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FACT CHECKING 25 Febbraio Feb 2015 1656 25 febbraio 2015

Isis, l'allarme barconi? Non viene da Londra

I jihadisti si mimetizzano tra i profughi. È il refrain di Salvini, Gasparri e Meloni. «Lo dicono i servizi Gb». Falso: la fonte è un think tank. E l'idea non è del Califfo.

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Jihadisti sui barconi in arrivo dalla Libia? Un rischio «evidente a tutti», ripete il segretario della Lega Nord Matteo Salvini in ogni occasione, che sia un comizio o un salotto televisivo.
Del resto, «lo dicono i servizi di mezzo mondo». La soluzione è una: «Sospendere qualsiasi sbarco è nell’interesse di chiunque, anche dei tantissimi immigrati perbene che sono in Italia».

Ma Salvini non è il solo a pensarla così. Naturalmente d'accordo col suo leader di partito è il governatore del Veneto Luca Zaia.
ZAIA: «FERMARE LE PARTENZE». L'immigrazione resta pur sempre un cavallo da cavalcare in campagna elettorale. E quindi eccolo tuonare: «C'è una sola cosa da fare e subito: fermare le partenze dalla costa della Libia e sospendere Schengen, perché ingressi indesiderati e pericolosi possono avvenire anche da altre frontiere».
Se l'allarme lo lancia il Daily Telegraph, che ha parlato di una precisa strategia dell'Isis, allora c'è da fidarsi.
MELONI: «LO CONFERMA L'INTELLIGENCE». A ruota segue l'alleata di Salvini, Giorgia Meloni: «L'intelligence britannica conferma quanto sosteniamo da giorni», ha twittato la leader di Fratelli d'Italia. «L'Isis usa i barconi dei profughi per infiltrare terroristi. Stop sbarchi».

Non poteva restare indietro Maurizio Gasparri. Che sulla Libia non ha un dubbio che uno: «Va bene un'azione congiunta Onu. Ma il governo italiano ha il dovere di fermare subito gli sbarchi nel nostro Paese. I sospetti sono diventati certezze», ha dichiarato. «L'Isis è pronta a usare i barconi per infiltrare jihadisti tra i profughi. Respingere le navi carretta deve essere la prima immediata reazione del governo italiano di fronte alla minaccia fondamentalista».
GASPARRI E SANTANCHÈ ALL'ATTACCO. Il rischio che in Italia ci siano già aspiranti terroristi, ha continuato Gasparri, «è concreto e i nostri servizi sarebbero sulle tracce di alcuni islamici ritenuti estremamente pericolosi. Renzi, Alfano, Pinotti e Gentiloni parlino con una sola voce e fermino immediatamente gli sbarchi o si assumono una responsabilità gravissima di fronte al Paese».
E, infine, la Pitonessa Daniela Santanché. «Il governo deve bloccare l'arrivo dei barconi». E aggiunge, più possibilista dei suoi colleghi: «Come facciamo a sapere che non ci sono estremisti e terroristi islamici tra i migranti?».

La fonte è il documento di un singolo militante Isis

Come dare loro torto se a lanciare l'allarme sono un quotidiano autorevole come il Daily Telegraph e nientepopodimeno che l'intelligence britannica?
Ma è davvero così? Non esattamente. E a svelarlo è stato il blog Pr News.
IL TITOLO TRAE IN INGANNO. L'articolo citato da Salvini & Co effettivamente ha un titolo che lascia poco spazio all'immaginazione: «Islamic State 'planning to use Libya as gateway to Europe'» e cioè «Lo Stato islamico sta pianificando di usare la Libia come porta d'ingresso per l'Europa».

Leggendo bene l'articolo però è spiegato che il documento nel quale alcuni militanti dell'Isis pianificano l'invasione è scritto da un «singolo propagandista». «The document is written by an Islamic State of Iraq and the Levant (Isil) propagandist», si legge.
Non si tratta dunque di un'operazione organizzata e voluta dal Califfo al-Baghdadi, né da un gruppo di miliziani. Ma da un solo uomo. Finita qui?
DOCUMENTO SVELATO DA UN THINK TANK. No di certo. Perché il documento segreto è stato intercettato non dall'intelligence britannica ma dalla Quilliam Foundation. Un think tank privato che fino al 2011 ha ricevuto 1 milione di sterline dal governo di Londra.
Non solo. La stessa organizzazione, pubblicandone la traduzione in inglese, (consulta il documento) mette in guardia i lettori: «Le asserzioni che seguono devono essere prese per quello che sono: unofficial propaganda». Non «verità incontrovertibili», dunque.
Comunque, è la nota della Quilliam Association, sono rilevanti perché «evidenziano come la Libia sia il punto di arrivo dell'Isis».
Ma cosa sostiene il propagandista solitario?
L'INTERESSE PER L'ARSENALE LIBICO. Parla delle potenzialità della Libia, della sua posizione strategica. Dalle sue coste «è possibile raggiungere gli Stati crociati del Sud anche con imbarcazioni di fortuna». Come dicono i migranti, non è difficile superare le frontiere. E questo potrebbe «portare il caos» nelle città. Non si parla espressamente di kamikaze, ma di «pandemonium». Il che non esclude naturalmente la possibilità di infiltrazioni.
A interessare particolarmente l'estensore del documento sono però le armi libiche. «I bombardamenti dei crociati contro il tiranno Gheddafi non hanno distrutto l'intero stock».
Il documento termina poi con la firma e i contatti del jihadista che, chiedendo consigli agli altri militanti, ricorda: «Tutto quello che ho scritto è un'opinione personale e rappresenta il mio punto di vista».
OSSERVAZIONI PERSONALI. Riassumendo: le osservazioni personali di un militante jihadista sono diventate prima un piano del Califfato sull'invasione dell'Italia e poi un allarme dell'intelligence britannica.
Le minacce all'Italia esistono. I jihadisti continuano a postare foto del Colosseo con le bandiere nere del Califfo e mettono in guardia Roma contro un'eventuale guerra. Ma, almeno per ora, non arrivano dai barconi.

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