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DROGHE LEGGERE 3 Febbraio Feb 2015 1000 03 febbraio 2015

Firenze produce marijuana di Stato per uso terapeutico

Svolta in Toscana: entro il 2015 si coltiverà cannabis da somministrare ai malati. Gratuita e migliore di quella olandese. Lo studio: il 59% dei pazienti avrà benefici.

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A Firenze via alla produzione di cannabis a uso terapeutico.

Tra le 11 Regioni che hanno già approvato leggi che garantiscono la gratuità dei farmaci a base di cannabis, la Toscana rappresenta un’avanguardia.
Un avamposto che potrebbe diventare il laboratorio permanente per l’uso terapeutico della marijuana.
È là, nello stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, che entro la fine del 2015 è pronta a iniziare la produzione della cannabis di Stato a uso terapeutico, dopo il via libera dei ministeri della Difesa e della Salute.
Ed è sempre là che la legge regionale n. 18, approvata nel 2012, sta giungendo alla pratica applicazione proprio in questi giorni, con le ultime disposizioni operative della Commissione sanità.
OK ALLA PRESCRIZIONE. Ora i medici di famiglia toscani, se previsto dal piano terapeutico dello specialista, potranno prescrivere la somministrazione di marijuana da ritirare nelle farmacie (pubbliche e private), o da ricevere direttamente a casa, nel caso di pazienti inabilitati.
«CROLLA UN VECCHIO TABÙ». «È un grande traguardo innanzitutto sul piano sociale», racconta Paolo Poli, primario dell’unità operativa di terapia del dolore dell’Ospedale di Pisa, «perché con la gratuità del farmaco tutti i pazienti potranno continuare la terapia, ma anche perché crolla un vecchio tabù».

Le resistenze di medici e farmacie sono ancora molte

In Italia l'uso di farmaci cannabinoidi è permesso solo per i malati di sclerosi multipla.

Nonostante l’uso medico dei cannabinoidi sia legale dal 2006 in seguito a un’ordinanza dell’ex ministro della Salute Livia Turco, in Italia le resistenze sono ancora molte: si va dal rifiuto di alcuni medici a prescriverli e di molte farmacie a venderli, fino alle macchinose procedure per richiederli.
Per non parlare dei costi, visto che tutta la marijuana è importata dall’Olanda.
«CANNABIS NECESSARIA». Tuttavia Poli e i suoi collaboratori si dicono ottimisti, se non altro perché la loro esperienza con le migliaia di pazienti incontrati negli anni dice, dati alla mano, che la marijuana è un farmaco necessario.
«Abbiamo visto grandi miglioramenti nella terapia del dolore in varie patologie come la Sclerosi laterale amiotrofica (Sla), la fibromialgia, o nelle malattie reumatiche. Anche la tensione muscolare migliora con la cannabis, e l’uso terapeutico ha dato risultati sorprendenti anche con disturbi comuni e meno gravi come l’emicrania».
BENEFICI SU SONNO E FAME. L’Unità di terapia del dolore dell’ospedale di Pisa ha fatto una ricerca su 500 pazienti trattati con la cannabis: il 59% di loro ha riportato evidenti benefici sulla qualità e la durata del sonno, in molti casi sospendendo l’uso di benzodiazepine, che come è noto inducono una forte assuefazione.
Nei pazienti oncologici sottoposti a chemioterapia, o nei malati di Aids, la cannabis ha favorito l’appetito, riuscendo dove altri farmaci avevano fallito, e ha confermato il noto effetto di antiemetico, riducendo nausea e vomito.

Con la produzione abbattuti i costi di cura

I medici di famiglia toscani potranno prescrivere la somministrazione di marijuana.

Con il prossimo passo - la produzione in Italia di marijuana per uso terapeutico - si potranno abbattere i costi di cura: oggi infatti il ministero della Salute la acquista dall’azienda olandese Bedrocan, che la produce in vari formati per il ministero della Salute, del Welfare e dello Sport.
Fino a quando l’autoproduzione sarà realtà, le Asl della Toscana distribuiranno le infiorescenze in filtri simili a quelli del tè, già pronti per l’infusione (altri usi sono l’ingestione in capsule e la vaporizzazione).
PRIMA: 90 EURO AL MESE. E i pazienti potranno averla gratuitamente, cancellando quel costo che, per i più in difficoltà, prima era impossibile da sostenere: 90 euro al mese, secondo i calcoli fatti dell’equipe di Poli a Pisa, considerando un dosaggio base di 30 milligrammi assunto due volte al giorno.
E la marijuana made in Italy sarà anche di qualità migliore, rispetto a quella importata dai Paesi Bassi: ne è convinto Gianpaolo Grassi, che da 20 anni studia la cannabis al Cra-Cin (Consiglio per la ricerca in agricoltura) di Rovigo, dove però tutta la marijuana prodotta viene distrutta dopo la maturazione, come prescritto dalla legge 309/1990 sugli stupefacenti.
RACCOLTO ENTRO IL 2015. E proprio il Cra-Cin di Rovigo sarà chiamato a collaborare con lo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, ora che iniziano le operazioni per la produzione delle prime piante a uso terapeutico, il cui primo raccolto è atteso entro la fine del 2015.
Il programma operativo per la produzione dovrà scaturire da un accordo tra diversi attori: da un lato il ministero della Salute, quello della Difesa, quello delle Politiche agricole e forestali e il laboratorio farmaceutico militare di Firenze, dall’altra le Regioni, l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) e l’Istituto superiore di sanità.

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