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SUL BLOG 27 Dicembre Dic 2014 1810 27 dicembre 2014

Barnard, ode alla dea del sesso

Dopo il suo pene, il giornalista posta una foto «artistica». E poi: «Le italiane seppelliscono i morti»

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Il giornalista Paolo Barnard.

Dopo aver pubblicato sul suo blog la foto del suo pene al grido di «Ok, donne mi metto a nudo per come sono», il giornalista Paolo Barnard torna a provocare. Il 27 dicembre ha postato una foto decisamente esplicita. Una donna nuda intenta a fare sesso - anale e orale - con due partner.
LA CAPACITÀ DI GODERE E DI DARE PIACERE. L'obiettivo di Barnard è a suo dire esaltare l'«immensa capacità femminile di saper godere e di saper dare piacere. Lei, fra quei due uomini, è Regina, li ha entrambi ai suoi piedi, contrariamente a quello che gli stolti dicono di atti del genere. È lei che prende tanto per sé, come è giusto che sia, e dà anche meno in cambio, come è giusto che sia. La Donna deve sempre godere più di noi».
«CHE PORNO, È ARTE». Quindi, attenzione: non si tratta certo di uno scatto porno. «È un capolavoro d’arte sullo stesso piano della meravigliosa Lady Godiva di John Collier». Insomma, arte allo stato puro.
Per questo Barnard ringrazia la donna in questione. «La guardo e la riguardo e le dico grazie. Sapete, voi stolti ma soprattutto voi stolte donne farcite di intellettualismi che altro non sono che pianti perché siete cesse e non esprimerete mai nulla neppure lontanamente vicino alla bellezza di Lady Godiva e di questa Dea del sesso, sapete, dicevo: io la ringrazio questa donna inarcata fra due maschi per dirci che siamo ancora una cultura cattolica di merda dove le cosiddette ‘liberate’ sono pallide imitazioni di qualsiasi catena spezzata, anzi, oggi le giovani donne sono delle inibite invasate della Santa Inquisizione con il salvaslip di traverso ogni giorno (leggi Politically Correct)».
«GRAZIE ALLE PORNOSTAR». Pare un inno a una autentica liberazione sessuale. Grazie, dunque, a chi fa sopravvivere il sesso: «alle troie, alle pornostar, a donne come lei. E io m’inginocchio a lei, Dea della vagina dell’ano e della bellezza. Dea della generosità. Da uomo ti dico grazie». Con buona pace delle «rivoltanti comuni donne, disgrazie incapaci e sadicamente frustrate».
Ma non è tutto. Venerdì aveva pubblicato un'altra dichiarazione choc, arricchendola con espressioni tra il pornografico e il colorito. «Chiunque abbia vissuto 20 minuti fra le donne estere lo sa. Le donne italiane... ne ho scopate 20 mila, e salvo una o due il resto è stato come avere un catechista cucito alle palle, quando va bene, quando va male sei incollato a un'autopsia per la vita».
Per il giornalista, «le italiane seppelliscono morti (noi)... con le dovute eccezioni, naturalmente».

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