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GIUSTIZIA 8 Luglio Lug 2015 1936 08 luglio 2015

Compravendita senatori, Berlusconi condannato: il caso in 4 punti

I soldi a De Gregorio. La mediazione di Lavitola. E la caduta di Prodi. Le tappe della vicenda.

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Silvio Berlusconi e Sergio De Gregorio.

Silvio Berlusconi e Valter Lavitola sono stati giudicati colpevoli dal tribunale di Napoli nel processo sulla presunta compravendita di senatori tra il 2006 e il 2008 che portò alla caduta del governo Prodi.
Il Cav e il faccendiere ex direttore dell'Avanti sono stati condannati entrambi a tre anni di reclusione. Il primo come autore della corruzione, il secondo come mediatore.
PRESCRIZIONE A NOVEMBRE. Ma il processo andrà in prescrizione il 6 novembre e, visti i tempi della giustizia italiana, è difficile che l'Appello venga fissato entro quella data.
CAV: «PROCESSO POLITICO». «Prendo atto di una assurda sentenza politica al termine di un processo solo politico costruito su un teorema accusatorio risibile», ha detto Berlusconi, parlando di «persecuzione giudiziaria» per ledere la sua «immagine di protagonista della politica».
PRODI: «SAREI ANCORA PREMIER». Poco prima della sentenza, l'ex premier Romano Prodi ha commentato la presunta compravendita di senatori: «C'erano delle voci ma, come dissi al giudice, non ne sapevo nulla. Se lo avessi saputo sarei ancora presidente del Consiglio. Non mi sono costituito parte civile perché ritengo che sia stata lesa la democrazia e non la mia persona».
Di seguito i punti principali della vicenda.

1. Le due tesi: «colossale corruzione» e «finanziamento alla politica»

I giudici della prima sezione del tribunale di Napoli si sono pronunciati su due tesi contrapposte. Per i magistrati della procura si trattò di una caso macroscopico di corruzione, un «colossale investimento economico» per far cadere il governo Prodi che si reggeva, a Palazzo Madama, su numeri assai risicati.
LA DIFESA: NESSUN REATO. Per la difesa, non ci fu invece alcun reato: i 3 milioni consegnati all'allora senatore Sergio De Gregorio, parte dei quali al suo movimento Italiani nel Mondo, rientrano nell'ambito del finanziamento alla politica.

2. Lavitola intermediario tra Berlusconi e De Gregorio

Secondo la ricostruzione degli inquirenti (i pm Vincenzo Piscitelli, Henry John Woodcock, Fabrizio Vanorio e Alessandro Milita) Berlusconi avrebbe erogato tra il 2006 e il 2008 a De Gregorio, che era stato eletto nella lista dell'Italia dei Valori, 3 milioni di euro, di cui uno sotto forma di finanziamento al movimento Italiani nel Mondo e due in contanti, suddivisi in varie tranche.
TRIPLICE AMICIZIA. La consegna sarebbe avvenuta attraverso l'intermediazione di Lavitola, che era all'epoca in rapporti di amicizia sia con il Cavaliere, sia con De Gregorio (Lavitola è stato poi condannato per tentativo di estorsione ai danni di Berlusconi per una lettera di minacce rinvenuta quando era latitante in Sud America).

3. Operazione Libertà, il piano del Cav per affossare Prodi

Gli interventi per far allontanare De Gregorio dallo schieramento di centrosinistra rientrerebbero, secondo l'accusa, in un più vasto piano: l'Operazione Libertà, ovvero il tentativo da parte del Cavaliere di convincere alcuni senatori a passare al centrodestra e determinare la caduta del governo Prodi. Una tesi respinta dai difensori di Berlusconi, gli avvocati Michele Cerabona e Niccolò Ghedini, e dai legali di Forza Italia, gli avvocati Franco Coppi e Bruno Larosa.
VOTI DEI PARLAMENTARI INSINDACABILI. La difesa si è concentrata soprattutto su due punti: De Gregorio era da sempre vicino alle posizioni di Berlusconi e per lui schierarsi con il centrodestra non fu altro che un 'ritorno a casa'; i voti espressi dai parlamentari sono insindacabili in base a quanto stabilito dalla Costituzione.

4. De Gregorio ha già patteggiato un anno e otto mesi

Nei confronti di Berlusconi i pm avevano chiesto la condanna a cinque anni di reclusione, mentre quattro anni e quattro mesi era la richiesta avanzata nei confronti di Lavitola. Il terzo imputato, Sergio De Gregorio, che con le sue dichiarazioni diede avvio all'inchiesta, è uscito di scena dopo aver patteggiato la pena a un anno e otto mesi di reclusione.
PRESCRIZIONE A NOVEMBRE. Niccolò Ghedini, difensore del Cav, ha sottolineato che il processo si prescriverà il 6 novembre, ma ha espresso comunque l'auspicio che la Corte di Appello assolva Berlusconi nel merito.

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