STORIE 28 Novembre Nov 2014 1458 28 novembre 2014

Ragazze del porno, il casting a Milano

Attori hard professionisti. Ragazze curiose, altre imbarazzate. E coppie affiatate. L43 ai provini milanesi per Queen Kong, il film delle Ragazze del porno.

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L'appuntamento è per la mattina di venerdì 28 novembre. Destinazione Macao, «Centro per le arti, la cultura e la ricerca» - così recita il sito - in viale Molise a Milano.
Murales, intonaco scrostato, mura tappezzate di locandine e tavolini ricoperti di flyer. Sulla porta un cartello scritto a pennarello: «Casting Rdp primo piano».
Due rampe di scale, in penombra. Si attraversa il ballatoio che affaccia sulla sala principale dove stanno provando alcuni acrobati, e si arriva.
PORNO CON UNO SGUARDO FEMMINILE. Rdp sta per Ragazze del porno, un gruppo di giovani registe con un obiettivo: realizzare cortometraggi pornoerotici con una sensibilità femminile.
Ai casting per il film Queen Kong (la cui trama è ancora sconosciuta) spiega l'organizzazione, si sono iscritte almeno 500 persone da tutta Italia. «Segno», aggiunge la regista Monica Stambrini, «che il progetto piace e coinvolge».
Ma attenzione alle definizioni. «La nostra è una ricerca», aggiunge. È questa la sfida. «Ancora ce n'è poco di porno per ragazze. Le donne devono ancora scoprirlo, non esiste ancora una vera e propria definizione».

Al casting domande sul sesso, l'amore e il tradimento

Mary Riders con il marito Capitano Eric.

Al primo piano ci sono due salette. Una d'attesa, l'altra per il casting vero e proprio. Sono deserte, ma è ancora presto: sono le 11 e mezzo.
Nella prima si combattono freddo e umidità con una stufetta elettrica, non c'è il riscaldamento e sciarpa e guanti sono d'obbligo. L'arredo è a dir poco essenziale: qualche lampada, due sedie su cui sono buttate delle giacche, unica prova che i primi candidati sono arrivati, e un tavolino di vimini.
MARY RIDER, ATTRICE DI PROFESSIONE. Dall'altra stanza, intanto, si sentono passi, sospiri e grida. Quando si apre la porta esce una ragazza con rossetto e unghie laccate, avvolta in un maglioncino attillato nero e un paio di fuseaux leopardati.
«Mary Rider», si presenta col sorriso. Allunga la mano e si aggiusta la frangetta rosso fuoco. Ha 36 anni, è qui con il suo compagno, in arte Capitano Eric, e di mestiere fa l'attrice hard.
Non solo. Si occupa, come è scritto nel dorso del suo biglietto da visita, di «lap-dance, burlesque, animazione erotica». Ma è anche scrittrice e blogger.
«VADO FIERA DELLA MIA QUINTA ABBONDANTE». È arrivata a Milano da Torino, dove vive. Ha con sé un trolley rosa chocking: «Devo tornare a casa per Erotica, la fiera dell'hard», dice. E mentre spiega cosa l'ha portata a Macao si sfila il maglione per indossare il reggiseno. «Vado fiera della mia quinta abbondante», ammette maliziosa.
L'idea di un porno al femminile le piace. E parecchio. «C'è più erotismo, desiderio. Le donne sono coprotagoniste. Del resto a fare l'amore si è in due e il piacere deve essere reciproco». È questo secondo lei che manca al porno classico dove troppo spesso la donna è «considerata solo come strumento di piacere maschile».
I NUOVI COMIZI D'AMORE. Non rivela cosa sia successo all'interno della stanza. Ma non è difficile immaginarlo.
Anche se le ragazze dell'organizzazione spiegano che si tratta «di interviste, per ora». Non sono richieste scene esplicite o di nudo. Il che non significa che qualcuno non le improvvisi. «Al momento, come primo step, facciamo domande pungenti sull'amore, la gelosia, il tradimento. Un po' come Comizi d'amore di Pasolini».

«Il porno? Fa bene al nostro matrimonio»

Macao, la sala d'attesa per i provini.

