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PROPOSTE 5 Giugno Giu 2015 1621 05 giugno 2015

Franceschini, il Mibact e la Biblioteca degli inediti

Altro che inediti. Tra Enit commissariato e mancanza di fondi il ministro dovrebbe occuparsi d'altro.

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Dario Franceschini.

Prima venne la pensata della moltiplicazione dei campi da golf per rilanciare il turismo del Sud Italia. Poi il pagamento delle tasse con quadri d'autore, statue e libri antichi e l'ideona del sito-agenda digitale Very Bello, per accompagnare l'Expo, naufragato davanti alle traduzioni maccheroniche di google translator.
Dario Franceschini è un vulcano. Ed eccolo annunciare, tanto per sfidare una volta di più l'ironia della Rete, la «biblioteca nazionale dell'inedito», in cui «raccogliere tutti gli inediti che ci sono nel nostro Paese. Sarebbe la memoria di un intero Paese. Chissà quante storie di famiglie, quante storie perse che farebbero memoria…».


«Molti non osano scrivere perché temono di confrontarsi», ha ipotizzato il ministro, «ma scrivere è una terapia straordinaria, è un atto di grande creatività e libertà, che tutti dovrebbero fare, al di là del talento o dell’essere o meno portati».
CONSERVARE LA MEMORIA? Un consiglio che dà quasi ogni psicologo, ma non per questo i diari sfogatoi possono essere definiti automaticamente inediti. Per quel che riguarda la memoria delle famiglie e la memoria del Paese, Franceschini forse dimentica l'esistenza dell’Archivio di Pieve Santo Stefano, tra Toscana, Umbria e Romagna, che raccoglie - si legge nel sito - «scritti di gente comune in cui si riflette, in varie forme, la vita di tutti e la storia d’Italia: sono diari, epistolari, memorie autobiografiche».
Si tratterebbe dunque di un doppione, tanto per non farci mancare nulla.
Intervistato da Il Libraio, Romano Montroni, presidente del Centro per il libro e la lettura (Cepell), ente che dovrebbe gestire l'iniziativa, ha assicurato: «Quando inizieremo a lavorare al progetto, l'Archivio sarà contattato».
POCHI LETTORI, TROPPI SCRITTORI. Effettivamente in Italia, dove nessuno legge - secondo l'Istat, infatti, nel 2014, 23 milioni 750 mila persone hanno dichiarato di aver letto almeno un libro nell'anno precedente all'intervista - ma sono pubblicati quasi 64 mila titoli l'anno, si sentiva proprio la mancanza di una biblioteca degli inediti che è come dire (basta pescare da Twitter) la raccolta di poesie d'amore di Putin alla sua guardia del corpo. O l'archivio audio degli accordi di chitarra che Ligabue non immaginava esistessro. O, ancora, il museo delle scritte sui bagni degli autogrill e l'archivio della sindrome da foglio bianco.
I FINANZIAMENTI LATITANO. Montroni, però, ha chiarito il vero spirito dell'inziativa nonstante Franceschini fosse stato molto chiaro («un luogo dove raccogliere e conservare per sempre romanzi e racconti mai pubblicati»): «L’idea non è affatto quella di pubblicare i milioni di manoscritti ‘rifiutati’ dagli editori, ma di far emergere parti della memoria del nostro Paese, testimonianze di vita vissuta, anche tra gli anziani. E il Centro per il libro dovrebbe strutturare il progetto. Ma tra il dire e il fare…».
Tra il dire e il fare ci sono di mezzo i denari. Finanziamenti che latitano, in tempi di spending review. E anche gli sforzi di promozione della lettura portati avanti dal Cepell non è che abbiano portato risultati brillanti.
I CONTI DEL CEPELL. Nel 2014 il Cepell, istituto autonomo del Mibact con il compito di divulgare il libro e la lettura in Italia e di promuovere all’estero il libro, la cultura e gli autori nazionali con sede in Trastevere, nel complesso monumentale di villa della Farnesina - sei addetti in tutto - ha preso dal Mibact (stando alla previsione di competenza per l'anno 2014) 536.159 euro e altri da 391.460 euro da altri Enti pubblici Per un totale di circa 930 mila euro. Passando alle spese che ammontano a quasi la stessa cifra, il Cepell ha speso per attività istituzionali 582.432 euro, 37 mila per pulizia e disinfestazione, 105 mila per «altri servizi ausiliari».
Forse prima della biblioteca degli inediti, si potrebbe pensare a una riorganizzazione dell'ente. O, quantomeno, alla messa a punto di una nuova strategia.
LA SOFFERENZA DELL'ARCHIVIO DI STATO. Oppure, invece di moltiplicare enti (inutili o malfunzionanti) assicurare all'Archivio centrale dello Stato, per restare nell'hashtag #memoria, gli 800 mila euro l'anno di cui ha bisogno per sopravvivere. Mentre nel 2013, i fondi sono stati ridotti a 650 mila euro. E non si tratta proprio di una raccolta di cartoline dal fronte e lettere d'amore dello secolo scorso. Nell'Archivio sono conservati documenti come gli originali dei Quaderni del carcere di Antonio Gramsci e le carte sul sequestro Moro.
Tra parentesi la sede dell'Archivio di Stato, con altri tre musei tra cui il Pigorini, Arti e Tradizioni popolari e Alto medioevo sono stati venduti all'Inail per quasi 300 milioni di euro con l'obiettivo di salvare la Eur Spa, società al 90% del ministero dell'Economia e Finanze e 10% di Roma Capitale, per terminare la Nuvola di Fuksas (gioiellino il cui costo è lievitato dai 275 milioni inziali ai 413 attuali).
IMPASSE ENIT. E se proprio a Franceschini rimanesse del tempo, potrebbe finalmente risolvere l'impasse Enit, ente per la promozione turistica, commissariata e in attesa di conoscere le proprie sorti tanto che dipendenti e dirigenti hanno recentemente scritto a Matteo Renzi una lettera nella quale chiedono di essere rottamati e accorpati all'Ice, Istituto per il commercio estero.
Il carozzone pubblico che succhia allo Stato 20 milioni l'anno e il cui direttore generale Andrea Babbi risulta indagato a Roma, è praticamente uno stipendificio: 187 lavoratori percepiscono 12,9 milioni di euro.
E dire che il Turismo potrebbe essere il nostro petrolio, visto che nonostante la crisi genera un giro di affari di 162 miliardi l'anno (pari al 10% del Pil).
Detto questo, ma si potrebbe continuare con l'elenco, ministro Franceschini siamo sicuri che è proprio necessaria una biblioteca degli Inediti?
Prima di salvare gli inediti dall'oblio, dia retta a una collaboratrice esterna del suo ministero e storica dell'arte: «Potreste gentilmente salvarmi la vita e il futuro?»

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