Paracetamolo 150415181008
RICERCA 15 Aprile Apr 2015 1810 15 aprile 2015

Farmaci, il paracetamolo può ridurre l'intensità di alcune emozioni

Lo ha rivelato uno studio condotto dalla Ohio State Univesity e pubblicato sulla rivista scientifica Psychological Science.

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Uno studio americano ha rivelato che il paracetamolo riduce l'intensità delle emozioni.

Il paracetamolo ha una doppia faccia: che sia utilizzato per alleviare il dolore è cosa nota, cosa meno nota è invece che il farmaco possa ridurre anche l'intensità di alcune emozioni come gioia e tristezza.
LO STUDIO È DELL'UNIVERSITÀ DELL'OHIO. Lo rivela uno studio della Ohio State Univesity, pubblicato sulla rivista scientifica Psychological Science, che ha coinvolto 82 studenti americani.
A metà di loro è stato somministrato un grammo di paracetamolo, mentre all'altra metà un placebo.
Dopo aver atteso un'ora, tempo necessario affinché il farmaco facesse effetto, ai ragazzi è stato chiesto di classificare 40 fotografie su una scala da -5, «estremamente negativo», a + 5, «estremamente positivo».
I RISULTATI DELLO STUDIO. Dai risultati è emerso che chi ha assunto paracetamolo ha valutato tutte le foto in maniera meno estrema rispetto a chi invece ha assunto il placebo.
Il professore Baldwin Way, uno degli autori della ricerca, ha spiegato: «Lo stato d'animo delle persone che hanno preso il farmaco era diverso rispetto a chi ha assunto il placebo».
UN SECONDO STUDIO. I ricercatori della Ohio State Univesity hanno in seguito effettuato un secondo studio su un campione di 85 persone: hanno chiesto ai soggetti in esame non solo di esprimere un giudizio inerente alle emozioni trasmesse da alcune fotografie, ma anche di riferire quanto colore blu (quindi un elemento visivo e non emozionale) vedessero in ognuna di esse.
Ancora una volta le persone che hanno assunto il paracetamolo hanno mostrato reazioni notevolmente smussate rispetto a chi invece ha assunto il placebo, mentre i giudizi su quanto colore blu ci fosse nelle foto erano simili in entrambi i gruppi.
Questo ha confermato la tesi dei ricercatori, che ora vogliono capire se anche altri antidolorifici, come ibruprofene o aspirina, abbiano lo stesso effetto.

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