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TERRORISMO 19 Febbraio Feb 2015 0900 19 febbraio 2015

Isis, chi sono i leader del Califfato in Libia

Da al Anbari fino a el Azdi: fedelissimi di al Baghdadi, mandati a fare proseliti. Ma lo Stato Islamico semina pure in Egitto. E 'corteggia' il qaedista Belmokhtar.

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A Derna, in Libia, il califfo Abu Bakr al Baghdadi ha inviato un iracheno come lui, l'autoproclamato emiro dell'Isis Abu Nabil al Anbari, compagno di prigionia e di guerriglia nei primi Anni 2000.
Con lui un secondo braccio destro, l'imam e miliziano Mohammed Abdullah, yemenita o più probabilmente saudita, nominato giudice religioso.
Nome di battaglia Abu al Baraa el Azdi, Mohammed era uno dei capibastone dell'Isis in Siria, per la conquista nella roccaforte di Deir Ezzor.
LIBIA, FUCINA DI JIHADISTI. Parallelamente in Iraq al Anbari, alias Wessam Abd Zeid, si occupava di mettere in piedi per al Baghdadi l'emirato dell'al Anbar.
Dall'Iraq alla Siria divorata dalla guerra civile, poi di nuovo in Iraq, nel Nord sunnita culla dello Stato islamico germogliato da al Qaeda.
Fino alla Libia del post Gheddafi priva di strutture e autorità statali. Vuota, sempre più fuori controllo. Ma ricca di petrolio e scalabile attraverso i covi jihadisti, fucina di combattenti di al Qaeda.

Derna, il covo di al Qaeda passato all’Isis

Dagli Anni 90 la vecchia città di Derna dei dignitari reali, poi provincia coloniale italiana, fungeva da terminal dei mujaheddin reduci dalle guerre in Afghanistan e in Iraq.
Nel 2011, il conflitto in Siria ha riaperto il corridoio di veterani e di famiglie di combattenti che al Baghdadi, autoproclamato califfo Ibrahim, ha strategicamente sfruttato come viatico per la colonizzazione islamista della Libia.
UNA MINACCIA LONTANA 200 MIGLIA. Riesumato l'antico nome di Barqa, nel 2014 a Derna, 200 miglia dall'Europa, sono stati istituiti esercito islamico, tribunale islamico, polizia islamica, tivù islamica, scuole islamiche, amministrazioni islamiche.
Nello stadio si assiste alle decapitazioni, non alle partite. Teste mozzate e fustigazioni in strada, tra i circa 100 mila abitanti che, nei territori controllati dall'Isis, contano la più alta densità di affiliati allo Stato islamico: in molti costretti con la spada, come a Mosul e Raqqa, e in molti ex qaedisti.
DIECI CAMPI E 800 COMBATTENTI. Nella regione di Derna, al confine con l'Egitto, dall'autunno l'intelligence americana stima che l'emirato di al Baghdadi abbia al servizio almeno 800 combattenti, addestrati in una decina di campi dell'Isis nell'hinterland e sulle Montagne verdi, altopiano che si snoda fino a Bengasi.
Da un nucleo originario di circa 300 miliziani della Brigata Battar, dispiegata a Deir Ezzor e poi a Mosul per la fondazione dello Stato islamico nel Nord della Siria e dell'Iraq, in Libia l'Isis si allarga a macchia d'olio, saldandosi con gli ex qaedisti di Derna e con altri gruppi fondamentalisti.

Al Baghdadi infiltra il Sinai e guarda a Tunisia e Algeria

Il califfo al Baghdadi non parla molto ma, sferrato l'attacco a Sirte, sulla rotta di Tripoli, ha immediatamente diffuso un messaggio radio ai libici.
Cirenaica e Tripolitania sono un terreno fertile come pochi altri per l'Isis che, con metodi criminali, vuole coronare l'apocalittico sogno di restaurare il primo Califfato islamico, espandendosi in molte direzioni.
In Libia i jihadisti possono attingere a grandi risorse energetiche e a un arsenale di armi considerevole, alla mercé di milizie mobili, con il quale lanciare, in primo luogo, l'attacco ai Paesi limitrofi come Tunisia, Algeria e Marocco.
BENGASI PASSA AL CALIFFO. La presa senza spargimento di sangue di Sirte, ex roccaforte gheddafiana, è la cartina di tornasole che, attraverso il passaparola tra tribù amiche, le affiliazioni all'Isis proliferano, trascinando la Libia nell'abisso.
Nel novembre scorso gli emissari di al Baghdadi sono stati subito riconosciuti dai giovani del Consiglio della Shura di Derna. E, dopo Sirte, anche i jihadisti di Ansar al Sharia che controllano Bengasi, seconda città della Libia, sarebbero passati con l'Isis, mentre nella capitale Tripoli il Califfato ha rivendicato gravi attentati.
L'ISIS PUNTA BELMOKHTAR. In Libia, la tattica dell'Isis ha ricalcato il canovaccio siriano e analoghi sono stati anche gli sviluppi.
Ma al Baghdadi ha seminato bene pure in Egitto, inviando un suo emissario di punta - l'ex reclutatore di qaedisti Mohammed Haydar Zammar, legato alla cellula di Amburgo della strage dell'11 settembre - a intercedere con i jihadisti del Sinai di Ansar al Bayt Maqdis, che hanno issato le bandiere nere.
La prossima ambizione è sfilare ad al Qaeda il superricercato algerino Mokhtar Belmokhtar, terrore e signore del Sahel.

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