Nalmefene Aiuta Alcolisti 141127104006
NOVITÀ 27 Novembre Nov 2014 1037 27 novembre 2014

Nalmefene, una pillola contro la dipendenza da alcol

Gratuita in Gran Bretagna, aiuta a smettere di bere. In Italia non è commercializzata.

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Il Nalmefene aiuta gli alcolisti a smettere di bere.

Dopo un periodo di prova in Scozia, da novembre 2014 anche i medici inglesi hanno l’obbligo di prescrivere ai pazienti dipendenti da alcol una pillola per aiutarli a smettere di bere.
Si chiama Nalmefene o Selincro, è passata dal servizio sanitario nazionale (Nhs), costa tre sterline e ha provato di potere ridurre del 61% in sei mesi il consumo di alcolici, se accompagnata da regolare attività di consulenza psicologica.
Secondo quanto diffuso dal quotidiano Independent, sono ben 10 milioni in Inghilterra gli amanti della bottiglia che tendono a eccedere: in particolare i medici della mutua devono ora prescrivere la pillola a chi confessa di bere più di tre pinte di birra (per gli uomini) o tre bicchieri di vino (per le donne) al giorno.
AGISCE SUI RECETTORI DEGLI OPPIOIDI. Il Nalmefene deriva dal Naltrexone, un altro farmaco in commercio per ridurre il consumo di alcool, ma agisce direttamente sui recettori degli oppioidi, ovvero quelli che associano “il piacere” alle abitudini.
Il farmaco inibisce il meccanismo di ricompensa legato al consumo di alcol, e se associato a consulenza psicologica aiuta a smettere.
Secondo le stime dell’Nhs potrebbe salvare quasi 2 mila vite nei prossimi cinque anni, e prevenire oltre 43 mila casi di malattie.
IN ITALIA CI SONO NALOREX E ACAMPROSATO. In Italia il Nalmefene non è ancora in commercio ma sono disponibili altri farmaci che aiutano a ridurre il consumo di alcol: quelli a base di nalxtrexone appunto (Nalorex, Narcoral, Antaxone) a sua volta antagonista competitivo dei recettori oppioidi, reperibile sotto forma di iniezione a rilascio prolungato o in compresse; ma anche l’Acamprosato (come il Campral), che antagonizza un neurotrasmettitore iperattivo nella fase dell’astinenza da alcol, utile per ridurre la probabilità di ricadute nelle cattive abitudini associate al bicchiere; o l’Ondansetrone (Zofran) che tratta i sintomi secondari che accompagnano l’alcolismo, come nausea e vomito.
MA NON SONO GRATUITI. I prezzi variano dai cinque ai 45 euro in base al metodo di somministrazione, eppure a volte non ci sarebbe bisogno di trovare rifugio nella medicina per combattere l’abitudine di bere. Gli studi diffusi insieme con il rilascio del Nalmefene sul mercato inglese hanno dimostrato che tra i soggetti analizzati c’è stata una riduzione del 55% del comportamento negativo associato all’alcol per chi è stato sottoposto a consulenza psicologica associata alla somministrazione del farmaco; una percentuale che scende solo al 42% nei soggetti aiutati psicologicamente ma a cui è stato somministrata una pillola placebo: a dimostrare che ridurre il consumo eccessivo di alcolici è soprattutto una questione psicologica.
«SMETTERE SI PUÒ». Smettere di bere, quindi, si può, anche tra i soggetti più a rischio, secondo le stime diffuse dall’Nhs: donne giovani alle prese con responsabilità manageriali, madri di famiglia che nascondono la bottiglia sotto il divano per ritagliarsi uno spazio tutto per sé nelle case che governano eppure le imprigionano, uomini tra i 45 e i 64 anni che affondano nell’alcol la crisi di mezza età.
«Bere regolarmente porta a dei problemi di salute a lungo andare», ha commentato il dottor Lyn Brierley-Jones dell’università di Sunderland. «E i consumatori di alcolici sono anche una delle spese più ingenti per il sistema sanitario nazionale».

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