NAZISMO 12 Aprile Apr 2015 1400 12 aprile 2015

Austria, la contesa per la casa di Hitler

Lo Stato paga 4.600 euro al mese per tenere lontani i nostalgici dalla casa del Fuhrer. Ora vuole espropriarla. Ma la proprietaria si ribella.

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Uno storico l'ha definita il «luogo dove il male è entrato nel mondo», un «simbolo» da monito ai posteri.
L'ideale sarebbe trasformare il numero 15 della Salzburger Vorstadt, la palazzina neoclassica pitturata di giallo di Braunau am Inn, in Austria, dove il 20 aprile 1889 nacque Adolf Hitler, in un memoriale internazionale.
Ma quando gli abitanti della cittadina austriaca ci passano accanto tirano dritto. I turisti che arrivano da Salisburgo girano tre, quattro volte attorno all'abitato, anziché fermarsi a scattare la fotografia per la quale sono venuti.
LA TARGA RIFIUTATA. La proprietaria, poi, discendente della famiglia che affittò le stanze agli Hitler, si è sempre rifiutata di vendere l'immobile. Tanto ai magnati stranieri che vogliono raderlo al suolo, quanto alle istituzioni pubbliche con i progetti di recupero.
Gerlinde P. - P. come Pommer, si è poi saputo della signora che parla sempre e solo per bocca dell'avvocato - non molla l'osso. Non ha mai neanche permesso che sulla facciata della casa fosse murata una targa in memoria delle vittime dell'Olocausto.
LO STATO PAGA 4.600 EURO. Solo nel 1989, 100 anni dopo la nascita di Hiltler, le autorità sono riuscite a piazzare una pietra di Mauthausen con incise parole per la pace e la democrazia.
Sul marciapiedi di fronte però. E dal 1972, lo Stato austriaco paga alla signora Pommer l'equivalente di 4.600 euro al mese, per evitare che le stanze finiscano in mani peggiori. Una discreta rendita di posizione.

Hitler ha trascorso a Braunau am Inn i primi tre anni di vita

Una copia del Mein Kampf di Adolf Hitler.

La manna, per la famiglia Pommer, iniziò alla fine dell'800, quando il doganiere Alois Hitler e la moglie Klara Pölzl presero in affitto la casa.
Il Führer vi trascorse i primi tre anni, poi il padre fu trasferito a Passau e in altre località austriache. E poco più che 20enne, Hitler si sarebbe spostato in Germania. Ma Braunau am Inn è rimasta la città natale, celebrata durante il Nazismo per il culto della sua immagine.
Tanto più che Braun, in tedesco, significa «marrone», colore delle divise naziste.
800 METRI QUADRI A 150 MILA REICHSMARK. Con Vienna in odore di Anschluss, nel 1937 le truppe tedesche sfilavano davanti al palazzo di Salzburger Vorstadt, in «omaggio solenne» al Führer.
In occasione del suo 50esimo compleanno, il regime fece stampare un francobollo con Hitler in piedi, accanto alla chiesa di Braunau. E in quegli anni, il Terzo Reich trattò con i Pommer la vendita degli 800 metri quadri abitati dal Führer, concessa, in quel caso, per la somma allora principesca di 150 mila Reichsmark.
Altrettanti sarebbero stati investiti dai nazisti nella ristrutturazione.
LA CASA TORNA AI POMMER. Crollato il Reich, nel 1952 la palazzina del XVI secolo tornò ai vecchi proprietari per altri 150 mila scellini (circa 22 mila euro). Lo Stato austriaco ha cercato di evitare che la «casa nel male» fosse lautamente acquistata da ricchi nostalgici, arrivando a versare il sostanzioso affitto ai Pommer.
Per decenni, nel Secondo dopoguerra, i reduci dall'Austria e dalla Germania sono andati in pellegrinaggio a Braunau am Inn per il compleanno di Hitler.

Il Comune intima a Gerlinde l'esproprio dell'immobile

Ultimamente il via vai di «irriducibili» si è ridotto, sostiene la polizia austriaca.
Ma il pericolo del santuario resta dietro l'angolo. E, nel 2015, il Comune si è deciso a intimare alla signora Gerlinde l'esproprio dell'immobile, se questa non accetta di vendere la casa a un'offerta d'acquisto top secret, si specula, abbastanza alta.
Nessuna risposta, ovviamente. Continuare a pagare l'affitto è impossibile per l'Amministrazione: l'edificio malsano di 500 anni deve essere ristrutturato, per adibirlo a «servizi educativi e sociali» come impone il contratto di locazione pubblico.
ABITAZIONE VUOTA DAL 2011. La proprietaria si è sempre ostinatamente rifiutata di fare i lavori. E la casa è vuota dal 2011, anno in cui un centro per disabili fu costretto a traslocare per la troppa muffa e l'umidità. Da allora la signora Pommer ha rifiutato qualsiasi collaborazione con le autorità, rimbalzando vari offerenti (il suo consenso è indispensabile), come un'organizzazione pro-immigrati.
Dopo il Nazismo, la casa di Hitler è stata biblioteca civica (fino al 1956), museo, sede di un istituto tecnico e centro per invalidi. Ma lo stigma resta, come la convinzione, quasi l'inevitabile certezza che, in mano ai privati, il passato nazista diventi strumento di business.
IRRIDUCIBILI O TURISTI QUALUNQUE? In questi mesi i giornali tedeschi si chiedono se davvero i turisti del Nazismo siano solo degli «irriducibili» o se, piuttosto, turisti comuni.
I residenti di Braunau am Inn vorrebbero essere ricordati come i vicini di casa del compositore di Stille Nacht, Franz Xaver Gruber. All'estero, dicono di essere di 'vicino Salisburgo'. Nessuna famiglia dice di aver memoria di contatti con gli Hitler.
Ma Braunau si conosce e si visita per il Fürher, non per l'inno di Natale. Nelle librerie del centro si vendono i libri sul Nazismo. Potendo venderlo, il Mein Kampf andrebbe a ruba.

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