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CRIMINALITÀ 6 Marzo Mar 2015 2208 06 marzo 2015

Camorra, storia di un omicidio rocambolesco

Incomprensioni. Contrattempi. Errori. E quel disegno finito nelle mani sbagliate. La storia del boss Natale Dantese e del suo sicario. Il pentito Salvatore Fiore.

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Nel mondo sottosopra della camorra napoletana può capitare pure di imbattersi in una storia al limite del grottesco.
Dove un padrino e il suo killer litigano sul luogo in cui commettere l'agguato appena pianificato.
«TI FACCIO UN DISEGNINO». Alla fine della discussione, il boss è così poco fiducioso della capacità del suo “collaboratore” di comprendere appieno il piano da fornirgli un 'disegnino'. Proprio come coi bimbi all'asilo.
Ovviamente, la mappa è finita nelle mani degli investigatori. Facendo nascere un caso.

«Allora: qui no. E nemmeno qui. E anche qui non si può. Hai capito bene?».
«Ma dove dobbiamo farlo quest'omicidio, capo? Non sto seguendo...».
«Ah, e occhio alla casa di quello là. Non si spara davanti all'abitazione di Giovanni. Ti raccomando, ci tengo».
«E quindi io dove devo sparare?».
«Ora ti disegno la cartina...».

La cartina disegnata dal boss. 

L'omicidio dell'estorsore Madonna e il pentimento del sicario Fiore

La circostanza emerge dall'inchiesta, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Napoli e dai carabinieri, che ha portato in carcere mandanti ed esecutori dell'uccisione di Salvatore Madonna, estorsore del clan Birra freddato a colpi di pistola 10 giorni prima del Natale 2007 in via Pugliano, il bunker della camorra di Ercolano (Napoli).
A 'cantare' è stato chi quel delitto lo ha materialmente commesso. Si chiama Salvatore Fiore e oggi è un collaboratore di giustizia.
LE RACCOMANDAZIONI DEL BOSS. A lui il boss Natale Dantese si era raccomandato più volte di evitare non solo gli occhi elettronici di cui era disseminata l'area dove si sarebbe dovuto verificare l'attentato, ma anche di non osare sparare vicino all'abitazione di Giovanni Birra per una sorta di “bon ton” criminale. Pure per fare la guerra ci vuole stile, par di capire.
Per evitare incomprensioni o spiegazioni poco chiare, nel summit decisivo per organizzare l'agguato a Madonna, Dantese aveva indossato i panni della maestra elementare e con una santa pazienza aveva disegnato su un foglio a quadretti, con tanto di righello, la riproduzione del dedalo di vie dove sono piazzate le telecamere del Comune.
Chi potesse averglielo detto, con tanta precisione, non si sa. Fatto sta che quel foglietto, strappato dal quaderno di scuola della figlia, lo aveva conservato in un posto segreto, come promemoria.
IL 'BON TON' DEI CAMORRISTI. L'inconveniente è che, a forza di cancellare budelli e rotatorie e vicoletti e aree pedonali, gli spazi per il killer si erano ridotti a tal punto da rendere impossibile qualsiasi tentativo di fuga, dopo aver premuto il grilletto.
Non solo: un'altra condizione che il boss Dantese aveva posto al suo sicario di fiducia (e meno male) era di girare al largo dal palazzo dove risiede il capo del clan rivale - i Birra, appunto - perché sarebbe stato, come dire, scortese uccidergli un affiliato proprio davanti al portone d'ingresso.

La moglie del boss: «La mappa? Indicazioni stradali per nostra figlia»

Sconsolato, il sicario Fiore aveva tentato in un paio di occasioni di seguire le rigidissime istruzioni del mandante ma alla fine aveva dovuto arrendersi.
Sfortuna (per Madonna) ha voluto però che un giorno, in maniera del tutto casuale, il killer abbia incrociato in tutt'altra parte della città la vittima e, dopo averla pedinata per un po', si sia deciso a entrare in azione senza rispettare il piano di Dantese.
Parcheggiata la sua vettura sotto un crocifisso - e già questo sarebbe di per sé un segno del destino - aveva ammazzato a colpi di rivoltella l'uomo a cui stava dando la caccia da settimane.
Tutto bene quel che finisce male? Non tanto: immediatamente, i carabinieri decisero di perquisire l'appartamento di Dantese e trovarono, in una scatola di scarpe, proprio la famosa (e inutile) piantina.
TREMILA EURO (A RATE) PER L'OMICIDIO. Nessuno credette alla storiella raccontata dalla moglie del boss, Antonella, pure lei pentitasi, e cioè che si trattava delle indicazioni stradali da consegnare alla loro figlioletta qualora si fosse persa per Ercolano.
Fiore per quel delitto ricevette una miseria dal suo capo: appena 3 mila euro. E nemmeno in un'unica soluzione: prima 1.200 euro di anticipo, e il resto in comode rate.
Appena finito in manette, però, lui che di quella piantina non voleva in alcun modo sentir parlare, ha iniziato a raccontare una vicenda che pare copiata pari pari dai Soprano, con buona pace di James Gandolfini. Solo che qui, purtroppo, i morti sono veri. E le lacrime dei parenti pure.

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