Piatto Pizzoccheri 150424184458
SPIRITO ASPRO 25 Aprile Apr 2015 0800 25 aprile 2015

La guerra santa delle mamme anti-pizzoccheri

Valtellina: piatto contestato perché troppo contadino. E la cultura gastronomica?

  • ...

Un piatto di pizzoccheri.

Vent'anni fa il glorioso settimanale satirico Cuore aveva una rubrica intitolata «Cronaca di Cuneo» in cui si dava rilievo nazionale a piccolissime beghe di provincia.
Oggi possiamo dire che la lezione è stata pienamente assimilata dalla grande stampa, ma non in chiave ironica: la disfida del pizzocchero, che in Valtellina oppone un gruppo di genitori di bimbi dell'asilo ai difensori della tradizione e della cucina a km zero, è stata ripresa dalle testate nazionali come una questione molto seria. E forse lo è davvero.
Mamme e papà valtellinesi avevano chiesto l'eliminazione dalle mense scolastiche del simbolo gastronomico del loro territorio in quanto «non si possono proporre a scuola piatti poveri, da contadini».
RESIDUI DI PENSIERO MAGICO. Perché? L'antropologo ci intravede un residuo di pensiero magico (si sa, le valli alpine non brillano per circolazione della modernità), secondo cui assumiamo l'essenza immateriale di quel che mangiamo; nell'antichità si faceva bere sangue di agnello ai pazzi furiosi per renderli più mansueti e cibi bianchi alle fanciulle per preservarne la purezza.
Se nutri tuo figlio con cibi da poveri contadini, assorbirà lo spirito del disgraziato «vilàn» di Ho visto un re di Fo-Jannacci, e resterà in miseria, oppure si vedrà spogliato di tutto, compresi la mucca, il violino, la scatola di cachi e i dischi di Little Tony, dal vescovo, dal re e dall'imperatore.
UN PIATTO CAPOLAVORO DI EQUILIBRIO NUTRIZIONALE. In un'epoca in cui i genitori arrivano a credere che i vaccini provochino l'autismo, non sorprenderebbe che si convincessero anche che i piatti poveri causano povertà. Alla faccia della scienza dell'alimentazione che da anni ripete che i piatti «poveri» come i pizzoccheri, la pasta e fagioli e la polenta col baccalà sono autentici capolavori italiani di equilibrio nutrizionale e li raccomanda caldamente a grandi e piccini.
Per chi non lo sapesse, i pizzoccheri sono pappardelle di grano saraceno condite con verdure, patate e taleggio fuso: definirlo un piatto «povero» è come accusare Hulk di insufficienza toracica.
IL COMUNE HA BANDITO LA PIETANZA A SCUOLA. Ai bambini di Sondrio infatti veniva servito in versione alleggerita, o avrebbero passato la ricreazione acciambellati come pitoni durante la digestione.
Altro è il punto debole dei pizzoccheri for kids: il bambino medio non ama i paciughi con dentro roba verde.
Ma, come si suol dire, in compagnia prese moglie un frate, e alla mensa scolastica mangiò verdure tuo figlio che a casa ti tira in testa i broccoli: la vicinanza degli amichetti è un insaporitore miracoloso. Fatto sta che il Comune ha bandito il piatto-bandiera della Valtellina, suscitando le ire dell'opposizione, da Sondrio Liberale a M5s e le rampogne dell'assessore regionale all'Agricoltura.

Nell'era di Mastechef i bimbi si chiamano Bastianich e Borghese

Piazza Maggiore, a Bologna.

Per noi genitori, mamme soprattutto, le mense scolastiche sono oggetto di un complicato amore-odio: ci tolgono un pensiero ma ce ne mettono altri 100, molti dei quali dettati dalla coda di paglia. Perché la suocera interiore ci dice che i bambini dovrebbero mangiare sempre a casa, e solo cibi amorosamente preparati dalla mamma, e lasciarli mangiare in mensa significa voler loro meno bene.
Così, per riabilitarci di fronte a noi stessi, cavilliamo sul menù, sulle porzioni e perfino sullo status sociale del cibo, come i genitori di Sondrio.
BOLOGNA IN GUERRA CON LE TAGLIATELLE. Mesi fa a Bologna alcune mamme si erano scagliate contro le tagliatelle al ragù servite nelle mense scolastiche come «piatto unico», accompagnate da un contorno di verdure fresche. I pediatri, oggi attentissimi al sovrappeso che minaccia i bambini fin dall'età più tenera, non avrebbero avuto nulla da dire, ma quelle mamme trovavano che la porzione fosse scarsa.
Anche qui, come in Valtellina, riemerge lo spettro atavico della povertà, da esorcizzare in questo caso con un piattone bello pieno. La protesta dei genitori è sfociata in uno «sciopero del panino», in cui i bambini pranzavano con un sandwich portato da casa: solo una mamma in preda a una crisi di nervi può considerare un panino al prosciutto un'alternativa più sana e nutriente a un piatto di tagliatelle e a un'insalata.
LE TIPICITÀ IMPORTANTI QUANTO L'ARTIMETICA. Cari genitori, aggiornatevi: nell'era di JuniorMasterchef i bimbi d'Italia si chiamano Bastianich e Borghese. Per un ragazzino di oggi conoscere la cucina del territorio è una competenza importante quanto l'aritmetica e la scrittura in corsivo. Diventare gourmet in età prescolare dà una marcia in più, come imparare i primi rudimenti d'inglese già all'asilo.
La cucina povera opportunamente rielaborata ha reso ricchi fior di chef: lasciate che i bambini la conoscano. È sui loro piccoli stomaci che si gioca la jihad gastronomica del futuro prossimo: basti pensare alla polemica McDonald versus pizzaioli napoletani per uno spot in cui un bambino in pizzeria esitava davanti al menù perché voleva un Happy Meal.
Come dicono i genitori africani ai loro bimbi malnutriti: vergognati, pensa ai bimbi italiani che muoiono d'incertezza su cosa ordinare al ristorante.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso