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VIRUS 24 Novembre Nov 2014 1725 24 novembre 2014

Ebola, vaccini e terapie sperimentali

Dal siero Zmapp al plasma di persone infettate poi guarite. Test sui vaccini a partire dal 2015.

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Nessuna terapia ufficiale è stata trovata ad oggi per debellare il virus Ebola.
Dal farmaco sperimentale Zmapp al plasma derivato da persone infettate e poi guarite, sono questi i trattamenti finora utilizzati in vari casi per la cura dei pazienti colpiti da Ebola e ricoverati in Usa o Europa. Tuttavia, per molti dei 20 pazienti curati fuori dall'Africa - ai quali si aggiunge il medico italiano di Emergency infettato in Sierra Leone - non sono state rese note le terapie impiegate.

Zmapp, un cocktail di anticorpi ricavati dai topi

Zmapp, il farmaco sperimentale contro ebola.

Non esistono ancora farmaci ufficialmente autorizzati contro il virus, e quelli usati sono trattamenti sperimentali. Zmapp è un cocktail di anticorpi ricavati dai topi e poi modificato per essere usato negli uomini, che è stato somministrato a sette malati colpiti da Ebola, di cui cinque sono guariti.
TESTATA NEL 1995. La terapia che utilizza il plasma o il sangue di persone guarite, e che quindi hanno in circolo gli anticorpi contro il virus, invece, è stata utilizzata su alcuni dei pazienti statunitensi infettati nell'attuale epidemia. La cura venne però impiegata già nel 1995 per un'epidemia di Ebola a Kikwit, nella Repubblica Democratica del Congo, con buoni risultati.

Plasma e piastrine per controllare il sanguinamento

Protezioni anti-ebola.

Un'indicazione generale circa le terapie da impiegare in caso da febbre da virus Ebola è contenuta nel protocollo del ministero della Salute (che fa riferimento ad una precedente circolare in merito del 2006): per tutte le febbri emorragiche virali, si sottolinea, «è necessaria una terapia di supporto che preveda il mantenimento della volemia (il volume totale di sangue nell'organismo) e dell'equilibrio idro-elettrolitico».
DOPAMINA PER CONTROLLARE LO CHOC. «Per controllare il sanguinamento si può somministrare plasma, piastrine, sangue. Può essere utile una copertura antibiotica per la prevenzione di infezioni secondarie. Per il controllo dello choc è consigliabile la somministrazione di dopamina». La circolare avverte inoltre che un «trattamento antivirale specifico in grado di ridurre la letalità, in particolare quando iniziato precocemente, è consigliato solo per alcune febbri emorragiche virali, anche se la sua efficacia non è stata dimostrata in maniera definitiva».

Da gennaio 2015 test di efficacia su due vaccini

Un operatore sanitario contro l'Ebola.

Se al momento non esistono cure ufficiali per Ebola, a partire da gennaio 2015 dovrebbero però prendere il via i test di efficacia sui due candidati vaccini scelti dall'Oms: sono il cAd3-ZEBOV, sviluppato dalla multinazionale GlaxoSmithKline e dal National Institute for health (Nih) statunitense, e il rVSV-ZEBOV, messo a punto dall'equivalente canadese del nostro Istituto Superiore di Sanità.
FARMACO PER BLOCCARE LE EMORRAGGIE. L'Istituto farmaceutico militare di Firenze, inoltre, sta sperimentando un farmaco che ha l'effetto di bloccare le emorragie causate dal virus Ebola. Il ministero della Difesa, in collaborazione con il dicastero della Salute, ne ha proposto la sperimentazione ad alcune organizzazioni non governative (ong) che operano nei Paesi africani maggiormente colpiti dall'epidemia in atto.

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