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LONGEVITÀ 27 Novembre Nov 2014 1623 27 novembre 2014

Salute, il 75% degli italiani vuole vivere fino a 100 anni

Il 21% della popolazione ha più di 65 anni. Italia seconda solo al Giappone, prima in Occidente.

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Italiani disposti a prendere la pillola della longevità, ma non a digiunare per arrivare a 100 anni.

Vivere fino a 100 anni? Certamente, ma solo se in compagnia e senza dover badare troppo all’alimentazione. Altrimenti che vita sarebbe? Tre italiani su quattro, il 75% sul totale degli intervistati, si è espresso a favore della longevità a queste due condizioni. I risultati dell'indagine, condotta per capire la propensione all’invecchiamento degli abitanti della penisola, è stata presentata in occasione del Congresso nazionale della Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg), a Bologna.
OLTRE UN ITALIANO SU 5 HA PIÙ DI 65 ANNI. Oltre un italiano su cinque, inoltre, ha più di 65 anni e il nostro Paese resta saldamente in testa alla classifica delle nazioni più longeve. Primi fra i paesi occidentali, il 21,2 % degli italiani ha spento più di 65 candeline. In seconda posizione c'è la Germania, seguita dalla Grecia. Solo il Giappone ci supera, con una quota della popolazione over 65 del 25,1 %. Liguria, Friuli, Toscana, Umbria, Piemonte e Marche sono le regioni più longeve. Sul fondo della classifica, invece, ci sono la Campania, la provincia autonoma di Bolzano, Trentino, Sicilia e Calabria. Nel 2021 gli over 80 saranno 4 milioni e 737 mila, di cui quasi un milione over 90.
CAMPIONE DI 1.000 OVER 75. L’indagine è stata fatta su un campione di 1.000 italiani, d'età compresa fra i 45 e i 55 anni, e mille over 75. I risultati hanno evidenziato che i più, indipendentemente dall’età, vorrebbero vivere fino a 100 anni. Solo il 10% degli italiani sondati ha infatti ritenuto adeguata una durata della vita inferiore, fra gli 85 e gli 89 anni, mentre il 75% crede che l’arco dell’esistenza dovrebbe durare di più, fra i 90 e i 104 anni. Infine, una quota del 13% ha affermato che la morte non dovrebbe arrivare prima dei 110 anni.
VIVERE A LUNGO PER STARE CON I PROPRI CARI. Ma se la maggioranza vorrebbe vivere a lungo proprio per stare di più con i propri cari, anche a costo di dipendere economicamente da loro, un italiano su 4 rinuncerebbe a una vita longeva se dovesse affrontarla in solitudine. Una prospettiva che, soprattutto ai 44-55enni, fa più paura della non autosufficienza.
GLI AFFETTI CONTANO PIÙ DELLA SALUTE. Con l'aumento dell’età gli atteggiamenti si diversificano leggermente, ma per tutti gli affetti sembrano contare sempre più della condizione di salute e del benessere economico. I 45-55enni vedono la vecchiaia lontana, e per arrivare a 100 anni sono disposti ad adattarsi alla solitudine in due casi su tre, mentre appena uno su cinque rinuncerebbe all’indipendenza economica. Fra i più anziani si osserva il contrario, perché gli over 70 in un caso su due accetterebbero di dipendere da altri per il denaro, mentre solo uno su tre pensa di essere in grado di adattarsi a vivere la propria vecchiaia da solo.
SÌ ALLA PILLOLA DELLA LONGEVITÀ, NO ALLA DIETA. I dati hanno sottolineato come l’86% degli over 70 e l’80% dei relativamente più giovani prenderebbe una pillola per vivere fino a 100 anni, mentre pochissimi, appena uno su 10, sarebbe disposto a digiunare tre volte a settimana per vivere più a lungo. Eppure, numerose ricerche hanno indicato come proprio una dieta a ridotto contenuto calorico può contribuire ad aumentare la sopravvivenza. Gli italiani, in ogni caso, sembrano preferire la via più comoda di un'ipotetica pastiglia. E non sono disposti a fare sacrifici per ritardare l’invecchiamento, sebbene uno su due abbia indicato nella correzione dei fattori di rischio cardiovascolari e nell'aver compreso l’importanza di dieta e attività fisica i due elementi che più hanno contribuito ad aumentare l’aspettativa di vita nel nostro Paese.
IL TRASFERIMENTO FA PAURA. Inoltre, l’86% del campione ha dichiarato di non essere disposto a cambiare residenza pur di arrivare a 100 anni. Un’ulteriore prova dell’importanza degli affetti. Per quanto riguarda infine i rapporti intergenerazionali, se il 46% dei 45-55enni ha dichiarato che troppi anziani rischiano di togliere risorse ai giovani, soltanto il 20% degli over 70 pensa che l’invecchiamento della popolazione possa ostacolare le nuove generazioni. Insomma, se gli anziani non vogliono essere un peso per i giovani, i giovani temono che questo possa accadere.

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