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ISTRUZIONE 11 Marzo Mar 2015 2040 11 marzo 2015

Scuola, ddl in arrivo: tornano gli scatti

Nel testo atteso per il 12 marzo spazio al merito dei docenti e meno sgravi parziali per le private.

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Matteo Renzi e Stefania Giannini.

Dietrofront del governo sulla scuola, che ha scelto la strada del disegno di legge (ddl).
Il consiglio dei ministri del 12 marzo ha intenzione conservare gli scatti di stipendio degli insegnanti legati all'anzianità: il merito, è stato precisato nella serata di mercoledì 11 marzo, verrà comunque premiato, con «risorse fresche».
MAGGIORE AUTONOMIA. Nel Consiglio dei ministri si dovrebbe inoltre confermare la strada del ddl anche per le assunzioni dei docenti delle graduatorie a esaurimento (ma non quelli delle graduatorie di istituto) e dei vincitori di concorso (ma non gli idonei).
STOP CLASSI POLLAIO. La parola chiave della riforma sarà «atonomia» e si mirerà a tre obiettivi: mai più classi pollaio, scuole aperte anche il pomeriggio, istituzione della Carta del professori, con 400 euro, nel primo anno, per le spese culturali di ogni singolo insegnante (libri, teatro, concerti, mostre, sussidi audiovisivi e telematici).
VALORIZZARE I DOCENTI. Le linee guida illustrate il 3 marzo in Consiglio dei ministri prevedevano che «per valorizzare la professionalità del docente e ridare dignità al suo ruolo sociale» venissero introdotti nuovi scatti di stipendio legati alla valutazione (70%) e non più solo all'anzianità (che sarebbe rimasta per il 30%). La Uil Scuola aveva calcolato il peso degli scatti sulla busta paga: circa 15 euro lordi al mese per quelli di anzianità, tra i 16 e i 20 euro lordi al mese (secondo se attribuiti in modo uguale o articolati per fasce) per quelli di merito.
SGRAVI ALLE PARITARIE. Altro ritocco dell'ultima ora riguarderebbe gli sgravi alle paritarie: nell'ultima versione del testo verrebbero concessi soltanto ai genitori che hanno figli iscritti nelle scuole del primo ciclo e cioè elementari e medie.
Sul tema 'caldo' delle assunzioni, il ministro Elena Maria Boschi, parlando per conto della collega Stefania Giannini durante il question time, ha spiegato che le immissioni in ruolo procederanno «a partire dalle graduatorie a esaurimento e dai vincitori di concorso 2012». Per i dettagli sull'entità e la composizione della platea di precari ha rimandato al cdm assicurando, però, che sarà mantenuto l'impegno a garantire le nuove assunzioni nella scuola a partire dal primo settembre.
INTOPPI SULLE ASSUNZIONI. Ma - ha osservato la responsabile scuola e università di Forza Italia, Elena Centemero - «una cosa sono le assunzioni reali, altra quelle giuridiche, ossia congelate, che prevedono un'entrata in ruolo effettiva con decorrenza economica dal settembre 2016. Questa seconda ipotesi appare la più probabile, ed è evidente che non era quella prospettata inizialmente dal governo».
BATTAGLIA DEI 5 STELLE. Sulla partita assunzioni è poi arrivata anche una doccia fredda dal Consiglio di Stato che ha ammesso nelle graduatorie a esaurimento della scuola 3 mila precari esclusi. E i pentastellati non si arrendono.
«Per non far saltare il piano di assunzioni dei docenti per l'anno scolastico 2015-16 bisogna prevedere due distinti provvedimenti normativi, da far viaggiare con tempi e modalità differenti: uno per il reclutamento e uno per tutto il resto», hanno scritto in una lettera inviata al premier Matteo Renzi e al ministro Giannini.
PROTESTANO GLI STUDENTI. Intanto in concomitanza con la riunione dei ministri a Palazzo Chigi, gli studenti, anche universitari, si sono già dati appuntamento per il 12 marzo in tantissime piazze del Paese principalmente per contestare gli interventi messi a punto dall'esecutivo e per sostenere la legge di iniziativa popolare e le proposte dell'Altrascuola.
«Contro il piano Renzi e a favore della legge d'iniziativa popolare», è lo slogan di protesta organizzato davanti alla presidenza del consiglio.

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