FattoreMamma, la quintessenza della potenza delle mamme sui brand di settore. E non solo.
L’idea era «usare il web per instaurare una comunicazione diretta tra aziende e mamme, una vera e propria conversazione».
CONTROLLO DELLA SPESA. Organizzano per esempio 'gite' di mamme nelle aziende leader, oppure mamme-blogger collaboratrici di FattoreMamma creano contenuti per il web per conto di top brand. Dai passeggini, ai giocattoli, dai computer alle aziende di auto sono tantissimi i marchi che si rivolgono a FattoreMamma, perché le mamme decidono per un’importante fetta di spesa familiare. Quindi sono un target molto appetibile per le aziende.
15 COLLABORATRICI E UN UOMO. Jolanda si è ritagliata uno spazio lavorativo perfetto: «L’ufficio è al piano terra di casa mia, quindi i miei figli, ormai grandi, se hanno bisogno di qualcosa, semplicemente vengono giù. Le mamme che collaborano con noi a progetto sono circa 15, e vengono in sede solo se vogliono o se hanno bisogno di staccare dalla realtà casalinga. Comunque quasi tutte collaborano da casa propria. Poi abbiamo una rete di circa 100 mamme-blogger».
FattoreMamma cresce talmente tanto - in media del 25% l'anno - che anche il marito di Jolanda, Paolo Prestinari, laureato in Economia aziendale all’Università Bocconi di Milano, ha deciso di lasciare la sua impresa per unirsi a quella della moglie. Ma Jolanda assicura: «È l’unico uomo 'accettato' nello staff di FattoreMamma».

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