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MISTERI 3 Dicembre Dic 2014 1714 03 dicembre 2014

Ragusa, quattro dubbi sul racconto della madre di Loris

Dallo zainetto all'allarme: le incongruenze. Diari sequestrati a casa di Veronica: un video la smentisce.

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Veronica Stival, madre di Loris.

Tre ore davanti agli investigatori, per spiegare, chiarire, raccontare. Tre ore che adesso, di fronte a un breve filmato pescato nel mare di immagini provenienti dalle telecamere che riprendono le strade di Santa Croce Camerina, rivelano incongruenze e contraddizioni.
Sono almeno quattro i dubbi che emergono dalle parole della mamma del piccolo Loris Stival, ucciso a soli 8 anni sabato 29 novembre in provincia di Ragusa. Il bambino non è mai sceso dall'auto per andare a scuola. La donna, ascoltata in questura come persona informata dei fatti, deve adesso chiarire perché ha raccontato agli inquirenti una versione differente. Ma di cose che non tornano, nel racconto di Veronica Stival, sembrano essercene altre. E nella sua abitazione sono stati sequestrati quaderni, diari e un tablet.

1. Loris non è sceso dall'auto di fronte alla scuola

Veronica Stival ha raccontato di aver accompagnato a scuola il piccolo Loris in automobile, e di averlo lasciato a un certa distanza dall'ingresso dell'istituto 'Falcone Borsellino' di Santa Croce Camerina intorno alle 8.45. Il filmato arrivato alla procura di Ragusa mercoledì 3 dicembre, però, ha smentito questa circostanza: le immagini, secondo quanto riportato dal Tg1e dal Corriere della Sera, mostrano che quel giorno, dall'auto guidata da Veronica, Loris non è mai sceso nei pressi dell'edificio scolastico. Piuttosto, dopo una sorta di bisticcio tra lui e la madre, l'auto sarebbe tornata indietro e il bambino sarebbe sceso da solo sul marciapiede di casa, voltandosi in direzione della porta, mentre l'auto di Veronica ripartiva con a bordo soltanto il figlio minore Diego.

2. Gli slip non riconosciuti, ma corrispondono alla descrizione

Nella mattinata di martedì 2 dicembre, in via Fratelli Cervi, sono state rinvenute delle mutandine da maschietto a pochi passi dalla scuola dove sarebbe stato diretto il piccolo Loris. Erano blu con un fregio bianco e rosso, lo stesso modello che la madre ha dichiarato di aver fatto indossare al figlio. Veronica però, secondo quanto dichiarato da fonti di polizia, nel corso del confronto in questura con gli inquirenti non le avrebbe riconosciute come quelle di Loris. «Dovremo aspettare gli esami del Dna per avere la certezza», ha detto ai giornalisti il dirigente della polizia scientifica della Sicilia Orientale, Giuseppina Neri.

3. Lo zainetto scomparso

Veronica Stival ha detto che Loris, il giorno del suo omicidio, aveva con sé uno zainetto blu, quello con cui era solito andare a scuola. Ma lo zainetto non è stato ritrovato: né nei dintorni dell'istituto 'Falcone Borsellino', né nel canale di scolo in cui giaceva il suo cadavere. Gli investigatori lo stanno cercando ormai da diversi giorni, nei cassonetti dell'immondizia di Santa Croce Camerina.

4. L'allarme dato ai vigili e non alle maestre

Quando Veronica non ha trovato suo figlio all'uscita di scuola, invece di rivolgersi alle maestre, ha chiesto subito aiuto agli agenti della polizia municipale presenti nella piazza. Perché non ha chiesto informazioni prima alle insegnanti, per sapere dove fosse Loris?

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