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INIZIATIVA 23 Dicembre Dic 2014 1940 23 dicembre 2014

Il Veneto celebra la festa della famiglia naturale

L'appuntamento nelle scuole è stato istituzionalizzato dalla giunta. Unico caso in Italia. Studenti in rivolta.

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Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia.

Cin cin a mamma e papà. A patto che siano maschio e femmina e possibilmente sposati.
A brindare alla famiglia è il Veneto, unica regione italiana che oggi celebra la “festa della famiglia naturale” nelle scuole di ogni ordine e grado.
Un appuntamento istituzionalizzato, frutto di una mozione presentata dalla Lega Nord, prima firmataria la consigliera regionale Arianna Lazzarini, approvata in Consiglio regionale e poi formalizzata da una delibera di giunta.
A promuovere l'iniziativa l'assessore all'Istruzione, formazione e lavoro della giunta Zaia, Elena Donazzan, che qualche settimana fa aveva scritto ai presidi di tutte le scuole venete suggerendo di dedicare il 23 dicembre ai festeggiamenti della famiglia tradizionale.
«SERVE RISPETTO PER LA FAMIGLIA NATURALE». Una data non casuale, fissata a ridosso di Natale, giorno della natività per eccellenza. «Una scelta dettata dalla volontà di valorizzare la famiglia naturale come pilastro della società ed esprimere con un appuntamento il riconoscimento di valori indiscutibili, che discendono dalle leggi millenarie della natura e che nessun atto umano può modificare», ha dichiarato l'assessore, sottolineando che la ricorrenza non vuole andare contro nessuno. «Rispettiamo il diritto di chi la pensa diversamente e gli orientamenti sessuali più diversi», ha aggiunto, «ma pretendiamo a nostra volta il rispetto per la famiglia naturale e per chi la considera fondamentale per accompagnare la crescita equilibrata e consapevole dei figli. Non a caso abbiamo scelto la scuola e l’ultimo giorno prima delle vacanze di Natale per il loro alto valore simbolico».
MA LA 'FESTA' PASSA IN SECONDO PIANO. Nella maggior parte degli istituti veneti, con l'eccezione di quelli di matrice cattolica, l'invito non sembra però abbia sortito gli effetti desiderati, sopraffatto dai festeggiamenti più prosaici per la fine della scuola e l'inizio delle vacanze di Natale.
Molti, insomma, gli evviva per salutare 15 giorni lontani da compiti e interrogazioni, più che per esaltare il ruolo della famiglia, mentre sul fronte studentesco le proteste si sono moltiplicate in tutto il Veneto con flash mob, volantinaggi e raccolta firme nelle piazze.
LA PROTESTA DEGLI STUDENTI. «Come Rete degli Studenti Medi del Veneto crediamo che la diversità sia un diritto, che la scuola debba esserne uno dei portavoce, a cominciare dal rispetto delle diversità di chi la frequenta e che gli studenti debbano essere tutelati anche nelle loro origini familiari, non stereotipate, ma fondate sull'amore, non solo su un patto scritto su un foglio di carta», dichiara Tommy Ruzzante, coordinatore regionale della Rete del Veneto.
Gli studenti si erano già mobilitati il 14 ottobre scorso aderendo al presidio organizzato da Arcigay fuori da Palazzo Ferro Fini e assistendo alle votazioni del Consiglio regionale del Veneto in segno di protesta contro la mozione presentata dalla Lega Nord che ha portato all'approvazione della 'festa della famiglia naturale'.
«SINTOMO DI ARRETRATEZZA». «L’approvazione di questa mozione», conclude Ruzzante, «è un sintomo di arretratezza culturale non solo rispetto alla società contemporanea, ma anche rispetto al mondo della pubblica istruzione. Oggi, 23 dicembre, “festa della famiglia naturale”, abbiamo organizzato volantinaggi, distribuito braccialetti colorati e volantini in tutte le scuole per dire no ad una visione così chiusa e discriminatoria della famiglia».

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