REPORTAGE 30 Aprile Apr 2015 2113 30 aprile 2015

No Expo, dentro l'accampamento dei manifestanti

Trecento persone radunate al parco di Trenno. Tra birra e musica techno. In attesa della Mayday parade.

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Di nero al parco di Trenno c’è solo il cielo che minaccia pioggia. Nessun black bloc all’orizzonte. Nessun casco, nessuno slogan violento. Ma solo ragazzi, anche ragazzini, qualche signore attempato con signora. Complice, forse, la diretta di Servizio pubblico.
Tutti, indistintamente, in fila per una birra media a tre euro (ma se restituisci il vuoto sono 50 cent risparmiati) e una porzione di polenta rossa, allo stesso prezzo.
Campeggio no Expo di Milano, periferia Ovest della città. È qui che si sono accampati i manifestanti arrivati da fuori per le Cinque giornate 2.0 contro l’esposizione universale. Ua sessantina di igloo, non di più. Qualche amaca chiusa tra gli alberi (guarda le foto).
TENSIONI DAVANTI ALLA REGIONE. Una fitta rete di appuntamenti quella messa in piedi dal movimento No Expo. Nel pomeriggio di giovedì c’è stato un corteo culminato alla sede della Regione in porta Garibaldi, condito da tensioni e imbrattamento muri, soprattutto all’Expo gate davanti al Castello Sforzesco.
Il primo maggio ci sarà invece la Mayday parade, in concomitanza con l’inaugurazione della manifestazione. La folla non numerosissima, ma il fattore meteorologico forse ha inciso, è composta da gruppetti, coppie. Qualche ragazzo che parla inglese. Molti, tanti rasta.
ATMOSFERA DA AFTER HOUR. L’atmosfera più che da summit politico internazionalista è da after hour. Con la musica techno che ha sostituito il tradizionale repertorio da corteo. Esce abbastanza potente dalle casse delle cucine.
E sempre da tradizione vicino al campo da rugby campeggia il gazebo con le magliette in vendita. Tra cui quella con stampata la maschera di Guy Fawkes, simbolo internazionale di Anonymous.
A fianco uno striscione femminista o similare con una donna vitruviana bendata come un pirata. “Siamo libere e autodeterminate”, è lo slogan.
Intorno si muove qualche runner, con cane a seguito, intento a farsi la mezz’ora di jogging serale. Incuriosito da questa piccola folla disobbediente.
300 PERSONE IN TUTTO. Buona parte dei manifestanti preferisce non parlare. E nemmeno farsi riprendere. Ci saranno 300 persone in tutto al parco. Compreso un buon numero di operatori e giornalisti alla ricerca (inutile) di un portavoce del movimento.
Forze dell’ordine non se ne vedono. E se ci sono, sono ben mimetizzate. La paura è che dopo le tensioni del pomeriggio, il corteo del primo maggio possa degenerare in scontri e atti di vandalismo. Non a caso dalla serata la linea rossa della metropolitana che arriva a Bonola e quindi al parco non effettua la fermata Duomo, per “questioni di sicurezza”.
Panini, polenta, birre. Qualche trolley trascinato sull’erba, zaini. Il pride dei no Expo è anche questo.

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