ANNIVERSARIO 7 Marzo Mar 2015 0800 07 marzo 2015

Selma, 50 anni dalla marcia per il diritto di voto

Il 7 marzo 1965 avvenne il "Bloody Sunday" statunitense: la manifestazione degli afroamericani fu repressa brutalmente nel sangue. Il presidente Obama: «Ferguson non è un caso isolato».

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Nel 1965 il premio Nobel per la Pace, Martin Luther King scelse il piccolo paese di Selma, in Alabama, come luogo simbolo della sua battaglia in nome del diritto di voto degli afroamericani.
Il 7 marzo, 500 dimostranti diedero inizio a una marcia da Selma a Montgomery, la capitale dello Stato, bloccata brutalmente dalle forze dell'ordine sull'Edmund Pettus Bridge, un ponte sul fiume Alabama: quel giorno sarà ricordato per sempre come il 'Bloody Sunday' statunitense.
PROIBITA LA DISCRIMINAZIONE. Un episodio che diede nuova forza al movimento per i diritti civili che riuscì a ottenere, due marce e cinque mesi dopo, il Voting Rights Act, una legge che proibiva la discriminazione razziale e rafforzava il diritto di voto difeso dal 15esimo emendamento della Costituzione.
Quella legge garantì la registrazione di massa nelle liste elettorali delle minoranze razziali, soprattutto nel Sud.

Obama presente perché «questa è l'America»

Selma (Alabama): un momento della storica marcia afroamericana per il diritto di voto (7 marzo 1965).

A 50 di distanza Barack Obama, primo presidente degli Stati Uniti afroamericano, è presente assieme alla moglie Michelle e alle loro due figlie, a Selma alla manifestazione per ricordare quella marcia e il suo significato nella lotta per l'uguaglianza.
«Celebriamo la marcia di Edmund Pettus Bridge», ha affermato l'inquilino della Casa Bianca, «non solo perché ha aperto le porte ai neri. Ma anche perché questa è l'America e quello che siamo noi».
LA SPERANZA DI SELMA. Per Jerria Martin, attuale leader del movimento per i diritti civili di Selma, «la giornata non deve servire solo a commemorare chi si è battuto all'epoca per tutti gli afroamericani», ma anche «a continuare il lavoro. Spero che il mondo guardi Selma e veda che c'è speranza».
«Non c'era nulla di magico in Selma», ha dichiarato Andrew Young, uno dei più stretti collaboratori di Martin Luther King (che non partecipò alla prima marcia, ma guidò le altre due).

Elezioni, in percentuale i neri hanno votato più dei bianchi

Montgomery (Alabama): Martin Luther King durante un comizio davanti alla Brown Chapel (26 marzo 1965).

Per confermare Barack Obama nel 2012 gli afroamericani hanno votato in percentuale più dei bianchi (senza considerare i latinoamericani): 66,2% contro 64,1%.
Tuttavia alle recenti elezioni di metà mandato, tre mesi dopo l'omicidio di Michael Brown (il 18enne nero e disarmato ucciso da un poliziotto a Ferguson, in Missouri), le elezioni locali sono state ignorate.
E proprio sul grave episodio di cronaca nera, Barack Obama ha dichiarato che «Ferguson non è un caso isolato». Quindi l'affondo: «Il razizsmo non è finito. Basta abusi sistematici contro i neri».
ALLARME DISOCUPAZIONE. Selma è una delle città più povere dell'Alabama e sembra correre a velocità inferiore rispetto al resto dello Stato, con una disoccupazione, a dicembre, del 10,2%, quasi il doppio rispetto a quella statale; circa il 42% della popolazione (per l'80% afroamericana) vive sotto la soglia di povertà.

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