Blatter Sette Giorni 150602223238
RIEPILOGO 2 Giugno Giu 2015 2231 02 giugno 2015

Dimissioni Blatter, tutto in sette giorni

Dopo 17 anni Sepp abbandona il vertice della Fifa. L'inchiesta del Fbi, la rielezione, l'uscita di scena: cosa è successo nella settimana decisiva.

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Dopo 17 anni al potere, c'è voluta una settimana perché Joseph Blatter mollasse le redini del calcio mondiale.
Il 'colonnello' è stato costretto a dire addio alla Fifa, dopo l'inchiesta del Fbi sulle tangenti che avrebbero riguardato l'organizzazione dei Mondiali in Sudafrica nel 2010.
Ecco cosa è successo negli ultimi sette giorni.
27 MAGGIO: PARTE L'INCHIESTA. A due giorni dal congresso destinato a eleggere il nuovo presidente della Fifa, con la sfida tra Blatter e il principe giordano Ali Bin Al Hussein, su mandato dell'Fbi scatta all'alba a Zurigo un'operazione delle autorità svizzere che porta all'arresto di diversi responsabili della Fifa. Estradati negli Stati Uniti, dovranno rispondere dell'accusa di corruzione. La 'retata' avviene al Baur au Lac hotel, dove i leader dell'organismo che governa il calcio mondiale sono riuniti per il il congresso annuale. In manette finiscono Jeffrey Webb (Isole Cayman), Eugenio Figueredo (Uruguay), Eduardo Li (Costa Rica), Julio Rocha (Nicaragua), Costas Takkas (Gb), Rafael Esquivel (Venezuela) e Jose Maria Marin (Brasile). Intanto dalla Russia si alza la voce di Putin, che accusa gli Stati Uniti di ingerenza.
28 MAGGIO: PLATINI «DISGUSTATO». La vigilia delle elezioni per la presidenza della Fifa, 24 ore dopo la retata dell'Fbi, è tutta un susseguirsi di richieste di dimissioni che colpiscono Blatter. Il presidente dell'Uefa, Michel Platini, si dice addirittura «disgustato» e ufficializza che l'Europa voterà per il principe Alì.
29 MAGGIO: LA RIELEZIONE DI BLATTER. Nonostante lo scandalo e l'inchiesta giudiziaria il congresso Fifa vota per il presidente: al primo scrutinio Blatter ottiene 133 voti contro i 73 del principe Alì. Per 7 voti si dovrebbe andare al secondo scrutinio, ma il principe giordano si ritira e Blatter viene rieletto per la quinta volta. «Avrei potuto avere più voti, ma andiamo avanti», le parole a caldo del 79enne svizzero.
30 MAGGIO: BLATTER ATTACCA L'UEFA. «Da parte dell'Uefa e del suo presidente c'è stata una vera e propria campagna d'odio. Io perdono tutti, ma non dimentico». Il giorno dopo la rielezione alla presidenza della Fifa, Joseph Blatter spara a zero e attacca l'Uefa di Michel Platini. «Tuttavia bisognerà avere rapporti con lui», dichiara a un'emittente svizzera.
31 MAGGIO: SPUNTA LA PRESUNTA TANGENTE. Il presidente della Federcalcio sudafricana, Danny Jordaan, conferma al quotidiano locale The Sunday Independent di aver pagato 10 milioni di dollari dopo che il Sudafrica ha ottenuto i mondiali di calcio, ma insiste sul fatto che non si sarebbe trattato di una tangente. Jordaan, che era il responsabile del comitato organizzatore locale, ha detto che i soldi sono stati versati alla Concacaf, la confederazione delle associazioni calcio Nord e Centro americane e caraibiche, come contributo al loro fondo per lo sviluppo del calcio. Presidente della Concacaf era in quel momento Jack Warner, uno degli arrestati nell'ambito dell'inchiesta per corruzione dell'Fbi.
1 GIUGNO: MBEKI NEGA. L'ex presidente del Sud Africa, Thabo Mbeki, nega che il suo governo abbia mai pagato tangenti per assicurarsi i Mondiali di calcio 2010. «Tengo a precisare che il Paese che ho avuto il privilegio di guidare non ha mai pagato alcuna tangente, anche se fosse stato sollecitato», ha detto Mbeki, che prese il posto di Nelson Mandela come capo di Stato nel 2004.
2 GIUGNO: VALCKE SOTTO ACCUSA. Le autorità americane ritengono che il segretario generale della Fifa, Jerome Valcke, sia l'alto dirigente che avrebbe trasferito 10 milioni di dollari da alcuni conti correnti della federazione a quelli di Jack Warner, l'ex vice presidente accusato di aver incassato la tangente dal Sudafrica. La notizia è riportata dal New York Times. Il coinvolgimento di Valcke solleva immediatamente dei dubbi: Sepp Blatter, il numero uno della Fifa, sapeva oppure no?. La Fifa smentisce: «Né il segretario generale Jerome Valcke, né alcun altro membro dei vertici Fifa sono stati coinvolti nella presentazione, approvazione e attuazione di quel progetto». In serata, però, arrivano le dimissioni di Re Sepp.

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