Cantiere Dell Ospedale 150707182254
SPESE PAZZE 8 Luglio Lug 2015 1448 08 luglio 2015

Campania, gli sprechi di So.Re.Sa nella Sanità

Macchinari per 7 milioni. Parenti di parlamentari assunti. Appalti controversi. L'ospedale non c'è. Ma i costi lievitano. In Campania è bufera su So.Re.Sa.

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Stefano Caldoro.

Il mastro e i ragazzi lavorano sodo, ma il cantiere - e si vede - «è in forte ritardo». «La consegna?», sussurra il mastro, «Beh, ci vuole ancora assai fatica. Siamo onesti, di consegnare l’ospedale per fine 2015 non se ne parla».
Sorgerà in piena zona rossa, in un’area cioè così a ridosso del Vesuvio che, in caso di eruzione, non si salverebbe nessuno.
Dieci anni di lavori. 400 milioni di euro già spesi. Costi raddoppiati in corso d’opera. Due inchieste (una della magistratura, l’altra della Corte dei conti). Eppure, non c’è speranza di consegnare l’Ospedale del Mare (ma c’è chi lo ha ribattezzato Ospedale in Alto Mare) nella periferia Est di Napoli. L’eterna incompiuta. La fabbrica di san Pietro. Le battute (amare) si sprecano.
MACCHINARI PER 7 MILIONI. Il flop, al di là dell’ottimismo fuori luogo di molti politici locali, è sotto gli occhi di tutti. Di tutti, ma non di chi decide le spese in So.Re.Sa, la società che per conto di Regione Campania si occupa di acquisti e assunzioni nel campo sanitario.
Convinti forse che l’apertura dell’Ospedale del Mare sia vicina e che perciò sia urgente attrezzare a puntino sale operatorie e reparti (che non esistono), i dirigenti So.Re.Sa hanno acquistato macchinari per 7 milioni di euro.
In tale ambito, è stata resa operativa una convenzione (importo 233 mila euro) della durata di sei mesi (la firma risale al dicembre 2014) per la fornitura di un microscopio operatorio da destinare alla neurochirurgia (quando e se mai verrà aperta).
MA L'OSPEDALE RESTA CHIUSO. Per 5 milioni e 997 mila euro sono stati acquistati due acceleratori lineari, che serviranno per la cura dei tumori in radioterapia. Sì, ma dove, visto che nel cantiere dell’Ospedale fantasma ci sono al momento solo pietre, polvere, operai e ruspe in azione? E quando, visto che di voglia di accelerare non si intravede traccia?
Altri 451 mila euro sono stati spesi per l’acquisto di un tomografo computerizzato di centraggio. Nessun illecito, non sia mai. Ma c’è chi pone ragioni di opportunità. E di buon senso.
Il materiale giace ovviamente impacchettato nei depositi e la speranza è che almeno non si deteriori nel’attesa di una utilizzazione di là da venire.
Nel frattempo, chi si ammala in Campania non può far uso di tali meraviglie tecnologiche ed è costretto alle solite, estenuanti attese e ai mai tramontati viaggi della speranza.

Fatture pagate alle aziende più di una volta. E nessuno denuncia

Il cantiere dell'Ospedale del Mare, alla periferia di Napoli.

