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SCHEDA 2 Luglio Lug 2015 1647 02 luglio 2015

Whirlpool, cosa prevede l'accordo

Nessun licenziamento. Investimenti. Ammortizzatori. L'intesa siglata al Mise.

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Nessuna chiusura. Anzi: piani di rilancio e investimenti.
Le parti sociali e Whirlpool hanno firmato al Mise l'accordo che prevede che non sia chiuso alcun stabilimento italiano e non ci siano esuberi strutturali.
Un successo sottolineato dal premier Matteo Renzi che ha twittato: «Lo avevamo promesso ai lavoratori. Nessuna chiusura, nessun licenziamento».

Soddisfatto anche il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi. «Questo accordo arriva dopo mesi di trattativa anche complicata», ha commentato. «Il governo ha fatto tutto il possibile e l'impossibile, meglio di così non ci potevamo augurare».
LA SFIDA DI TEVEROLA. Ma le sfide non sono finite, assicura a Lettera43.it Massimiliano Guglielmi, responsabile Fiom di Caserta. «Ora contiamo come ha detto l'azienda sulla reindustrializzazione del sito di Teverola», sempre nel Casertano, dove lo stanziamento si aggira sui 3 milioni di euro.
Guglielmi, che ammette l'impegno del governo nella trattativa, ricorda però che la vittoria si deve «alla risposta dei territori, alla solidarietà di tutti gli stabilimenti, compresi quelli di Varese e Fabriano». Whirlpool «ha capito che non scherzavamo».

Ecco cosa prevede l'accordo firmato al Mise.

1. NESSUN LICENZIAMENTO FINO AL 2018. L'azienda si è impegnata a non licenziare per tutta la durata del piano industriale, cioè fino al 2018. Rientrano dunque i 2.060 esuberi annunciati, e i trasferimenti tra poli di diverse regioni avverranno solo su base volontaria.
Gli operai e gli impiegati le cui funzioni saranno trasferite in un'altra regione potranno avvalersi di ricollocazione e riqualificazione professionale.

2. INVESTIMENTI PER 513,5 MILIONI. Whirlpool investirà 513,5 milioni di euro in tre anni. E metterà a punto piani industriali per tutti i siti attraverso l'insourcing di attività. La produzione made in Italy crescerà di 650 mila unità.

3. AMMORTIZZATORI IN TUTTI I SITI. Verranno utilizzati la cassa integrazione e i contratti di solidarietà (ammortizzatori conservativi) con la rotazione per ripartire al meglio il lavoro.
Tutti i lavoratori potranno usufruire di mobilità volontaria o finalizzata alla pensione incentivata.

4. MISSIONE SPECIFICA PER OGNI SEDE. Ogni sito avrà una mission specifica. Carinaro, in particolare (815 lavoratori), «diventerà un hub europeo per la componentistica», spiega ancora Guglielmi, «che servirà i mercati emergenti dell'Africa e del Medio Oriente e l'Europa del nord».
Inizialmente vi saranno impiegate 320 persone. I restanti hanno diverse alternative: trasferirsi a Napoli o a Varese, con incentivo. Accedere a una buona uscita. Gli ammortizzatori restano la Cigs e poi contratti di solidarietà.
None, magazzino nel Torinese, è ceduto alla piemontese Mole. I dipendenti potrannoi trasferirsi o chiedere la buona uscita.
Cassinetta, in provincia di Varese, resta polo per i mercati africani, mediorientali ed europei (Emea) per incasso, produzione forni, frigoriferi, miocroonde. Previsto un incremento occupazionale di 160 unità.
Melano, a Fabriano, si specializza per i piani cottura. Le produzioni estere rientreranno in Italia.
Napoli diventa il polo per le lavatrici di alta gamma anche per i mercati extra europei. Mentre a Siena si produrranno i congelatori orizzontali. Le lavatrici e lavasciuga, invece, saranno dirottate a Comunanza, in provincia di Ascoli Piceno.

5. UFFICI E CENTRI DIREZIONALI. Gli uffici lombardi di Milano e Comerio e una sede forse a Varese ospiteranno il centro direzionale con 800 lavoratori.
A Fabriano invece i dipendenti saranno 600.

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