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SCHEDA 24 Febbraio Feb 2015 1932 24 febbraio 2015

Tagli alle spese e aiuti sociali: le riforme di Atene

Iva rivista, tassazione più equa. Stop solo alle future privatizzazioni. Salario minimo rinviato.

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Alexis Tsipras.

Lotta all'evasione, tagli ai ministeri, riforma del lavoro, ma poco spazio per le misure di sostegno alla popolazione: di seguito la lista delle riforme del governo greco, divisa in quattro aree come indicato nella lettera inviata alla Ue.
POLITICHE FISCALI. Rivedere l'Iva perché non abbia «impatto negativo sulla giustizia sociale» ed evitare «sconti ingiustificati» e «assicurare che tutte le aree della società, specialmente le benestanti, contribuiscano equamente» alla spesa. Spending review: taglio dei ministeri da 16 a 10, via consulenti e benefit di ministri e parlamentari. Tagli anche alla sanità ma «garantendo l'accesso universale».
STABILITÀ FINANZIARIA. Lotta all'evasione: migliorare le leggi sulla riscossione di tasse e contributi arretrati ma distinguendo tra gli evasori puri e quelli che non possono permettersi di pagare. Per questi ultimi, diventa possibile una rateizzazione, mentre i primi devono pagare tutto insieme con una multa. Banche: gestire i crediti deteriorati considerando capitalizzazione, sistema giudiziario, stato del mercato immobiliare, giustizia sociale e impatto negativo sulle finanze del governo. Inoltre si evita che le proprietà ipotecate delle persone indigenti finiscano all'asta, mentre si puniscono i fallimenti 'strategici'.
POLITICHE PER LA CRESCITA. Le privatizzazioni avviate vanno avanti, ma si rivedono quelle ancora da fare. Mercato del lavoro: si introduce un «approccio intelligente» sulla contrattazione collettiva, con «l'ambizione di aumentare il salario minimo» che però «sarà fatto in consultazione con le istituzioni europee». Mercato dei prodotti: abbattere la barriere alla concorrenza, liberalizzare le professioni, allineare all'Ue la regolamentazione di gas ed elettricità. Giustizia: digitalizzare i documenti, riorganizzare i Tribunali.
CRISI UMANITARIA. Si affrontano i bisogni crescenti della popolazione sempre più povera che non ha accesso a cibo, casa, sanità e fornitura energetica, con misure mirate non-pecuniarie (es. buoni pasto). Si valuta lo schema pilota di reddito minimo garantito per cercare di estenderlo a tutta la nazione. Ma si assicura che la lotta alla crisi non avrà effetti negativi sul bilancio.

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