Luciano Giarola 150610162612
INTERVISTA 12 Giugno Giu 2015 1424 12 giugno 2015

Lega, Giarola: «La Lega? È come votare Dc»

Segretario di Legnago, Giarola è il deus ex machina della vittoria in Veneto: «Lavoro solo per il partito». Zaia e Salvini? «Punti di riferimento». E su Tosi...

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L'hanno dipinto come il deus ex machina del trionfo di Zaia in Veneto, e come uomo forte e gran cerimoniere di Salvini nella regione. «Ma non scherziamo», ride Luciano Giarola, segretario della Lega Nord di Legnago, 26 mila abitanti in provincia di Verona, «ho contribuito come tutti i militanti, diciamo l'uno per mille. Zaia è stato un ottimo governatore e il risultato è dovuto a questo».
E dire che Giarola si è iscritto al Carroccio solo nel 2008, e grazie a Flavio Tosi, il grande 'traditore'.
«Sia ben chiaro», spiega a Lettera43.it, «io non ho abbandonato Flavio, sono solo rimasto fedele al partito e a Zaia. È lui che ha lasciato».
GLI INIZI NELLA DC. La prima passione politica di Giarola è stata per lo Scudo crociato. Nel 1990, però, buttò la tessera della Dc. «Lo fece anche mio padre. Da partito attento ai territori, quello che è la Lega ora, la Dc si era trasformata in un centro di interessi e basta».
Fu in quel momento che divenne elettore e simpatizzante della Liga come lo zio: «Nel 1993 sono stato promotore di una lista civica che appoggiava la candidata a sindaco della Lega Roberta Visentin, facendola vincere».
Visentin, uno dei primi sindaci monocolore leghisti, fu poi condannata a un anno e mezzo per essersi raddoppiata lo stipendio da 1 milione e 936 mila lire a 3 milioni e 872 mila con l'accusa di truffa, abuso d'ufficio e falso, ma questa è un'altra storia.

Luciano Giarola.  

DOMANDA. Il tocco buono allora lo ha, Giarola non lo neghi...
RISPOSTA. In Lega ho fatto solo quello che ogni segretario e militante fa. Legnago è un'isola felice dove la Lega è il primo partito con oltre il 30%.
D. Non è sempre stati tutto rose e fiori però...
R. Sì, lasciai la Lega dopo screzi con qualche dirigente. Feci fare a loro e infatti persero le Amministrative.
D. Poi che è successo?
R. Sono tornato alla segreteria. Ho fatto riaprire la sezione di Legnago e da 19 tesserati siamo passati a più di 200. Conto di arrivare a 300 per la fine del mese
D. E come ha fatto?
R. Posso contare su uno staff e una segreteria invidiabili. Legnago è stata capofila nella campagna elettorale nel Veronese. Siamo anche riusciti a fare eleggere in Consiglio regionale l'assessore uscente Luca Coletto, che da tempo era lontano dai riflettori...
D. Quindi è un deus ex machina...
R. Ma no, ripeto non ho fatto vincere io Zaia. E Salvini ha portato il partito dal 3 al 14%. Sono due punti di riferimento importanti per il Veneto.
D. Qual è il metodo Legnago?
R. La nostra sede è aperta ogni mattina, una volta alla settimana organizziamo dibattiti, abbiamo anche una scuola politica. Chiunque si tesseri ha diritto di parola, può esprimere le sue opinioni liberamente. Poi ci sono i giovani...
D. Cioè?
R. La nostra sezione conta ben 70 giovani tra i 20 e i 28 anni. Per questo spesso organizziamo feste e aperitivi. Servono sempre nuove idee, nuove emozioni. Ci si deve aprire alla gente come ha sempre detto Salvini.
D. Ha un rapporto privilegiato con il segretario federale?
R. Né più né meno di ogni altro segretario locale. A parte qualche messaggio, Salvini è venuto a Legnago quattro volte per partecipare ai nostri eventi. Poi l'ho accompagnato al Vinitaly. Ma niente di particolare. Avevo un rapporto più stretto con Tosi...
D. Lei è stato tra quelli che hanno abbandonato il sindaco di Verona. Com'è andata?
R. Mettiamo le cose in chiaro. Io non ho lasciato Flavio, è lui che ha creato un partito nel partito. L'avevo anche messo in guardia e infatti è arrivato terzo anche nella sua Verona. Poi mi sono tesserato a un partito non a una persona. E ora il partito è Salvini, poi chissà.
D. Tutto qui?
R. Flavio ha imbarcato nella sua squadra anche molti di quegli ex Dc che mi spinsero a uscire dal partito...
D. Lei però ha detto che la Lega è la nuova Dc.
R. Sì, la Dc degli anni d'oro però, quella attenta al territorio, alle nostre imprese, alla nostra gente. Non certo il partito degli interessi personali...
D. La comunicazione di Salvini non è molto democristiana. Cosa ne pensa?
R. Salvini non è aggressivo, la sua è una comunicazione che arriva alla gente. Poi lo spingono sempre a parlare di rom e clandestini, invece lui vorrebbe parlare di Tax flat e di pensioni...
D. Sui social non c'è nessuno che lo spinge però. E l'immagine della ruspa non è proprio conciliante...
R. Purtroppo a livello comunicativo la maggior parte della gente ha bisogno di immagini forti. Quello di Salvini è un marketing diretto e io lo appoggio al 101%.
D. Ma non c'è il rischio di gettare benzina sul fuoco?
R. Le dico solo che pochi giorni fa sono arrivati a Nogara 20 clandestini, non si sono fatti identificare e sono fuggiti. Dove sono ora? Non si può continuare così.
D. Cosa propone di fare?
R. Se le navi degli Stati europei vanno a caricarli in Libia allora devono portarli nelle rispettive nazioni. Batti bandiera tedesca? Bene, li porti in Germania.
D. E che pensa del progetto Noi con Salvini?
R. Se domani il segretario indicesse un congresso per lanciare una Lega nazionale lo appoggerei. Come la Dc di un tempo, la Lega tutela gli interessi regionali.
D. Alle ultime elezioni però il movimento ha fatto flop a Sud.
R. Si tratta ancora di un progetto embrionale. Io ho tanti amici del Sud e mi sono stupito di incontrarli a Roma durante la manifestazione della Lega. Detto questo occorre un partito vero, più strutturato.
D. In che senso?
R. Non deve essere un movimento personale, ma un partito vero. Il progetto ripeto c'è, va solo potenziato. E poi il Sud va presidiato per evitare che entrino personaggi di dubbia provenienza.
D. Ma lei non ha mai pensato di entrare in politica?
R. Ma io già sono in politica, sono segretario...
D. In politica nazionale...
R. Non ci penso proprio, per fortuna vivo del mio lavoro, sono commercialista. Preferisco stare sul terrirtorio e non a Roma dove pigi solo dei bottoncini.

Twitter: @franzic76

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