Napoli Nuovi Lavori 150130191822
REPORTAGE 1 Febbraio Feb 2015 0800 01 febbraio 2015

Napoli, mestieri bizzarri contro la crisi

Ingelositori di mariti. Ma anche internetisti ambulanti. E spalmatori da spiaggia. All'ombra del Vesuvio fioriscono i lavori più strani. Per fare fronte alla miseria.

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A Napoli, tra i nuovi lavori contro la crisi, c'è anche l'ingelositore di mariti.

C’è l’assistente gommista che, grazie a una telefonata, per 10 euro accorre sul luogo della bucatura e vi sostituisce nella riparazione se non siete capaci o non ne avete la forza.
Attenzione: dopo le ore 22, la tariffa raddoppia.
Poi c’è l’accompagnatore per pioggia, che - se allertato - vi evita di raggiungere inzuppato il posto di lavoro.
Il costo? Solo un euro e mezzo, per i primi 200 metri. Poi, un euro per ogni ettometro successivo (o frazione).
UN MANUALE DI SOPRAVVIVENZA. E c’è anche l’accompagnatore del ritiro di pensione, che per identico obolo (10 euro) prende sottobraccio la vecchina “a rischio” da casa fino all’ufficio postale e viceversa proteggendola da ladri e scippatori pronti all’assalto. Requisito richiesto: spalle larghe. E vigore fisico.
Di mestieri strampalati e creativi in voga a Napoli e dintorni per far fronte alla miseria se ne contano a centinaia: si va da quelli più antichi e riconosciuti agli altri, inediti o quasi nuovi di zecca. Se non vi va di ammuffire facendo la fila per mangiare una pizza, per esempio, è possibile telefonare al prenota-pizza, cioè a un paziente individuo che - in cambio di tre euro - prende il numeretto e si mette a far la coda al posto vostro.
PRONTO SOCCORSO PARCHEGGIATORI. Per chi soffre a causa di problemi di parcheggio, invece, è disponibile (dietro compenso, s’intende) il prenotatore da posto auto, che occupa con una sedia o uno stendi-panni lo spazio stradale destinato ad accogliervi.
Il costo? Cinque euro. Sperando che, nel frattempo, non arrivi in loco un concorrente che offre più soldi di voi.
La variante più prossima a tale figura è l’attenditore in seconda fila, cioè colui che - con un euro di obolo - si siede nella vostra auto parcheggiata male e attende che torniate a riprenderla. Un consiglio: è meglio se l’attenditore sia persona ben conosciuta, perché - come a volte è accaduto - al ritorno potreste non trovarlo più. E neanche la vostra auto.
POSTO AUTOBUS PER UN EURO. Simile, ma sui mezzi pubblici, il ruolo del cedi-posto da autobus, che è un tizio disposto ad alzarsi e cedervi il seggiolino in cambio di un euro. Il cedi-posto si riconosce dal berretto bianco, che indossa per farsi individuare dai clienti.
Ad aver fermato su carta la “bibbia” dei mestieri più surreali in uso a Napoli sono stati Sergio Assisi (attore, regista e scrittore) col fratello Dario (fotografo, grafico, pittore, artista digitale). I due, per pubblicare il libro Noi speriamo che ce la caviamo, 100 modi per arrangiarsi nell’Italia della crisi, edito da Cairo, hanno fatto in tempo a usufruire della collaborazione di Marcello D’Orta, insegnante e autore del best seller mondiale degli Anni 90 Io speriamo che me la cavo, che è scomparso di recente.

L'arte di arrangiarsi al passo coi tempi

Marcello dell'Orta, autore di Io speriamo che me la cavo.

