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INTERVISTA 3 Marzo Mar 2015 1348 03 marzo 2015

Stupro in India, frasi choc di uno degli aguzzini

Delhi, vietato il film sulla violenze sessuali. Parla lo stupratore.

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Il 16 dicembre 2012, a Nuova Delhi, una studentessa indiana di 23 anni venne aggredita e stuprata da sei uomini ubriachi (tra i quali anche un minorenne) su un autobus fuori servizio. A poco servì l'immediato trasporto, su un aereo ambulanza, all'ospedale di Singapore: la ragazza morì a causa delle gravi lesioni interne provocate dallo stupro.
Leslee Udwin, regista britannica, ha realizzato un documentario a riguardo (censurato dal governo indiano) intervistando per 16 ore Mukesh Singh, uno dei sei colpevoli rinchiuso nel carcere Tihar della capitale indiana.
La Udwin è rimasta sconvolta non solo dal modo in cui le donne indiane vengano trattate, ma anche e soprattutto dalle parole del criminale, completamente prive di contrizione o senso di colpa per il gesto commesso.
«UNA RAGAZZA NON DOVREBBE GIRARE SOLA ALLE 9 DI SERA». Singh, dopo aver sottolineato che «una ragazza non dovrebbe girare sola alle 9 di sera», ha aggiunto che quando si verificano episodi di stupro «è la donna la vera responsabile, non l'uomo», spiegando che se al posto di girovagare a zonzo fosse rimasta a casa a occuparsi dei lavori domestici, magari questo non sarebbe successo.
«QUALCUNO DOVEVA PUR DARLE UNA LEZIONE». L'uomo, durante l'intervista, non ha mostrato la minima esitazione nemmeno nell'affermare che lo stupro è certamente servito da lezione per quella ragazza così sprovveduta, e che al posto di urlare forsennatamente avrebbe dovuto accettare il castigo in religioso silenzio.
«ERA UNA MENDICANTE, LA SUA VITA ERA SENZA VALORE». Alla domanda su come abbia potuto commettere un gesto simile, Singh, accennando dei sorrisi provocati probabilmente dalla presenza della telecamera, ha risposto: «Era una mendicante, la sua vita era senza valore».
L'intervista di Leslee Udwin è contenuta all'interno di un documentario, intitolato India's Daughter, che la BBC avrebbe dovuto trasmettere l'8 marzo: il Tribunale di Nuova Delhi ha accolto la richiesta della polizia indiana di bloccarne la trasmissione in quanto, come si legge nell'ordine dei giudici, «Mukesh Singh ha fatto dei commenti contro le donne creando un'atmosfera di paura e tensione che potrebbe portare a delle proteste con rischi per l'ordine pubblico, quindi la pubblicazione o trasmissione dell'intervista è vietata fino a disposizione successiva».

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