Ingredienti Patate Fritte 150122123603
CIBO 22 Gennaio Gen 2015 1236 22 gennaio 2015

McDonald's, svelati gli ingredienti delle patatine fritte

Olio di canola, aromi di manzo e tanti agenti chimici. Vengono fritte due volte.

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Patate e non solo. Per una porzione di french fries da McDonald's servono ben 19 ingredienti. A rivelare la ricetta americana (clicca qui per leggere quella italiana) è stato Grant Imahara, ex conduttore di Mythbusters, in un video partito dall'operazione trasparenza voluta dalla multinazionale per sfatare le dicerie sul suo cibo e la cattiva fama derivante da notizie come quella riguardante la carne avariata trovata negli stabilimenti di un fornitore cinese (poi bloccato dall'azienda).
AROMI, OLI E CONSERVANTI. Ci sono i tuberi, e «questo è un buon punto di partenza», ha esordito il presentatore, poi una serie di additivi, aromi e conservanti dai nomi inquietanti, ma tutti, comunque, assolutamente commestibili.
Il procedimento di preparazione della patatine di McDonald's richiede ben due fritture: una prima in fabbrica, e una seconda nel ristorante in cui ci si serve.
Ecco la lista degli ingredienti.

Gli ingredienti delle patate fritte di McDonald's (©YouTube).

  1. Patate

  2. Olio di canola

  3. Olio di semi di soia

  4. Olio di semi di soia idrogenato

  5. Aromi naturali di manzo

  6. Farina idrolizzata

  7. Latte idrolizzato

  8. Acido citrico

  9. Dimetilpolisilossano

  10. Destrosio

  11. Pirofosfato di sodio

  12. Sale

  13. Olio di mais

  14. Terz-butil-idrochinone

Alcuni di questi (l'olio di canola, l'olio di semi di soia, l'olio di semi di soia idrogenato, l'acido citrico e il dimetipolisilossano) sono utilizzati in entrambe le fasi.
E se per ingredienti come patate, olio di semi di soia, olio di mais e sale non ci sono bisogno di spiegazioni, altri sono decisamente meno conosciuti, e a un primo sguardo possono fare paura.
C'È ANCHE IL SIMETICONE. Uno di questi è, senza dubbio, il dimetilpolisilossano, o simeticone, un particolare silicone utile per evitare la formazione di schiuma durante la frittura. Lo stesso addittivo viene utilizzato nella produzione di bibite e tisane, per gli interventi di chirurgia plastica alla mammella, come farmaco per evitare il meteorismo, ed è stato dichiarato inerte e non tossico dall'Organizzazione mondiale della sanità.
Il Terz-butil-idrochinone, invece, è una sostanza chimica utilizzata come conservante e aromatizzante.

Nel video, Imahara mostra la doppia frittura delle patatine, che vengono pelate e ridotte in bastoncini da una macchina che le spara a 110 chilometri all'ora dentro un tagliere. Successivamente vengono passate sotto un miscuglio di olio di canola, olio di semi di soia, olio di semi di soia idrogenato, aromi naturali di manzo, farina idrolizzata, latte idrolizzato, acido citrico e dimetilpolisilossano.
DESTROSIO PER MANTENERE IL COLORE. Lo zucchero destrosio viene utilizzato per conservare il colore dorato della frittura. Il pirofosfato di sodio è un altro additivo utilizzato per evitare che le patatine diventino grigie. Infine viene aggiunto il sale.
Le patatine, così preparate, vengono congelate e inviate ai ristoranti, dove avviene la seconda frittura con un mix di oli simile a quello utilizzato in fabbrica, con l'aggiunta del terz-butil-idrochinone.
Il tutto per un apporto nutrizionale che per una porzione grande consiste in 510 calorie, 6 grammi di proteine, 24 grammi di grassi, 67 grammi di carboidrati e 290 milligrammi di sodio.
IL NUTRIZIONISTA: «IL PROBLEMA SONO CALORIE E GRASSI». «Nonostante le paure dei consumatori per i nomi strani quello che fa più male in preparati di questo tipo è quello che ci fa meno paura, vale a dire le calorie, i grassi e il sale», ha spiegato il nutrizionista Andrea Ghiselli a Lettera43.it. «Per fare un esempio, una sola porzione media servita nei ristoranti italiani apporta 340 kcal e 17 grammi di grasso, che sono ben un quarto del quantitativo giornaliero che possiamo mangiare senza danno per un fabbisogno medio di 2000 kcal, e 800 milligrammi di sale che equivalgono ad un quinto del tetto giornaliero». Mangiate pure, dunque, ma con moderazione.

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