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MAPPA 27 Maggio Mag 2015 1648 27 maggio 2015

Diritti gay e trans in Europa, i Paesi più ostili

In Europa nove Stati non tutelano i Lgbt. Italia inclusa. Dalla Lituania alla Grecia: violenze, discriminazioni, ingerenze della Chiesa. La situazione nel continente.

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Una sconfitta per l’umanità. Così il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, ha definito il sì alle nozze gay in Irlanda, Paese di tradizione fortemente cattolica, gettando una bomba sul dibattito in corso anche in Italia.
Il governo sta lavorando a una legge sul modello tedesco, che introdurrebbe le unioni civili ma non i matrimoni, e dunque le adozioni per la coppia, considerando invece la stepchild adoption - se uno dei due coniugi nella coppia ha avuto figli in precedenza, il partner può chiedere di essere riconosciuto come genitore adottivo - e la reversibilità delle pensioni.
ZERO TUTELE IN NOVE PAESI. Il provvedimento, su cui sono già stati presentati parecchi emendamenti, potrebbe essere approvato tra luglio e settembre. E porterebbe l’Italia fuori dalla lista, ormai piuttosto ristretta, dei Paesi Ue che ancora non hanno riconosciuto le unioni omosessuali.
Come rilevato da Ilga Europe, il ramo europeo dell’associazione sotto cui si riuniscono 422 organizzazioni lesbiche, gay, bisessuali, trans e intersex di 45 nazionalità, l'Irlanda è diventato il 14esimo Paese dell'Unione europea a dire sì, mentre quelli che fino a oggi non prevedono alcun tipo di tutela per le coppie omosessuali restano nove: Italia, Grecia, Cipro, Lituania, Lettonia, Polonia, Slovacchia, Bulgaria e Romania. In altri due, Portogallo e Ungheria, il clima è comunque particolarmente pesante.

Italia: Ncd e Fdi contro il ddl sulle unioni civili

Secondo un sondaggio Piepoli, due italiani su tre (67%) ritengono giusto modificare la legislazione vigente ma solo uno su due (51%) vorrebbe i matrimoni omosessuali. Meglio le unioni civili sul modello tedesco, che poi è quello previsto dal ddl del Pd in arrivo al Senato. E su cui Ncd e Fratelli d’Italia hanno già ingaggiato battaglia, con l’ulteriore peso della posizione vaticana.
Secondo Maria Gigliola Toniollo, autrice con Alexander Schuster di La famiglia omogenitoriale in Europa (Ediesse), «le componenti retrive del sistema politico, in ausilio a gerarchie cattoliche alle quali evidentemente viene concesso titolo a governare oltre il Vaticano, sono sino a oggi riuscite a far sistematicamente naufragare tutti i progetti di legge che tentavano, sia pure con posizioni eccessivamente mediate in partenza, una equiparazione di accesso ai diritti».
UN PASSO AVANTI? LA STEPCHILD ADOPTION. Un passo avanti, aggiunge, «potrebbe essere fatto con l’istituzione della stepchild adoption, l’adozione da parte del genitore non biologico, perché quanto si chiede da parte dei genitori rainbow è molto semplicemente di assumersi ogni responsabilità nei confronti dei propri figli e delle proprie figlie».

Bulgaria: dibattito assente e discriminazioni quotidiane

In Bulgaria la situazioni per gay e lesbiche è ancora molto difficile. Il clima ostile è dimostrato dal fatto che il dibattito sull’omosessualità è praticamente assente, e in quei rari casi mai positivo. Non è bastata una sentenza di tribunale che ha definito offese omofobe quelle secondo cui i gay sono più pericolosi del fumo perché diffondono l’Aids, frase pronunciata durante una trasmissione televisiva.
Nella vita di tutti i giorni le discriminazioni di genere sono estremamente frequenti. L’europarlamentare nazionalista Angel Dzhambazki del Vmro commentò la vittoria di Conchita Wurst all’Eurocontest come un fatto pericoloso per il sistema di valori dell’Europa.
LA CROCIATA DELLA DESTRA DI ATAKA. Nel 2014 due tribunali si sono rifiutati di registrare la Glas (Gays and Lesbians Accepted in Society), una Ong dedicata ai parenti dei Lgbt, sostenendo che non c’era bisogno di una nuova associazione che li rappresentasse.
A gennaio, il partito di destra Ataka ha proposto un emendamento al codice penale per punire le manifestazioni di “orientamenti omosessuali” in eventi, comizi, parate o attraverso i media e internet, proponendo multe fino a 5 mila euro e da uno a cinque anni di prigione. La proposta è stata bocciata una prima volta e ripresentata poi dallo stesso partito dopo le elezioni di ottobre.

