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EDITORIA 30 Aprile Apr 2015 1937 30 aprile 2015

Corriere della Sera, le sfide di Luciano Fontana

Per sei anni è stato il braccio destro di De Bortoli. Adesso è il nuovo direttore. Tagli per 20 mln, un centinaio di esuberi, Cdr sulle barricate: l'inizio è in salita.

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Luciano Fontana.

Per sei anni è stato il braccio destro di Ferruccio De Bortoli, che nel marzo 2009, appena tornato alla direzione del Corriere della Sera dopo la stagione Paolo Mieli, decise, tra i suoi primi atti, proprio di nominarlo condirettore.
Ma dal 30 aprile toccherà a lui, Luciano Fontana, 56 anni, originario di Frosinone, 11 anni all'Unità e poi, dal 1996, in via Solferino, guidare la nave ammiraglia del giornalismo italiano.
La nomina, che è stata votata all'«unanimità» dal Consiglio di amministrazione di Rcs, chiude una lunga fase di incertezza per il primo quotidiano del Paese, il cui ex direttore era stato di fatto dimissionato sei mesi fa, e apre una nuova stagione per il giornale.
UN MANDATO SENZA LIMITI TEMPORALI. Smentiti, infatti, i rumors della vigilia che davano per possibile una direzione ad interim per Fontana, in attesa che i soci si accordassero su un nome forte e condiviso: l'incarico è «un mandato pieno» e senza limiti temporali, ci tengono a precisare dal comitato di redazione.
Fontana l'ha spuntata sui candidati considerati più quotati per la successione, Carlo Verdelli e Mario Orfeo, forte anche del sostegno di De Bortoli e dell'ala bazoliana del variegato azionariato di Rcs.
Nei prossimi giorni esporrà il suo piano editoriale, che dovrà essere poi votato dalla redazione. Ma le sfide che dovrà affrontare non sono di facile soluzione.

Nessuna comunicazione sui piani di business, per ora

Ferruccio De Bortoli.

In uno scarno comunicato diramato al termine del Consiglio, i membri del Cda, augurando buon lavoro al nuovo direttore, hanno sottolineato le «sfide di grande rilievo» che l'attendono, per valorizzare il «patrimonio giornalistico e di tutte le professionalità» del quotidiano; «garantire una sempre più efficace creazione e veicolazione dei contenuti informativi»; completare la «trasformazione digitale della testata e del Sistema Corriere nel suo complesso», ma soprattutto per perseguire una «incisiva ricerca di una sostenibilità economica della testata».
VERSO 20 MILIONI DI TAGLI. Ancora nessuna decisione formale è stata comunicata sui futuri piani di business della società, ma è certo che anche in via Solferino si renderanno necessari nuovi tagli.
Nel bilancio consolidato del gruppo Rcs, infatti, per il 2015 si parla di «proseguire nelle azioni di efficienza del gruppo Rcs, così da realizzare, cumulativamente 220 milioni. Di cui 164 già realizzati». Dei 56 milioni che restano, circa 20 dovrebbero venire dal Sistema Corriere, il che vale a dire dal quotidiano e dai suoi allegati come i settimanali Sette e Io Donna o gli inserti come La Lettura.
Una sforbiciata ai costi e alle note spese e, con molta probabilità, anche un taglio che riguarderà direttamente i giornalisti.
UN CENTINAIO DI POSSIBILI ESUBERI. Il 31 ottobre finisce lo stato di crisi concesso al quotidiano e, stando alle indiscrezioni che circolano in via Solferino, nuove uscite incentivate saranno inevitabili. Si parla di un centinaio di persone, ma non ci sono conferme ufficiali. Il comitato di redazione, da parte sua, ha già fatto sapere di non essere disposto ad accettare più «sacrifici».
Mediare tra la brama di risparmi dell'indebitata società Rcs e il corpaccione battagliero del Corriere, per il nuovo direttore che conosce ogni angolo e ogni volto del quotidiano, non sarà facile.

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