L’elenco dei mestieri è lungo, completo, divertente e - per certi aspetti - perfino disperato. Ci sono il butta-sale (contro il malocchio) e il compratore di articoli imbarazzanti per conto terzi, il barbiere bus stop (che vi rade la barba mentre aspettate l’autobus) e il negozio poetico (che produce versi su commissione).
Che cosa è davvero l’arte di arrangiarsi? Che cosa è diventata, dai giorni del dopoguerra a oggi? «È una filosofia di vita, fatta di pazienza, furbizia, fiducia nel soccorso dei santi, rinuncia al superfluo, capacità di adattarsi», rispondono gli autori. Alla fine, leggendo il libretto, ci si ritrova tra le mani un leggero ma inquietante vademecum di sopravvivenza, che illustra i modi più sorprendenti per sbarcare il lunario nonostante la grande crisi, le nuove povertà, l’euro che fa i capricci, la squadra del Napoli che non vince lo scudetto.
OGNI RICHIESTA È ESAUDIBILE. Non è un caso che in contro-copertina gli autori citino una battuta dello scrittore Giuseppe Marotta (autore del romanzo L’oro di Napoli) che nel 1947 avvicina ai Quartieri spagnoli una popolana e le chiede: «Potreste procurarmi una portaerei?». E lei, senza scomporsi. «Sì, ma passate domani mattina. Ora, è tardi».
Ancora oggi, in alcuni angoli di Napoli antica si prova forte la sensazione che nessuna richiesta, anche la più insulsa, sia non esaudibile: portaerei, bombe a mano, edifici di sei piani.
C’è sempre, nella straripante creatività popolare, un escamotage - legale o quasi - che alla fine consente di procurare al cliente tutto quel che lui chiede. Autentico o taroccato, tutto sommato poco importa.
JETTATORI DI PROFESSIONE. È un po’ - anche - la filosofia del “paccotto”, ma in molti casi - assicurano - «non c’è truffa e non c’è inganno». A Forcella e al rione Sanità, come in piazza Dante o nei vicoli scuri dei Tribunali o della Pignasecca, figure come lo jettatore di professione, la stiratrice di giornali, il pazzariello, il cantante di serenate su commissione, il lustrascarpe (mestiere scomparso e oggi riesumato) fanno davvero parte della diffusa quotidianità.
Accanto alle icone classiche dell’arrangiarsi vesuviano, però, sono sorti tanti nuovi pseudo-mestieri, finora sconosciuti fino al punto che neanche uno come Eduardo De Filippo (che nel film diretto da Vittorio De Sica tratto dal romanzo L’Oro di Napoli recita il famoso ruolo del maestro di pernacchie) ci aveva mai pensato.
C'È ANCHE L'INGELOSITORE DI MARITI. Il panettiere erotico, per esempio. Che produce forme allusive e - dicono - eccitanti. O l’ingelositore per mariti disattenti, cioè un individuo che, in cambio di 300 euro al mese (spese a parte), invierà attenzioni, bigliettini e fasci di fiori alla propria committente (cioè a vostra moglie) allo scopo di risvegliarvi dall’erotico torpore.
O il venditore di giornali per coppiette in auto (figura, peraltro, già accennata da Luciano De Crescenzo nel film Così parlò Bellavista), o il noleggiatore di colombe per matrimoni, o l’affitta-cani anti-furto (la bestiola viene lasciata per pochi spiccioli nell’abitacolo della vostra auto onde dissuadere gli eventuali ladri a suon di bau bau). A proposito di amore per gli animali, tra i neo-mestieri più curiosi c’è l’uomo-requiem, che per euro 50 (o 100, se trattasi di un laureato) provvede alle onoranze funebri del cagnolino defunto recitando solenne il sermone laico in onore della bestiola, di cui citerà a memoria ricordi ed episodi che ne testimonino le virtù.

Sigarette a domicilio: di sera si paga di più

Sigarette a domicilio? Per il primo pacchetto il sovrapprezzo è di 50 centesimi.

Per chi è pigro, e non gli va di uscire di casa se fa freddo o piove, ecco pronto il netturbino porta a porta, che ritira l’immondizia nei sacchetti dietro modico riconoscimento.
A domicilio è possibile ottenere anche Marlboro, Merit o Emmeesse, di contrabbando e no, grazie al venditore di sigarette a domicilio, che bussa alla porta e si accontenta di un sovrapprezzo di 50 centesimi per il primo pacchetto, 30 per il secondo, 20 per il terzo.
Dalle ore 20 alle ore 24 si applica la tariffa a maggiorazione-notturno: 20 centesimi in più.
IN ESTATE FIORISCONO LE OCCASIONI. D’estate, poi, le occasioni per arrangiarsi si moltiplicano: se chi va a fare il bagno sul lungomare, al Lido Mappatella, non trova posto in spiaggia, può accomodarsi sugli scogli. In quel caso, ha di sicuro bisogno di un materassino perché la scogliera esposta al sole scotta e la pelle si ustiona. Ecco spuntare, perciò, l’affitta-materassini da scoglio, che ne mette a disposizione uno per un euro e tre per due euro e mezzo. Si paga. E tutta la famiglia è servita.
Sempre in tema balneare, c’è chi di mestiere fa lo spalmatore da spiaggia, esperto in olii abbronzanti e protezioni solari. Un euro costa la spalmata singola, due euro e mezzo la prestazione giornaliera.
INTERNETISTI AMBULANTI AL MERCATO. Tra i mestieri più anomali, c’è chi annovera anche l’intrattenitore da partenza, che agisce perlopiù lungo i binari alla stazione ferroviaria dove, dietro compenso, fa compagnia a chi aspetta un treno in ritardo chiacchierando del più e del meno. Per una partita a dama, è previsto un ritocco alla tariffa.
Ma il più 2.0 di tutti è di sicuro l’Internetista ambulante, che si piazza con il computer portatile e la chiavetta per navigare in prossimità di uffici pubblici, mercatini, luoghi in cui sono previste manifestazioni: «Jammo, tengo l’Internnèt, chi s’adda collegà?» («Suvvia, c’è Internet, chi ha bisogno di connettersi?» ndr). Con 80 centesimi, si può spedire una mail. O consultare il sito preferito. Ma per non più di 10 minuti, se no scatta il sovraprezzo.

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