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BUFERA 27 Maggio Mag 2015 1629 27 maggio 2015

Fifa, sei cose da sapere sullo scandalo

Le lamentele Usa per il Mondiale qatariota. L'indagine interna chiusa di fretta. Le tangenti da 100 mln di dollari. Come nasce l'inchiesta che spaventa Blatter.

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Il Fifa-gate è soltanto l'ultima pagina nera di un calcio sempre più malato d'interesse.
L'inchiesta per corruzione che ha portato all'arresto di sette dirigenti al vertice dell'organismo, tra i quali il vicepresidente Jeffrey Webb e l’ex vicepresidente Jack Warner, scuote il mondo del pallone dalle fondamenta.
Gli agenti dell'Fbi indagavano da tre anni sull'organo di governo del calcio mondiale che, però, ha sempre respinto le accuse.

1. I sospetti: Usa furiosi per l'assegnazione al Qatar

All'origine del caos l'assegnazione del Mondiale di calcio alla Russia per il 2018 e al Qatar per il 2022, ufficializzata contemporaneamente il 2 dicembre 2010.
Una scelta densa di sospetti e contestata, soprattutto dalla stampa dei Paesi che hanno visto perdere la propria candidatura: l'Inghilterra nel 2018 e gli Stati Uniti nel 2022.
QUATTRO ANNI DI INDAGINI. L'eco mediatica ha indubbiamente favorito l'indagine avviata nel 2011 dall'Fbi su alcuni finanziamenti sospetti all’interno della Fifa, inchiesta conclusasi nell'operazione del 27 maggio in Svizzera. Un'indagine messa in atto per far luce sui casi di corruzione, comprese operazioni sospette effettuate nell'ambito dell’organizzazione del Mondiale di calcio, dei diritti televisivi e più in generale di attività di marketing.

2. Le indagini: inchiesta interna chiusa in tutta fretta

L'indagine che ha portato agli arresti del 27 maggio, poi, è figlia di un'inchiesta precedente condotta dalla stessa Fifa sulle decisioni che avevano portato a scegliere il Qatar come sede per il Mondiale 2022. A imprimere un'accelerata all'azione delle autorità americane sarebbe stata, in particolare, proprio la decisione dell'ex procuratore Michael Garcia, titolare di quelll'inchiesta e che di recente aveva ha preso le distanze dall'organo di governo calcistico.
VIOLAZIONI «PER SCOPI LIMITATI». Nella prima inchiesta interna furono riscontrate irregolarità, ma l'indagine fu comunque chiusa parlando di violazioni «per scopi molto limitati». Il comitato che se ne occupò disse – di nuovo tra molte polemiche – di non avere riscontrato nessuna prova diretta di pagamenti illeciti.

3. Le persone coinvolte: 14 tra dirigenti e funzionari indagati

Il ministero della Giustizia americano ha precisato che nell’inchiesta («che delinea una corruzione dilagante, sistemica e ben radicata sia all’estero sia negli Stati Uniti») sono stati indagati nove funzionari dell’organo di governo del calcio mondiale e cinque tra uomini al vertice e funzionari legati al mondo del marketing statunitense e sudamericano.
PERQUISITA LA CONCACAF. L’accusa è di associazione a delinquere e corruzione per un arco di 24 anni. È stata perquisita la sede della Concacaf, la confederazione che governa il calcio in America centrale e settentrionale e nei Caraibi, a Miami, in Florida. In un comunicato, il procuratore generale Loretta Lynch, ha spiegato che l’inchiesta riguarda «due generazioni di funzionari del calcio» che avrebbero «abusato della loro posizione» per accaparrarsi «milioni di dollari in tangenti e bustarelle.

4. L'accusa: tangenti per 100 milioni di dollari

I dirigenti della Fifa arrestati a Zurigo sono sospettati dal pubblico ministero competente per il distretto Est di New York di aver «pagato e accettato dagli Anni 90 a oggi tangenti e provvigioni nascoste» pari a oltre 100 milioni di dollari, si legge in un comunicato reso noto dal competente Ufficio federale di giustizia (Ufg) svizzero. «I presunti autori della corruzione - rappresentanti di media sportivi e di imprese di commercializzazione dello sport - sarebbero coinvolti in pagamenti ad alti funzionari del calcio - delegati della Fifa e altri funzionari di organizzazioni affiliate alla Fifa - pari a oltre 100 milioni di dollari».
DIRITTI TIVÙ COME CONTROPARTITA. Come contropartita avrebbero ricevuto «i diritti di trasmissione, di commercializzazione e di sponsorizzazione di tornei di calcio negli Stati Uniti e nell'America del Sud». Secondo la domanda di arresto, tali reati sono stati concordati e preparati negli Usa. Alcuni pagamenti sarebbero, inoltre, avvenuti attraverso banche statunitensi.

5. Giustizia a orologeria: venerdì 29 maggio l'elezione del presidente

Il blitz nell'hotel Baur au Lac non avrebbe potuto essere più tempestivo, dato che venerdì 29 maggio è in programma l'elezione del nuovo presidente della Fifa, per la quale l'Uefa ha già chiesto il rinvio. Molti dei dirigenti arresati si trovavano a Zurigo per il Congresso, organizzato proprio per il voto e ospitato nella medesima struttura svizzera.
NESSUN RINVIO IN PROGRAMMA. Il portavoce ha subito precisato che non ci sarà nessun rinvio per l'elezione del presidente: «Il Congresso ci sarà, andremo avanti col programma e ci saranno le elezioni». Nessuno stop nemmeno per quanto riguarda il prossimo Mondiale: «Le Coppe del mondo del 2018 e del 2022 si svolgeranno rispettivamente in Russia e in Qatar, come previsto».

6. Gli sviluppi: verso una richiesta di estradizione per gli arrestati

Le autorità statunitensi dovrebbero formulare nelle prossime ore una richiesta di estradizione: una procedura che il sistema giudiziario statunitense utilizza nei casi di presunti reati molto gravi.
DUE GENERAZIONI SOTTO ACCUSA. Il procuratore generale degli Stati Uniti, Loretta Lynch, ha detto che l’inchiesta riguarda «almeno due generazioni di dirigenti sportivi che avrebbero abusato dei loro ruoli per ottenere milioni di dollari di tangenti, a danno di moltissime persone». E ha aggiunto: «Sia chiaro, questo non è il capitolo finale della nostra indagine. Si tratta di una corruzione dilagante, sistemica e che affonda le sue radici all'estero e qui negli Usa».

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