PERSONAGGIO 6 Gennaio Gen 2015 0916 06 gennaio 2015

Playboy, crolla il mito di Hugh Hefner

A 88 anni Hef ha detto basta al sesso. E tagliato spese e benefit per le conigliette. Che nella Villa vivono da recluse. Senza paghetta e con il coprifuoco.

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L'età non fa sconti, e la crisi economica non risparmia nessuno. A 88 anni, Hugh Hefner non è più l'amatore di un tempo, e la Playboy Mansion, bella come sempre, si trova a fare i conti con l'austerity e la spending review.
Le rivelazioni di Carla e Melissa Howe, gemelle britanniche di 24 anni che dividono la loro vita tra relazioni sentimentali con calciatori professionisti (la prima con Mario Balotelli, la seconda con Ashley Cole, entrambe sono state avvistate, di recente, in compagnia dell'attaccante marocchino ex Arsenal Marouane Chamakh) e il ruolo di conigliette, facendo la spola tra Regno Unito e California, sono destinate a segnare la fine di un mito.
NON SONO PIÙ I TEMPI DI KENDRA. A due anni dal matrimonio con Crystal Harris e in condizioni di salute sempre più precarie, Hefner sembra aver messo la testa a posto.
Sono passate le lunghe nottate d'amore, ricordate da Kendra Wilkinson nell'ultima edizione inglese dell'Isola dei famosi. «Dieci anni fa, per sopportare le serate con lui, dovevo sballarmi e bere tantissimo».
Ora tutto è cambiato: «Sono davvero sollevata», ha ammesso Carla Howe, «in passato dormiva con tutte le ragazze. Ci hanno raccontato di notti nella grotta con 16 ragazze, e quando finiva lui, toccava agli altri uomini suoi ospiti».
Adesso, assicurano, va a letto solo con Crystal, le sue condizioni di salute sono piuttosto fragili, e per loro «è come vivere con un nonno». Negli ultimi giorni del 2014, si era diffusa la voce della sua morte: una bufala. Ma che non stia bene non è più un mistero: «Non riesce più a camminare da solo senza che qualcuno lo aiuti e di recente hanno dovuto chiamare l'infermiera perché ha avuto un cedimento nella grotta».

Regole rigidissime, e chi sgarra viene cacciata

Le gemelle Carla e Melissa Howe, conigliette di Playboy.

Ma se la vecchiaia di Hef ha concesso tregua alle conigliette, la vita nella Villa non è certo semplice. Anzi, sembra quasi di essere in prigione. Coprifuoco alle nove, divieto assoluto di avere ospiti di sesso maschile, tre giorni di cinema a settimana, con uno dedicato interamente alla visione dei film degli Anni 50 preferiti dal padrone di casa, «terribilmente noiosi».
E ancora la minaccia dell'esilio definitivo per chi trasgredisce le rigidissime regole che riguardano anche l'uso dei social network: «Tutto deve essere mostrato in maniera positiva, e se carichi una foto in cui sei ubriaca finisci nei guai».
Non è difficile capire quando una coniglietta esce dalle grazie di Hef: «Ci sono tre sale da pranzo. Una, la principale, è per lui e quelli che ama di più. Poi c'è il tavolo della famiglia, il secondo migliore. Il terzo è riservato a quelle persone che non contano nulla, alle ragazze che non gli vanno più a genio».
NIENTE PORSCHE PER LA PLAYMATE DELL'ANNO. Un tempo, essere la coniglietta di Hugh era più impegnativo, come ha ricordato Kendra, ma dava anche dei benefit che ora sono scomparsi. La recessione ha colpito anche la Playboy Mansion, su cui si è abbattuta la scure della spending review. La prima voce a essere tagliata è stato l'indennizzo delle conigliette, che un tempo percepivano 800 euro a settimana e ora si devono accontentare di vitto e alloggio gratuiti.
Ma anche le migliori sono state colpite dalla crisi, e la Porsche che veniva regalata alla Playmate dell'anno si è trasformata in una Mini Cooper in comodato d'uso fin tanto che si detiene il titolo, e da restituire quando si passa lo scettro. E la Villa, che continua a ospitare party esclusivi, è affittabile (a carissimo prezzo) per feste private.
IL FIGLIO COOPER SCELTO COME EREDE. Guai, però, a immaginare che il vecchio Hugh, da emblema del lusso e della lussuria, si sia trasformato in un vecchio scorbutico e taccagno alla Uncle Scrooge, deciso a portarsi nella tomba tutto ciò che gli resta come il Mazzarò di Giovanni Verga.
Hefner è e rimane un acuto imprenditore. Ogni mattina, con le sue ciambelle preferite, si fa portare la rassegna stampa, «legge tutto ciò che viene pubblicato sulla villa», e prepara la successione al figlio Cooper, «tutto l'opposto del padre, timido con le ragazze e fedele alla fidanzata».
Per Playboy sono stati anni difficili, alle prese con il calo delle vendite del magazine e un difficile ricollocamento sul mercato, tra nuovi media (internet e tivù) e un profilo non più esclusivamente per adulti. Mosse che hanno permesso all'impero di restare in piedi e rilanciarsi dopo aver toccato il punto più basso della sua storia al termine del primo decennio del secolo, con una valutazione passata da 1 miliardo di dollari a 89 milioni. Eppure i dubbi restano: che ne sarà di Playboy quando Hef se ne sarà andato?

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