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INIZIATIVA 25 Aprile Apr 2015 1000 25 aprile 2015

Inghilterra, lotta per salvare i pub dalla chiusura

Crisi e concorrenza dei centri commerciali: i tipici locali britannici spariscono. La Fondazione Plunkett li soccorre: piano da 4,5 milioni. Con l'aiuto dei cittadini.

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Il premier David Cameron in un pub inglese.

In Inghilterra la battaglia contro le città-clone, senza identità e luoghi di ritrovo, comincia dai pub.
Il piccolo locale del paese dove tutti passano, una volta al giorno o una volta la settimana, dove si discutono gli affari, si condivide la gioia per una partita di calcio, si diffondono i pettegolezzi.
Da qualche anno questi luoghi stanno chiudendo i battenti.
CRISI E CONCORRENZA. Colpa della crisi economica, dell’aumento del costo degli affitti che erode ancora di più i profitti e della concorrenza dei centri commerciali, che vendono la birra a prezzi stracciati e rendono quella del pub un lusso.
Ma con la loro scomparsa le cittadine disperse nella campagna inglese finiscono per perdere ogni punto di riferimento in un Paese che non ha città costruite intorno a una piazza.
E dove chiacchierare all’aria aperta, spesso, diventa impossibile a causa del clima.
NE CHIUDONO 38 A SETTIMANA. Secondo stime recenti in Gran Bretagna sono 38 alla settimana i pub destinati a chiudere.
Un numero alto, che rischia di cambiare la fisionomia del Paese.
Per evitare che accada e che assieme al bancone affollato di clienti scompaia anche l’ultimo luogo di socialità, si è mobilitata la Fondazione Plunkett che si occupa di aiutare le comunità locali a salvaguardare istituzioni di valore dalla morsa dei giganti e delle multinazionali.
I CITTADINI IN SOCCORSO. In questa guerra dei pub la fondazione aiuta i gruppi di cittadini ad acquisire i locali attraverso associazioni o cooperative e a tenerli aperti.
La speranza è che si riesca anche a ottenere un piccolo profitto, da reinvestire a vantaggio dei cittadini. Ma almeno si deve rimanere con il bilancio in pareggio.
Al momento sono 34 i pub che sono stati sottratti al loro destino di trasformazione in case, agenzie immobiliari o supermercati. Ma nel mirino della fondazione ce ne sono già altri 34.

Dal 1980 a oggi addio a 21 mila locali

I pub inglesi sono in crisi e la Fondazione Plunkett si mobilita per salvarli.

Secondo i dati forniti dalla Plunkett, dal 1980 a oggi hanno chiuso 21 mila pub in Gran Bretagna, la metà dopo il 2006, con l’anno nero nel 2009 quando l’insegna di 2.365 locali ha smesso di cigolare sotto il soffio del vento.
Non sono però soltanto i pub di campagna a essere cancellati dai costi eccessivi degli affitti e dal fatto che per risparmiare la gente torni a casa per bere.
ERANO PEZZI DI STORIA. A Londra hanno dovuto arrendersi a questa nuova tendenza anche alcuni locali storici, come The Green Dragon, aperto nel 1726 o il Black Cap, ritrovo principe della comunità gay e lesbica nell’area di Camden Town.
Ma di recente è stato ceduto a un’agenzia immobiliare (che probabilmente costruirà case per l’insaziabile mercato londinese) anche il pub The star, nel Nord Ovest di Londra, aperto da 200 anni e citato anche in un paio di canzoni rock.
PIANO DA 4,5 MILIONI. Il progetto della Fondazione Plunkett, finanziato con 3,3 milioni di sterline (oltre 4 milioni e mezzo di euro) e approvato dal ministro per i pub John Healey, vuole contrastare il fenomeno.
Si chiama programma di supporto per pub gestiti dalle comunità locali, dura tre anni e potrebbe cambiare il futuro di almeno 500 locali in giro per il Paese.
CITTADINI AUTO TASSATI. Come è accaduto a Hesket Newmarket, minuscolo villaggio nel Nord dell’Inghilterra, dove i cittadini si sono tassati e hanno mantenuto aperto l’unico locale della città.
Hanno messo sul piatto per riscattarlo 1.500 sterline a testa e adesso ne incassano mediamente 40 all’anno come suddivisione dei profitti.
Ma hanno un posto dove passare la serata e possono organizzare nel pub anche eventi per la cittadinanza.
GIOCO A PREMI ONLINE. Sul sito pubs.coop, creato dalla Fondazione, del resto, si trovano anche dei voucher per partecipare a un gioco che garantisce un premio di 500 sterline per il proprio community pub oltre ai dettagli sul programma di salvaguardia.
Secondo Peter Couchman, direttore generale della fondazione Plunkett, «i pub hanno un’importanza vitale per le comunità e tenerli aperti, con la creatività e la vitalità dei residenti, vuol dire fare davvero una differenza».
È come riscoprire il significato della parola pub: public house, un luogo che appartiene a tutti.

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