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PERSONAGGIO 17 Maggio Mag 2015 1122 17 maggio 2015

Gran Bretagna, Rebanks pastore star su Twitter

Ha un gregge di 450 animali. E 60 mila follower. James Rebanks è un pastore. Ma non solo: ha un profilo social seguitissimo. Tra libri, umorismo british e foto.

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Il pastore James Rebanks, star di Twitter.

Nel distretto dei laghi, nel Nord della Gran Bretagna, c’è un pastore che non fa da guida solo al suo gregge.
A seguirlo ci sono oltre 60 mila persone in diversi Paesi del mondo, che da qualche tempo sono diventati suoi follower.
Sì perché James Rebanks, allevatore di pecore della razza Herdwick in un angolo sperduto tra campi e colline, dal 2012 ha aperto un account di Twitter (@herdyshepherd1) davvero gettonatissimo.
PERLE DI SAGGEZZA. Lo aggiorna spesso, al risveglio, durante le pause della sua attività, prima di andare a dormire, e racconta della sua vita, della campagna e della fatica, regalando qua e là perle di saggezza e massime di vita che lo stanno trasformando in una specie di profeta contemporaneo.
UN LIBRO PUBBLICATO. Merito anche del libro che ha appena pubblicato per la casa editrice Penguin e che si intitola The Shepherd’s Life.
Un racconto appassionato che a volte sembra un diario, a tratti una biografia con riferimenti sociologici.
Parla dell’esperienza di suo nonno e di suo padre, della vita da allevatori in una zona selvaggia ma bellissima, della soddisfazione di un lavoro che non ha riconoscimenti pubblici, però richiede intelligenza e perspicacia.

Tweet di @herdyshepherd1

Dall'abbandono scolastico a Oxford

I cani di Rebanks in una foto postata su Twitter.

Dell’accademia, del resto, Rebanks non si interessa.
Dopo aver lasciato la scuola a 16 anni, anche perché veniva giudicato come un allievo con problemi di apprendimento, ha fatto un percorso da autodidatta che lo ha portato all’università di Oxford, dove si è laureato in storia con tanto di master.
IN GIRO PER IL MONDO. Da lì è iniziata la carriera di consulenza sui temi del turismo sostenibile e della conservazione del territorio e delle tradizioni che lo ha portato in giro per il mondo senza fargli mai dimenticare la sua terra e la storia della sua famiglia, che da 600 anni alleva pecore nella zona intorno a Penrith.
Il lavoro di esperto, compiuto anche per conto dell’Unesco world center di Parigi, gli ha permesso di guadagnare abbastanza per sopperire al deficit dell’azienda agricola.
MOGLIE E TRE FIGLI. Adesso Rebanks ha 450 pecore che segue con attenzione assieme ad alcuni collaboratori e ai suoi cani da pastore.
Nella casa isolata dove vive con la moglie e i tre figli, il tempo scorre con i ritmi della natura, come accadeva secoli fa, ma non si è fermato.
Tanto che da quell’angolo di Gran Bretagna vengono inviati quotidianamente i messaggi più disparati, dalle condizioni cliniche degli animali ai consigli pratici per migliorare la loro alimentazione, dai bollettini meteorologici a riflessioni che toccano i temi della vita.
TRA ARTE E TRADIZIONE. Frasi come quella su suo padre «che aveva una conoscenza enciclopedica del paesaggio che non gli consentiva però di essere associato alla convenzionale idea di intelligenza», o pensieri sull’importanza del sangue nella vita e nell’arte, con rimandi ad autori come Damien Hirst.

Ma l'obiettivo resta uno: la terra e chi la calpesta

Le pecore di Rebanks.

A dispetto della professionalità e della laurea, comunque, il pastore del Lake District si sente solo un pastore, uno di quelli all’antica, che credono che la loro vita abbia un obiettivo, un pratico e tangibile significato: la terra e chi la calpesta.
Concetti che lo rendono felice e che condivisi su Twitter incassano consensi e commenti entusiastici.
BOOM DI CONTATTI. Anche gli episodi quotidiani, in realtà, sono apprezzati, come dimostra il fatto che la foto con i cuccioli del suo cane da pastore, condivisa con un tweet, ha ottenuto più di 300 mila contatti in un paio d’ore.
Il suo obiettivo profondo, però, è quello di rilanciare una professione in via di estinzione.
In Gran Bretagna fino alla metà del XIX secolo il 20% della popolazione era impiegata in allevamento e coltivazione.
Nel 2011, invece, la percentuale era crollata fino all’1%.
OGGI 300 MILA AGRICOLTORI. I dati attuali parlano di meno di 300 mila persone che si occupano di agricoltura nel Regno Unito.
Colpa dei guadagni irrisori, della fatica, delle nuove professioni.
La speranza di Rebanks è che attraverso i suoi tweet e il suo libro (pubblicato anche in America e Canada) qualcuno decida di tornare alle origini.
«NON CONTO LE PECORE...». Il pastore informatico lo pensa davvero. E forse è per questo che, alla fine di una giornata difficile, riesce a trovare la forza per un ultimo tweet giusto prima di andare a dormire: «Credo che stasera non conterò le pecore». Tipico umorismo british.

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