ALLEANZA 6 Maggio Mag 2015 1708 06 maggio 2015

Lupi della Notte, i biker fedelissimi di Vladimir Putin

Centauri nazionalisti. Coinvolti nel conflitto del Donbass. E sanzionati dagli Usa. I Night Wolves sono al servizio dello zar. E ora viaggiano verso Berlino (foto).

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Alexander Sergeevich Zaldonstanov è conosciuto in patria e fuori dai confini della Russia soprattutto con il suo soprannome: il Chirurgo.
A dire il vero è difficile immaginarsi l’ultra 50enne biker perennemente in giubbotto di pelle nera alle prese con il bisturi, visto che in realtà la professione non l’ha mai davvero esercitata, se non appena dopo la laurea, con delusione di tutta la sua famiglia, genitori e sorella compresa, tutti medici (guarda le foto).
Il palcoscenico della notorietà nazionale e internazionale Sasha l’ha invece raggiunto con i suoi Lupi della notte, il gruppo di motociclisti preferito da Vladimir Putin. Dal tavolo operatorio Zaldostanov è insomma passato alle cromature delle Harley Davidson coinvolgendo l’ormai amico zar.
LA PRIMA VISITA NEL 2009. I due si conoscono da un po’ e la prima visita del presidente nel quartier generale dei Lupi, a Mosca, risale al 2009. Putin, in realtà allora primo ministro mentre il delfino Dmitri Medvedev gli scaldava la poltrona del Cremlino, voleva aggiungere un altro tassello alla sua immagine di duro e una scorrazzata in moto valeva in fondo quanto un giro su un jet o la caccia alla tigre, ovviamente sempre seguito dalle telecamere della tivù statale.
Dopo l’incontro al Sexton, questo il nome del club dei Night Wolves, lo stesso di quello a Berlino dove Zaldostanov avrebbe lavorato come security negli Anni 80, nel 2010 c’è stata la prima cavalcata motorizzata in Crimea guidata da Sascha e Vladimir. Quasi premonitrice, visto il ruolo che il Chirurgo e i suoi Lupi hanno poi assunto negli ultimi due anni con l’arrivo della crisi ucraina.
UN'ICONA NAZIONALISTA. L’alleanza tra presidente e biker non è infatti solo una questione di motori, ma anche la politica ha la sua buona parte.
Zaldostanov è diventato un po’ un’icona nazionalista e con i suoi camerati motorizzati si è preoccupato negli ultimi cinque anni di tirare acqua verso il mulino patriottico del Cremlino, dai grandi eventi a Stalingrado, per le celebrazioni nel 2013 del 70esimo anniversario della storica battaglia che durante la Seconda guerra mondiale diede inizio alla sconfitta del nazismo, a quelli più recenti in Crimea, prima e dopo l’annessione alla Russia nel 2014.

Gli Usa inseriscono i Night Wolves nella lista nera

Vladimir Putin in sella a una Harley Davidson.

Sasha Sergeevich e i Lupi della notte si sono trasformati in definitiva in un braccio, anche un po’ armato, al servizio di Vladimir.
E hanno fatto talmente bene il loro lavoro che hanno addirittura costretto gli Stati Uniti a infilarli tra le entità sanzionate.
Dalla fine di dicembre dello scorso anno i biker moscoviti sono finiti sulla lista nera emanata da Washington con l’accusa, tra l’altro, di aver partecipato agli attacchi filorussi a Sebastopoli, in Crimea, e di reclutare combattenti per le milizie nel Donbass.
Il Chirurgo è una minaccia per la stabilità e l’integrità territoriale dell’Ucraina, così almeno si legge nel documento ufficiale del Dipartimento del Tesoro americano.
IN VIAGGIO DA MOSCA A BERLINO. Per nulla impressionato dalle sanzioni, e visto che soprattutto a livello europeo nessuno si è ancora preso la briga di tenerlo in considerazione, Zaldostanov ha pensato bene ora di organizzare un’altra delle sue missioni a due ruote e contenuto altamente esplosivo: il viaggio da Mosca a Berlino che si dovrebbe concludere il 9 maggio nella capitale tedesca, anniversario della sconfitta della Germania in quella che in Russia si chiama ancora Grande guerra patriottica, cominciata nel 1941 dopo l’aggressione di Hitler a Stalin e la fine del patto Molotov-Ribbentrop.
Il primo ministro polacco Eva Copacz ha già definito l’idea una provocazione, la cancelliera tedesca Angela Merkel non ha proferito verbo come suo costume, ma l’arrivo di un’orda di biker filorussi alla Porta di Brandeburgo potrebbe scatenare qualche problema di troppo.
MERKEL VA DA PUTIN. Dopo essere stati bloccati al confine polacco e avere fatto tappa a Vienna, le moto sono però già arrivate in Baviera.
Se eviterà la parata del 9 maggio, Frau Merkel, salvo imprevisti e complicazioni chirurgiche, sarà in ogni caso il 10 a Mosca per ricordare insieme con Putin la sconfitta del Terzo Reich.
Difficile che i Lupi siano già di ritorno, ammesso e non concesso che arrivino a destinazione senza intoppi.

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