Mary si schiera con le Ragazze del porno. «Fanno benissimo, è un genere che va sdoganato. Usciamo dalle ipocrisie», si scalda. «La sessualità non è il male assoluto. È uno degli istinti con cui siamo nati, esattamente come il bisogno di mangiare, bere e respirare». Insomma: «Facciamo sesso, facciamolo liberamente con desiderio e passione, senza violenze né costrizioni», continua cercando con lo sguardo Capitano Eric che le sta a fianco.
SPOSATI DA 12 ANNI. Sono sposati da 12 anni. Sembrano felici e sono orgogliosi l'uno dell'altra. Eric - un marcantonio di oltre 1 metro e 85, mascella squadrata, testa rasata e con un dolcevita grigio chiaro che lascia poco all'immaginazione - è entrato nel settore da circa un anno e ha lavorato con Rocco Siffredi e Valentina Nappi.
Nel suo cv c'è un «21 centimetri», nella media dei fortunati. Perché le dimensioni, anche nell'hard, non sono tutto ma contano. «La dote principale per un attore porno», spiega con la voce ferma, «è non essere timidi davanti alla telecamera. È una dote innata: o ce l'hai o non ce l'hai». Sì, ok, ma i centimetri? «Contano», sottolinea, «anche tecnicamente: sotto una certa misura certe inquadrature sono impossibili».
«PER LA QUALITÀ C'È SPAZIO». Capitano Eric, che nella vita è anche un esperto informatico e un consulente di siti web, smentisce la crisi del settore. «Per chi fa prodotti di qualità c'è spazio», afferma. Non a caso lui e Mary Rider stanno pensando di creare una loro piccola casa di produzione.
Ma com'è per un attore hard girare un film porno al femminile? Eric non ha dubbi. «Non è molto diverso da quello che faccio nella vita», dice facendo l'occhiolino a Mary che ricambia con una risata. «Quando faccio sesso cerco il piacere della partner. Tutto qui».
ORGASMO FEMMINILE, QUESTO SCONOSCIUTO. Più difficile definire l'orgasmo femminile: «Mi dicono che solo il 10% delle donne squirtano, a me succede nel 99% dei casi. Detto questo capire come ogni donna prova piacere è una missione quasi impossibile. Il loro piacere è complesso. Il nostro molto più elementare».
Sia Eric sia Mary non si pongono dei limiti. «Tutto è lecito, tranne animali e violenza. Mi è capitato», ricorda lui, «di essere su un set dove una ragazza veniva malmenata e durante le pause le usciva del sangue da un labbro. Questo non mi piace».
Lo stesso vale per Mary: «Mi sono rifiutata di girare una scena in cui ero dominata pesantemente. Non mi piace e non lo faccio. Sono dinamiche che, se si è consenzienti, vanno bene in una camera da letto, non davanti a una telecamera».
«GELOSI, MA A MODO NOSTRO». La loro professione non li allontana, anzi. «Siamo sempre stati una coppia aperta», ammette lui. «Siamo gelosi, ma a modo nostro. Quello che ci lega va ben oltre il sesso».
Spesso lavorano insieme. Quando ci sono troppi impegni «ci si vede poco», ma non è un problema. Anzi. «Sono orgogliosa di lui», lo interrompe Mary, che sottolinea come il porno abbia fatto bene al loro rapporto. «Certi meccanismi di gelosia e di possessività non esistono per noi. Nessuna ossessione. Ci amiamo su altre basi», aggiungono in coro. E fanno quasi invidia.

Simone: «Imbarazzato? Fino a qualche minuto fa no, ma adesso....»

Simone ai provini delle Ragazze del porno.

Mary ed Eric non sono l'unica coppia a presentarsi al casting milanese. Poco dopo nella saletta entrano Simone, 29 anni, occhi azzurri e sorriso pulito e Viola, 30, capello corto e sguardo furbo. Sono di Firenze e stanno insieme da febbraio.
SIMONE, ATTORE ALLA PRIMA ESPERIENZA. Lui indossa un pullover bordeaux e ha al collo una sciarpa che fa tanto intellò Anni 70.
È un attore. Tradotto: col palcoscenico e qualche partecipazione ci mangia. «Ma non ho mai girato porno», precisa. È qui per «curiosità». Insomma, per adesso vuole «vedere di che si tratta».
Ha qualche imbarazzo, inutile negarlo. «Fino a pochi minuti fa ero tranquillo, ora meno...».
Eric, da veterano, lo rassicura: «Anche io la prima volta ho provato imbarazzo. Giusto un quarto d'ora poi è filato tutto liscio».
Da Queen Kong Simone si aspetta qualcosa di diverso dal «porno classico», qualcosa che vada oltre «il semplice utilizzo del corpo».
«QUALCOSA DI DIVERSO DALLE ROBACCE WEB». Viola - camicia a righe, golf blu castigatissimo e senza un filo di trucco - non è attrice professionista.
Ha partecipato a qualche casting per pubblicità, nulla di più. Nella vita gestisce un agriturismo. «Io guardo i porno», dice senza problemi, «e quella delle Rdp è un'ottima iniziativa. Serve a creare un filone ad hoc per le donne che non sia quella robaccia che si trova in Rete».
Non che il corpo femminile non venga mercificato. «Sicuramente è un porno», ripete a bassa voce.
«NON SONO GELOSA: È LAVORO». Viola spera, nel caso, di girare insieme con Simone. Ma si corregge subito. Ci pensa un po' e ammette: «Forse non sarebbe una grande idea. Con lui potrebbe essere pure più imbarazzante».
Se poi scegliessero lui nessun problema: «Non sono gelosa, è per lavoro», ma non sembra troppo convinta. Non ha tempo di aggiungere altro. Arriva il suo turno ed entra.
La sessione di provini del mattino si conclude. Regista e aiutanti si prendono una pausa pranzo di un'ora, prima di incontrare e intervistare gli altri sei candidati del pomeriggio. «Ogni giorno riusciamo a vedere non più di 10 persone», spiega una ragazza della troupe infilandosi la giacca a vento.
«L'OBIETTIVO NON È ECCITARE». Scendendo le scale, mentre i circensi pirettano sul palco sottostante, Stambrini precisa che «il porno per le donne non necessariamente si deve allontanare dal genere classico. L'importante è prendersi il piacere ed esprimere i propri desideri. Noi registe di Pdr proveniamo da diverse esperienze: cinema, teatro, e ognuna di noi porta il suo gusto, la sua sensibilità».
Deve però essere chiara una cosa: «Non giriamo film solo per fare eccitare ma per parlare di noi stesse e a noi stesse. Contro ogni ipocrisia e per fare venire alla luce un diverso sentire».

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