I dati restano allarmanti: «Nel rapporto Censis 2015 il sistema sanitario in Campania viene bocciato e il grado di fiducia della gente nella sanità è spaventosamente calato».
Nel Mezzogiorno, secondo i dati Censis, il 13.2% rinuncia alle prestazioni mediche contro il 6.2% del Nord. In Campania, a lasciar perdere cure e medicine è il 9.5% degli utenti. Eccetto Puglia e Sardegna, al Sud si va di male in peggio.
È del resto lo stesso ministero per la Salute a far sapere che la Sanità «è ferma agli obiettivi che avrebbe dovuto raggiungere nel 2012». E si spreca troppo. In Regione Campania è saltato fuori che molte fatture venivano pagate più di una volta alle aziende e nessuno lo denunciava né se ne accorgeva.
11 ASSUNZIONI SENZA CONCORSO. Ai controlli, sono stati recuperati ben 18 milioni di euro ingiustamente erogati. Massimo Paolucci, eurodeputato del Pd, ha denunciato un appalto da 22 milioni di euro per la vigilanza armata. E per i cosiddetti “pannoloni d’oro” destinati agli anziani incontinenti ha suscitato impressione un appalto da 80 milioni di euro.
Scenario allarmante, futuro da brividi. Ma non per So.Re.Sa, detta anche la “cassaforte” di Regione Campania, che il 29 giugno 2015 (un mese dopo le elezioni di maggio e nel pieno della bagarre per la sospensione di Enzo De Luca per colpa della legge Severino) ha autorizzato l’assunzione a tempo indeterminato (senza concorso pubblico) di 11 persone già dipendenti non stabilizzate (il cui contratto sarebbe scaduto nell’agosto 2015).
I dirigenti So.Re.Sa hanno spiegato che tali assunzioni sono state convenienti per Regione Campania visto che - grazie alle norme del Jobs act sulle tutele crescenti - la trasformazione dei contratti ha prodotto un risparmio economico.
IL CDA AGISCE IN REGIME DI PROROGATIO. Giusto? «Forse sì», ribattono alcuni, «ma si glissa sul fatto che, passando dal tempo determinato a quello sine die, si crea un oggettivo appesantimento per gli organici regionali: era davvero inevitabile?». Già, era inevitabile visto che il consiglio di amministrazione di So.Re.Sa agisce in regime di prorogatio in quanto scaduto già a settembre 2014?
E infine: non sarebbe stato più corretto aspettare che il nuovo governatore De Luca si insediasse prima di procedere ad acquisti e assunzioni? Lui ha già fatto sapere che, appena insediato, annullerà tutti gli atti che riterrà discutibili sotto il profilo procedurale.
Non è da escludere che tra questi ci saranno anche i succitati provvedimenti, anche perché tra le assunzioni volute da So.Re.Sa figurano un paio di cognomi di familiari di esponenti del Cda e di parlamentari in carica.

De Luca pronto ad approfondire la questione dell'appalto

Vincenzo De Luca.

Coincidenze, naturalmente. Che però potrebbero attirare l’attenzione del sospettosissimo neo-governatore, che non mancherà di approfondire anche la tormentata vicenda dell’appalto che ha consentito 10 anni fa l’avvio dei lavori per l’Ospedale del Mare.
L’appalto, appunto: si racconta della Asl Napoli 1 che, su indicazione dell’allora governatore Antonio Bassolino, assegna con gara pubblica al gruppo Astaldi la costruzione e la progettazione in regime di project financing dell’Ospedale del Mare.
Regione Campania investe 119 milioni, cioè il 57% del costo complessivo dell’opera. Impegno della multinazionale Astaldi è di coprire il restante, cioè il 43% pari a 91 milioni e 286 mila euro.
AD ASTALDI 319 MILIONI. In cambio, le si promette la gestione dei servizi ospedalieri per 25 anni.
Il cantiere parte, Astaldi incassa i 119 milioni della Regione. Ma nel 2009, per un intoppo burocratico, l’Asl rompe e avvia un complicato contenzioso con la società piemontese. Il governatore Bassolino, allarmato, revoca la gestione dell’appalto e nomina un commissario, Ciro Verdoliva.
Nel frattempo, la ditta si ferma. E non vuole più rapporti con Regione Campania: 2010, in Regione sbarca Stefano Caldoro. E avvia una transazione con Astaldi da 200 milioni (più i 119 che già erano stati incassati) per metterci una pietra sopra.
«SCELTE IMPRONTATE AL RISPARMIO». Astaldi accetta. La novità - dicono - costa alla Campania quasi il raddoppio della spesa. Ma quando - ed è storia recente - So.Re.Sa avvia i bandi per la gestione dei servizi (la mensa, i parcheggi, il bar) nel futuro ospedale, ecco che Astaldi riappare tra i partecipanti che puntano agli ulteriori 33 milioni di euro messi in palio da Regione Campania.
Anche qui, tutto legittimo. Ma c’è chi si chiede: ha senso che un’impresa prima accetti la transazione, vada via e poi ricompaia per intraprendere di nuovo rapporti con l’ente la cui credibilità aveva pubblicamente disconosciuto?
Per il commissario Verdoliva le scelte di Regione Campania nella vicenda sono state «improntate all’efficienza e al risparmio del pubblico denaro». E chi avanza perplessità, per lui, «fa solo chiacchiere da bar dello sport» .

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