Cipro: forti ingerenze da parte della Chiesa

A Cipro l’omosessualità è ormai comunemente accettata, fatta eccezione per le forze più conservative.
A marzo dello scorso anno si è tenuto il primo Pride del Paese, che ha ricevuto il supporto di quasi tutti i partiti politici ma è stato condannato dalla Chiesa come una «caduta morale» che avrebbe portato «a un aumento di divorzi, pedofilia, morti per Aids».
Quando il presidente dell’associazione Lgbt cipriota ha incontrato l’arcivescovo Chrystomos II, chiedendogli conto delle sue affermazioni, questi ha ammesso di aver sbagliato, ma ha mantenuto le forti obiezioni della Chiesa sulla proposta di riconoscimento delle unioni civili - ancora in discussione - e la condanna dell’omosessualità.
43% DI CHANCE IN MENO SUL LAVORO. Le ricerche hanno evidenziato che a Cipro gay e lesbiche hanno il 43% delle possibilità in meno di essere selezionati per un colloquio di lavoro.
A novembre la polizia ha bloccato una mostra fotografica, accusato l’organizzatore di aver mostrato «contenuti osceni in pubblico» e sequestrato tutti gli scatti che mostravano genitali maschili. L’episodio è stato poi giudicato un «eccesso di zelo», con un invito alla polizia a evitare incidenti simili e la condanna da parte del ministro della Giustizia, che ha definito l’accaduto «non necessario, sproporzionato e repressivo».

Grecia: omosessualità inaccettabile per il 45% dei cittadini

L’ostilità rimane alta, alimentata dalle posizioni della Chiesa ortodossa e dei partiti di destra.
In un sondaggio, il 24% degli intervistati ha risposto che l’omosessualità è moralmente accettabile, un altro 24 che non è una questione morale e il 45% che è moralmente inaccettabile. È il risultato peggiore registrato in un Paese europeo, fatta eccezione per la Russia.
Ci sono stati diversi episodi di aggressione fisica e verbale, cinque solo ad Atene nel corso dello scorso anno, oltre 280 aggressioni razziste e omofobe negli ultimi due anni, con svariati feriti e quattro morti.
UNIONI CIVILI? IL MINISTRO DICE NO. A settembre, il parlamento ha approvato una legge che inasprisce le pene per l’incitamento all’odio anche per i casi di identità e orientamento sessuale. Espressioni omofobe sono ora punite con un massimo di tre anni di reclusione e con multe anche di 20 mila euro. Atti criminali motivati dall’omofobia prevedono la stessa pena in termini di reclusione e multe fino a 100 mila euro.
La sinistra radicale, il movimento socialista e la sinistra democratica hanno spinto per aprire alle unioni civili delle coppie omosessuali, ma il ministero della Giustizia ha definito le risoluzioni inammissibili.

Ungheria: i crimini d'odio spaventano il Consiglio Ue

Lo scenario politico e legale rimane piuttosto restrittivo, se non ostile, secondo il rapporto Ilga.
A febbraio, una corte regionale ha confermato una sentenza all’ergastolo per un uomo che aveva ucciso un farmacista gay nel 2012, riconoscendo la motivazione omofobica.
Ma in un report diffuso a dicembre, la commissione per i diritti umani del Consiglio Ue ha espresso preoccupazione per il clima di ostilità nei confronti della comunità Lgbt, che hanno portato in alcuni casi a hate speech e crimini d’odio.
LE RACCOMANDAZIONI ALLE AUTORITÀ. La commissione ha invitato le autorità a prendere tutte le misure necessarie per assicurare che i casi di violenza, fisica e non, nei confronti di persone omosessuali siano adeguatamente indagati, perseguiti e condannati.
A settembre, una scuola ha respinto la richiesta di iscrizione di un bambino, perché aveva due madri: l'istituto è stato multato.

