Milano Spari Tribunale 150409162424
PROFILO 9 Aprile Apr 2015 1840 09 aprile 2015

Lorenzo Alberto Claris Appiani, chi è l'avvocato ucciso al Palazzo di Giustizia di Milano

Un uomo molto legato alla sua famiglia e in particolar modo alla nonna. Aveva la stima dei colleghi per la sua capacità di analisi del diritto.

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L'avvocato Lorenzo Alberto Claris Appiani.

Lorenzo Alberto Claris Appiani, l'avvocato trentasettenne ucciso il 9 aprile al Palazzo di Giustizia dal suo ex cliente Claudio Giardiello, era «un uomo brillante, un giovane timido, ma pieno di entusiamo. Una persona ligia al dovere»: lo descrivono così gli amici e i parenti all'Ansa.
Il legale si trovava in un'aula del tribunale come testimone nella causa per bancarotta contro quell'uomo che aveva assistito in passato e che lo ha freddato sparandogli al torace.
È DECEDUTO AL FATEBENEFRATELLI DI MILANO. Portato al pronto soccorso del Fatebenefratelli di Milano, l'avvocato è arrivato in asistolia (assenza delle contrazioni ritmiche del cuore): nonostante le manovre rianimatorie, i sanitari non sono riusciti a far ripartire il suo cuore, a salvare quella che tutti ricordano come una promessa dell'avvocatura civile.
LA FAMIGLIA APPIANI. Appiani veniva da una famiglia tutta legata alla legge: la mamma Alberta, avvocato in pensione, lo zio Alessandro Brambilla Pisoni, anche lui legale e la sorella Francesca, magistrato a Pavia.
Dopo aver frequentato il liceo scientifico Leonardo da Vinci ed essersi laureato all'Università Statale di Milano, ha avuto un periodo di prestigiose collaborazioni prima di aprire uno studio legale, guadagnandosi la stima dei colleghi per la sua capacità di analisi del diritto.
ERA MOLTO LEGATO ALLA NONNA. Avvocato molto capace, attivo soprattutto nel campo del diritto societario, Appiani era anche un giovane molto legato alla famiglia, in particolare alla nonna, con cui aveva passato le ultime due festività di Pasqua rinunciando alle vacanze all'Elba, dove la famiglia possiede un'azienda vinicola gestita dal padre Aldo.
GLI AMICI LO CHIAMAVANO 'CONTE' PER LE ORIGINI NOBILI. Chiamato affettuosamente dagli amici 'Conte' per via delle origini nobili (gli Appiani erano Signori di Piombino dal '300 al '500) era un giovane con idee liberali.
La sorella Francesca ha spiegato: «Mio fratello all' inizio si era entusiasmato alle idee che gli sembravano liberali di Forza Italia, salvo poi abbandonare sia il partito sia l' attività politica per dedicarsi solo all'avvocatura. Non aveva intenzione di riprendere l'attività politica, era completamente preso dalla professione e da una bellissima carriera».
NON ERA SPOSATO. L'avvocato Appiani non era sposato, viveva da solo nello stesso palazzo in cui vive la sorella, sito di fronte all'abitazione della nonna e a pochi metri da quella dei genitori.
«Per me mio fratello è stato il mio consigliere, l' ispiratore dei miei studi, ho fatto di tutto per emularlo, è stato un fratello guida, che negli ultimi anni avevo scoperto anche nella funzione dolcissima di zio dei miei bambini, cui si dedicava molto», ha concluso la sorella.

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