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PROFUGHI 13 Febbraio Feb 2015 1000 13 febbraio 2015

Immigrazione, tutti i buoni motivi per rottamare Triton

Mare Nostrum era un deterrente contro i terroristi. La nuova missione Ue no. Potenziarla significa controllare i flussi. Ma all'Italia viene chiesta accoglienza.

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Lampedusa: un fermo immagine del video relativo allo sbarco dei migranti soccorsi dalle motovedette (10 febbraio 2015).

Era il 28 gennaio quando Marco Minniti, sottosegretario della presidenza del Consiglio dei ministri con delega ai Servizi segreti, aveva definito Mare Nostrum un deterrente contro il terrorismo.
Per la prima volta un funzionario del suo ruolo partecipava a un'audizione del comitato Schengen, l'organismo parlamentare deputato al controllo del funzionamento del sistema delle frontiere Ue, per parlare dei due fenomeni che premono ai confini europei e dei loro rapporti: la tratta dei migranti e il terrorismo.
Il sottosegretario, autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, sosteneva che l'impegno della Marina militare italiana nei soccorsi ai migranti fosse un «piccolo deterrente» contro il ritorno dei foreign fighters in patria.
ORA RENZI DIFENDE TRITON. A due settimane di distanza, nel giorno dei 300 morti al largo di Lampedusa, il suo presidente del Consiglio Matteo Renzi ha difeso Triton, l'operazione Ue di controllo delle frontiere che è stata definita inadeguata dal Consiglio d'Europa (organismo internazionale in difesa dei diritti umani) e dall'Unhcr, l'agenzia Onu per i rifugiati.
Triton ha meno mezzi e meno attrezzati, perché il suo primo compito è quello di pattugliare le frontiere. E infatti mentre Mare Nostrum arrivava fino alle coste libiche, Triton si ferma a 30 miglia da quelle italiane.
MA È UN «SUCCESSO ITALIANO». Ciò nonostante, la posizione del governo e dello stesso Minniti è chiara: ora c'è Triton, operazione concertata con l'Unione europea, e il fatto che il controllo da nazionale sia diventato dell'Unione è un «successo italiano».
Tuttavia il dato empirico rimane. E i morti anche. Se Renzi vuole riportare il dossier immigrazione sul tavolo di Bruxelles, le osservazioni di Minniti che ha informazioni di prima mano dall'intelligence italiana potrebbero essere un buon messaggio da portare all'Europa.

Terrorismo, diritti umani, equità europea: perché cambiare Triton

Lampedusa: corpi senza vita di alcuni migranti (9 febbraio 2015).

Spiegava Minniti che negli «ultimi mesi abbiamo avuto circa il 94-95% dei flussi migratori dal continente africano verso l'Europa - transitando per l'Italia - e verso l'Italia provenienti dalla Libia».
Da qui partono le richieste di Renzi: aiuto dall'Ue per risolvere la questione libica, Paese in cui non c'è attualmente un'autorità politica con cui coordinare gli sforzi di controllo sulle rotte dei migranti finite nella morsa di milizie jihadiste e terroristi.
MILITARI CONTRO I TERRORISTI. Secondo il sottosegretario, i trafficanti di uomini non sono da confondere coi miliziani dell'Isis e le altre organizzazioni jihadiste presenti in Libia: «Naturalmente ci possono essere rapporti tra organizzazione terroristica e trafficanti di uomini, ma noi non abbiamo un'evidenza che ci indica che il traffico di esseri umani sia gestito dall'organizzazione terroristica».
«ERA ARDITO INFILTRARSI». Minniti ha spiegato anche che «nel momento in cui l'azione di aiuto in mare veniva svolta dalla Marina militare, tutto ciò costituiva, obiettivamente e a prescindere, un piccolo deterrente per quanto riguardava l'infiltrazione. Questo perché, nel momento in cui gli immigrati passavano sulla nave della Marina militare, risultava un po’ più ardito per loro pensare di infiltrarsi».
Insomma, Mare Nostrum aiutava anche nella lotta ai foreign fighters. Ma quanto è alto il rischio di infiltrazione?
«Abbiamo gli occhi molto aperti su questo punto, ma non c’è un segnale specifico che ci dica che questo sta avvenendo», precisava il sottosegretario.
CON LA MARINA SOCCORSI EFFICACI. Dunque se si aprissero corridoi umanitari, come viene chiesto da molte organizzazioni governative operanti in Libia ma anche dalla agenzia europea dei diritti fondamentali, che come Frontex è un'istituzione dell'Ue, non si aprirebbero le porte al terroristi.
Se poi l'operazione Triton venisse implementata aumentando la funzione dei soccorsi e impegnando personale delle marine militari, il controllo degli ingressi sarebbe ancora più efficace.
I SOCIALISTI: PROCEDURE DA RIVEDERE. Al Consiglio europeo, Matteo Renzi dovrebbe aver chiesto di ridiscutere il dossier.
Secondo fonti Ue, la telefonata da Palazzo Chigi per inserire il tema nell'agenda del vertice è partita il 10 febbraio.
E assieme all'avvertimento italiano è arrivato anche il comunicato del gruppo europarlamentare dei socialisti democratici, di cui lo stesso Renzi - dopo le elezioni di maggio 2014 - detiene la golden share.
I socialisti hanno chiesto ufficialmente di rivedere le politiche europee sulla frontiera del Mediterraneo: «I leader europei devono accordarsi perché le procedure di pattugliamento e soccorso siano propriamente implementate. Da tutti gli Stati membri, non solo durante le missioni congiunte di Frontex».
L'UE: L'ITALIA PRENDA PIÙ PROFUGHI. Ma assieme a Triton i socialisti europei vorrebbero riformare anche l'intero sistema di asilo ripartendo l'onere dell'accoglienza in base al Pil e alla popolazione degli Stati membri.
Un sistema dunque che porterebbe più profughi in Italia, Paese che ha un'accoglienza sottodimensionata rispetto agli altri Paesi Ue.
Insomma, Roma dovrebbe essere disposta ad accogliere più migranti. In cambio potrebbe chiedere all'Europa di agire finalmente per fermare le stragi. In nome dei suoi valori, del buon senso e anche della sua stessa sicurezza.

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