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MEDICINA 27 Gennaio Gen 2015 1102 27 gennaio 2015

Troppi sonniferi? Possono favorire l'Alzheimer

Studio americano: dosi massicce aumentano del 63% il rischio di ammalarsi. Pericolosi anche gli anti-allergici per gli over 65.

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L'Alzheimer si potrebbe combattere a partire da una proteina chiamata Orexina.

Dosi massicce di sonniferi e anti-allergici potrebbero avere un ruolo nello sviluppo di demenza senile e del morbo di Alzheimer.
Secondo dei ricercatori americani, l’uso di medicinali come il sonnifero Nytol, gli anti-allergici Benadryl e Piriton, e gli anti-depressivi triclici come la doxepina, lungo l’arco di molti anni, e soprattutto durante la vecchiaia, si collega infatti alla demenza senile.
CAUSANO PERDITA DI MEMORIA. Causa principale di questo meccanismo individuata dall’Università of Washington school of pharmacy sarebbe l’effetto anti-colinergico sul sistema nervoso di ognuno di questi farmaci, in grado di antagonizzare gli effetti fisiologici dell’acetilcolina e procurando effetti collaterali come scarsa memoria, vista confusa e senso di stordimento.
La stessa mancanza di acetilcolina si riscontra anche nelle persone affette da morbo di Alzheimer.
Il problema principale legato ai farmaci anti-colinergici si presenta in particolare se assunti da pazienti più vulnerabili come gli anziani, hanno illustrato gli scienziati, indicando la scoperta dello studio come di interesse per tutta la sanità pubblica.
«VANNO VALUTATI I PERICOLI». «Gli anziani dovrebbero essere avvisati che alcune medicine, acquistabili con o senza ricetta come i sonniferi, hanno forti effetti anti-colinergici», ha spiegato il professor Shelly Gray, leader dello studio americano.
«Questo non significa che sia meglio interrompere l’assunzione di questi medicinali in caso di terapie specifiche», ha aggiunto.
«È sempre meglio però fare riferimento al proprio medico, il quale dovrebbe essere a conoscenza di tutti i medicinali assunti da un paziente di modo da poterne valutare gli eventuali rischi».

Dimostrato per la prima volta il meccanismo dose-effetto

L'abuso di ansiolitici aumenta il rischio di Alzheimer.

Non è la prima volta che i farmaci anti-colinergici sono associati ad Alzheimer e demenza senile, ma la recente ricerca americana, pubblicata nella rivista accademica Jama Internal Medicine, è stata la prima a dimostrare il meccanismo dose-effetto.
Gli scienziati hanno studiato per sette anni consecutivi 3.434 pazienti, donne e uomini di età superiore ai 65 anni, monitorando l’uso di medicine anti-colinergiche.
FINO A +63% DI RISCHI. Tra il campione studiato, 637 hanno sviluppato il morbo di Alzheimer e 160 un’altra forma di demenza senile, per un totale aumento del rischio di sviluppo di qualche tipo di demenza in presenza di questi farmaci del 54%, e di Alzheimer del 63%.
Le dosi considerate a rischio di maggiore sviluppo di demenza dai ricercatori sono state almeno 10 milligrammi al giorno di doxepina, o 4 milligrammi al giorno di Nytol e Benadryl per più di tre anni consecutivi.
ESISTONO I SOSTITUTIVI. Lo studio ha indicato anche dei validi sostitutivi di questi medicinali, tra cui gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (Ssri), gli anti-depressivi come il Prozac e nuovi trattamenti antistaminici come la loratadina.
Ogni farmaco però ha i suoi effetti collaterali, quindi, prima di allarmarsi, il consiglio resta sempre lo stesso, ha spiegato Gray: «Può capitare che vengano prescritti medicinali contenenti anti-colinergici perché giudicati la migliore terapia per il paziente. Da una parte i medici dovrebbero cercare sempre di prescrivere le più basse dosi possibile, dall’altra i pazienti dovrebbero sempre fare riferimento al proprio dottore prima di interrompere l’assunzione di qualsiasi farmaco, e soprattutto prima di iniziare ad assumerne di nuovi».
Anche perché, ha concluso Gray: «Serviranno ulteriori ricerche a dimostrare le scoperte di questo studio, e per capire pienamente gli effetti dei medicinali anti-colinergici sull’uomo in relazione alla demenza».

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