Lettonia: per il presidente l'omosessualità «non va pubblicizzata»

Il ministro per gli Affari esteri Edgars Rinkēvičs è stato il primo politico del Paese a fare coming out.
Tuttavia, l’ostilità rimane elevata nelle cerchie più alte politiche e religiose, incluso il presidente Andris Bērziņš, secondo cui l’omosessualità «non dovrebbe in alcun modo essere pubblicizzata» e «non porta da nessuna parte».
«PROPAGANDA OMOSESSUALE PERICOLOSA». Con una lettera aperta, i leader cattolici, luterani, protestanti, ortodossi e battisti hanno parlato dei pericoli della «propaganda omosessuale».
Un gruppo di ispirazione religiosa ha provato a lanciare un referendum per limitare la libertà d’espressione della comunità Lgbt, ma non ha raggiunto il numero di firme richieste.

Lituania: leggi restrittive sui trans

In Lituania sono state presentate svariate proposte di legge per limitare i diritti degli omosessuali, compresa la libertà d’espressione e di assemblea, sebbene nessuna di esse sia stata approvata.
A gennaio 2014 un giovane si è suicidato per il timore che il suo orientamento potesse essere oggetto di disapprovazione: le associazioni Lgbt si sono dette frustrate dal fatto che non vi sia stata alcuna manifestazione pubblica o politica per discutere dei rischi dell’omofobia e del bullismo a seguito di questo evento.
RACCONTI VIETATI AI MINORI. A maggio, l’ufficio dell’ispettore per l’etica giornalistica ha decretato che due racconti in cui si parlava di attrazione omosex erano «pericolosi» e dovevano essere vietati ai minori di 14 anni, spiegando che incoraggiavano la creazione di una famiglia diversa da quella sancita dalla Costituzione.
A luglio, il parlamento ha respinto un'ampia riforma del registro e del codice civile perché uno degli emendamenti avrebbe consentito ai trans di cambiare legalmente sesso.

Polonia: le battaglie della destra conservatrice

La comunità Lgbt polacca ha espresso crescente frustrazione per il mancato riconoscimento delle unioni civili.
Robert Biedròn è diventato il primo sindaco del Paese dichiaratamente gay, e un numero consistente di politici ha partecipato alla marcia del Pride di Varsavia, ma la Chiesa cattolica e la destra conducono ancora un'incessante battaglia contro «l’ideologia di genere».
OMOSESSUALITÀ INACCETTABILE PER IL 44% DEI POLACCHI. Il clima rimane generalmente ostile: per il 44% dei polacchi l’omosessualità è moralmente inaccettabile.
A gennaio 2014, uno studente gay è stato massacrato di botte fino alla morte.

Portogallo: 258 casi di violenza solo nel 2013

Le associazioni locali hanno denunciato nel 2013 258 casi di violenza, fisica e non: 123 casi di insulti e abusi verbali, 69 di minacce e violenza psicologica e 37 di violenza fisica.
DENUNCE NEL 4% DEI CASI. Le vittime riportano solo il 4% di questi episodi alle autorità.

Romania: la posizione choc della commissione sui diritti umani

Dopo la vittoria di Conchita Wurst all’Eurovision il presidente della commissione sui diritti umani del parlamento, Nicolae Paun, ha dichiarato: «È un insulto all’Europa cristiana il fatto che le minoranze sessuali siano promosse in questo modo, non ho niente contro le comunità gay e lesbiche, ma credo non sia giusto».
LA LOTTA (VANA) DEL GREEN PARTY. Un deputato del Green Party ha provato a promuovere una legge per legalizzare le unioni civili, ma è stata respinta.

Slovacchia: il premier cede alle pressioni del Movimento cristiano

Il Movimento Cristiano Democratico (Kdh), all’opposizione, ha ripetutamente chiesto che in Costituzione venisse inserito un riferimento al fatto che il matrimonio è l’unione di uomo e una donna, come già specificato nel diritto di famiglia.
Il primo ministro Robert Fico ha avallato questa posizione in cambio del supporto del Kdh alla sua riforma giudiziaria, sostenendo che non fa altro che altro che confermare ciò che è già definito dalla legge.
La modifica costituzionale è passata il primo settembre 2014, mentre i gruppi attivisti Lgbt hanno sottolineato l’acuirsi di manifestazioni di intolleranza nel periodo del dibattito.
SEQUESTRATI 12 MILA LIBRI SCOLASTICI. A giugno 2014 il ministro dell’Educazione Peter Pellegrini ha ordinato il sequestro di 12 mila libri di testo per la scuola primaria perché contenevano un esercizio che invitava i bambini a immaginare la loro vita se fossero stati di sesso opposto.

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