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MUM AT WORK 16 Maggio Mag 2015 0826 16 maggio 2015

Tuteliamo le madri, prima che sia tardi

Povertà e discriminazioni: quanti ostacoli. Ecco perché bisogna agire subito.

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In Italia 1 milione di mamme sono sotto la soglia di povertà.

Lui si chiama Obucho, vive in Kenya. «Se mia mamma potesse comprare vestiti belli, potrebbe andare a lavorare in un ufficio», dice.
«Vorrei che la mia mamma non coltivasse caffè ma fosse ragioniere, così potremmo avere più soldi, potrebbe mandarci in scuole serie e farci mangiare bene», gli fa eco Felix, sempre dal Kenya.
Sono partiti dai bambini, i volontari di We World per capire e migliorare il mondo - anche del lavoro - delle mamme.
«Nei progetti di dispersione scolastica che portiamo avanti in Africa, in Asia e recentemente anche a Napoli e Palermo, ci siamo resi conto che se si migliora la vita delle madri, ne beneficiano anche i figli», spiega a Lettera43.it la vicepresidente della ong, Annamaria Fellegara.
IL LAVORO DOMESTICO, INVISIBILE E FATICOSO. We World ha diffuso Mia mamma è (anche) una donna, un report per difendere i diritti delle madri in Italia e nel Sud del Mondo, nel quale ha inserito la Carta dei diritti delle mamme, che tocca cinque pilastri della loro vita: lavoro, politica, educazione, salute e libertà.
Per quanto riguarda il lavoro delle mamme, la situazione fotografata dalla ong di Fellegara nel nostro Paese è, come testimoniano i report di cui abbiamo parlato in questa rubrica, di grande difficoltà.
Sulle spalle delle donne pesa la maggior parte dei servizi di “cura” della famiglia, quel mestiere domestico invisibile e non retribuito, e le mamme dopo il primo e poi il secondo figlio hanno molta difficoltà a rimanere o a rientrare nel mondo del lavoro.
1 MLN DI MAMME SOTTO LA SOGLIA DI POVERTÀ. In Italia le donne dedicano in media 5,3 ore al giorno al lavoro domestico (3,5 in più rispetto agli uomini) e 3,3 a quello retribuito, sul totale dei sette giorni.
Nel dossier si legge che il tasso di occupazione diminuisce alla nascita del primo figlio: oltre un quarto delle donne abbandona il lavoro dopo la maternità. Il dato peggiora al crescere del numero di figli: poco più di un terzo delle madri con tre o più figli è occupata. Un dato allarmante è che il rischio di esclusione economica è in forte aumento: 1 milione di mamme italiane vive sotto la soglia di povertà.
E se le madri stanno male, non se la passano bene nemmeno i loro figli. Fellegara racconta: «Abbiamo visto con il microcredito nei Paesi del Sud del mondo, che se concesso alle mamme, migliorava la vita lavorativa loro e lo stile di vita di tutta la famiglia: ne beneficiavano quindi anche i bambini. Cosa che non accadeva sempre se il credito veniva elargito agli uomini».
ORARI E STIPENDI: LE POSSIBILI MISURE. Nella Carta la ong fa delle proposte concrete per migliorare la vita delle madri nel nostro Paese. Per esempio, adeguare gli orari scolastici e gli orari di lavoro dei genitori. Se l’asilo chiude alle 16,30 come fa una mamma che lavora in ufficio?
Secondo We World, per migliorare la situazione bisognerebbe eliminare il divario salariale di genere, inserendo sanzioni e aggravi fiscali dove persistono. Interessante l’idea di creare strumenti per vigilare che vi sia una corretta applicazione delle legislazioni contro la discriminazione.
Anche perché, ragiona Fellegara, «se non facciamo qualcosa adesso l’Italia del 2025 sarà piena di madri che dovranno farsi carico della cura dei figli, della casa e degli anziani. Il nostro Paese sarà sempre più vecchio e tutto il lavoro sarà responsabilità delle mamme». Un po’ come oggi, insomma.

Twitter @francesca_gui

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