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MARCHI 6 Maggio Mag 2015 1259 06 maggio 2015

Rolex, tra no Expo e corruzione

L'azienda attacca per l'accostamento ai black bloc. Tace se viene associata ad altri scandali.

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Quando si dice le campagne pubblicitarie...
Devono avere avuto un effetto perverso per Rolex che il 6 maggio si è presa la briga di pubblicare sui principali quotidiani una lettera per difendere il
proprio marchio
. A firmarla l'amministratore delegato Rolex Italia Gianpaolo Marini. I destinatari? Il premier Matteo Renzi e il ministro dell'Interno Angelino Alfano, rei di avere infangato l'immagine del marchio accostandolo ai black bloc.
IL DISAPPUNTO DELLA SOCIETÀ. L'ad ha espresso «profondo rincrescimento e disappunto per l’associazione delle vostre parole fra la condizione di 'distruttori di vetrine' e il fatto di portare un orologio Rolex al polso. Al di là del fatto che, dalla qualità delle foto e dei video che sono stati diffusi dai media è altamente improbabile poter desumere un’affidabile identificazione come Rolex (e ancor più come Rolex autentico)».
Bene, forse la comunicazione Rolex doveva pensarci due volte prima di scegliere come testimonial un tipo non proprio posato come Che Guevara.
Che nella sua carriera rivoluzionaria si immagina abbia spaccato più di qualche vetrina.

La campagna Rolex con Che Guevara.



Il Che resta poi uno dei simboli della contestazione. E la sua immagine (abusata come una sindone profana) compariva su moltissime T-shirt dei no Expo in corteo a Milano. E forse anche sotto la tuta nera della sconosciuta imbrattatrice. La campagna dunque può considerarsi riuscita. I rivoluzionari 2.0 si sono riconoisciuti nel marchio Rolex.
A dire il vero forse non si trattava nemmeno di un Rolex. Più probabilmente era un Cartier tank française. Ma questo ora c'entra poco.
La questione è un'altra. Perché non c'è stata una presa di distanza simile per l'associazione Rolex-Lupi jr?
QUEL REGALO AL FIGLIO DI LUPI. Lupi, è bene ricordarlo, finì nel mirino per il Rolex da 10.350 euro accettato dal figlio Luca come regalo di laurea da parte di Stefano Perotti, l’ingegnere che per 14 anni ha spinto Ettore Incalza come direttore dei lavori ai contractor delle Grandi Opere.
Il marchio, allora, non fece una piega. Nessuna comunicazione, nessuna lettera. Almeno così risulta all'ufficio stampa contattato da Lettera43.it.

Simbolo del cummenda bauscia e citato da Fantozzi

Ma l'elvetico Rolex, volente o nolente, è sempre stato collegato a vicende di corruzione nostrane. Simbolo di lusso, a volte sfacciato, da bauscia milanese o brianzolo - memorabile l'adagio del cummenda Zampetti: «Milano-Santa-Courma in un giro di Rolex» - l'orologio è finito spesso in inchieste e in indagini. Come regalo per garantirsi favori, mazzetta da polso. Insomma, uno status symbol più per evasori che per eversori.
Basta riguardare le scene di Fantozzi alla riscossa (1990) in cui il ragioniere si mostra incorruttibile davanti alle lusinghe della mafia. Quali sono? Sempre un Rolex che Fantozzi si ritrova all'interno di un bombolone.

  • Fantozzi alla riscossa (dal minuto 11:35).

Da Sensi a Tarantini, Berlusconi e Piscicelli: il regalo preferito

Sicuramente i Rolex più famosi sono stati quelli che l'ex presidente della Roma Franco Sensi regalò ai designatori arbitrali Pairetto e Bergamo. Era la vigilia di Natale 1999 e la Roma decise di regalare orologi d'argento ai semplici arbitri e d'oro (25 milioni delle vecchie lire cadauno) ai due designatori.
«Un gesto di normale cortesia», minimizzò la società.
LA PASSIONE DEL COLONNELLO. La passione per gli orologi di lusso incastrò nel 2014 il recidivo Massimo Parpiglia, tenente colonnello della Guardia di Finanza di Bologna, che accettò un Rolex e cene eleganti dall'imprenditore di moda Saverio Moschillo in cambio di qualche favore fiscale. Parpiglia era già stato fregato dalle lancette nel 2011 nell'ambito dell'inchiesta Rimini yacht, ma in quel caso si trattava di un Cartier Pascià.
E come dimenticare i due Rolex da 50 mila e 18 mila euro regalati da Silvio Berlusconi a Karima El-Mahroug, Ruby Rubacuori?
Altro scandalo, altro Rolex. Pure Gianpaolo Tarantini li regalava all'ex manager Asl Lea Cosentino. «Le proposi anche un incontro con Silvio Berlusconi, ma non ci fu», rivelò il faccendiere pugliese di casa ad Arcore.
E una predilezione per il brand ce l'aveva pure Francesco Piscicelli, il costruttore che rideva nella notte del terremoto dell'Aquila.Regalò un Rolex Submariner ad Angelo Balducci ex provveditore alle Opere pubbliche.
LA PREOCCUPAZIONE DI GIGI. E per ritrovare la sua preziosa collezione di Rolex Gigi D'Alessio, secondo le accuse, avrebbe chiamato Giovanni De Carlo, detto Giovannone, boss di Mafia Capitale. Secondo il Ros, «il 4 giugno del 2013, il giorno dopo la visita da parte di alcuni ladri nell'abitazione del cantante Gigi D'Alessio all'Olgiata», derubato di una collezione di Rolex del valore di circa 4 milioni di euro, De Carlo raggiunse il cantante «e si trattenne per oltre 30 minuti». Anche se D'Alessio smentì categoricamente di conoscerlo.
Nonostante tutto questo, la preoccupazione, per gli svizzeri, resta l'accostamento con i riot milanesi.

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