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DIRITTI OMO 13 Luglio Lug 2015 1843 13 luglio 2015

Nozze gay, Scialpi le programma: però l'Italia è in stallo

L'artista si sposa col compagno. Ma nel nostro Paese non può: il ddl unioni civili slitta a settembre. Colpa della schizofrenia di Renzi. E di 1.700 emendamenti.

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Scialpi con il suo compagno.

Giovanni Scialpi nel 1990 cantava: «Il viaggio è lungo e vorrei farlo con te fino all’oceano, immenso oceano».
Dopo 25 anni dall’uscita del singolo Il grande fiume, quel desiderio si avvera.
Scialpi si sposa con il suo compagno.
COME ELTON JOHN. Ed è il primo cantante italiano a farlo, seguendo le orme del suo collega britannico Elton John che, a nove anni esatti dall’unione civile con David Furnish, ha potuto convolare a nozze nel dicembre del 2014.
In Italia le cose procedono più a rilento e, mentre Scialpi annuncia l'intenzione di sposare il suo compagno e manager Roberto Blasi, fuori e dentro il parlamento si alternano accelerate e brusche frenate sulle unioni civili.
UNA SPINTA AL DDL. Dopo sei anni di convivenza, dunque, Scialpi vuole fare il grande passo con un'unione civile. Sono ancora top secret la data e la location scelte, all'estero.
Quasi certamente la successiva festa, prevista per la fine di agosto, è in programma a Roma.
Gli invitati parteciperanno a un grande evento per il quale sono in corso i preparativi.
L’artista si prepara a compiere il grande passo. Un simbolo per quanti in queste ore sono in attesa di ciò che accadrà in Senato al disegno di legge sulle unioni civili.
ACCELERATA E RICORSI. E mentre il premier Matteo Renzi ha annunciato un’accelerata sull’iter del ddl Cirinnà, l’Avvocatura di Stato si è mossa in direzione contraria.
È stato depositato, infatti, un ricorso in Appello al Consiglio di Stato per annullare la sentenza del Tar del Lazio che bocciava la circolare del ministro Alfano contro la trascrizione delle nozze gay contratte all’estero.
Una sentenza che accoglieva, tra l’altro, proprio un ricorso del Codacons.
RENZI IN CONTRADDIZIONE. La “mossa” appare in contraddizione con le intenzioni annunciate da Renzi, giacché l’Appello è stato depositato proprio per conto del governo e del ministro dell’Interno.
Secondo il presidente del Codacons Carlo Rienzi «sulle unioni civili l'esecutivo è schizofrenico. Prima annuncia la ferrea volontà di giungere a breve a una legge, ma poi con i fatti si smentisce, intervenendo contro la sentenza del Tar che ha stabilito che la cancellazione dei matrimoni gay trascritti nel Registro degli atti di matrimonio è prerogativa esclusiva dell'Autorità giudiziaria».

Il Codacons: «Richieste assurde dell'Avvocatura»

Associazioni in piazza a Roma contro il ddl Cirinnà.

Nel ricorso d'Appello presentato dall’Avvocatura di Stato si afferma che l'interesse pubblico all’unitarietà dell’ordinamento e all’esercizio della funzione dello stato civile in maniera uniforme a livello nazionale, rischierebbe di essere compromesso «ove fosse consentita l’introduzione surrettizia di una tipologia di matrimonio al momento non prevista dall’ordinamento».
DECISIONE IL 16 LUGLIO. La terza sezione del Consiglio di Stato deve decidere il 16 luglio sull’Appello presentato dal ministero e dai prefetti delle Province di Roma, Napoli, Pesaro Urbino, Milano e Udine.
«Il Codacons anche in questo caso è intervenuto in giudizio chiedendo di rigettare le assurde richieste dell’Avvocatura», ha dichiarato il presidente Rienzi.
FAVOREVOLI PD, SEL E M5S. Il testo del ddl presentato il 10 gennaio 2014 in Commissione Giustizia al Senato da Monica Cirinnà (Partito democratico) è ancora bloccato.
Il 26 marzo è iniziata la discussione in Aula: hanno votato favorevolmente Pd, Movimento 5 stelle e Sinistra ecologia e libertà.
Il testo prevede 19 articoli nei quali alle unioni civili vengono riconosciuti una serie di diritti e doveri che fino a ora sono stati garantiti solo ai coniugi dal matrimonio.
VALANGA DI EMENDAMENTI. La legge è stata approvata dalla Commissione giustizia del Senato, che però ha ricevuto 4.200 proposte di emendamento: 282 sono state presentate da Carlo Giovanardi.
Le richieste di modifica sono scese poi a 1.700 perché molte sono state dichiarate inammissibili.

Pressing e scioperi della fame, ma l'Aula rimanda

In piazza anche Carlo Giovanardi.

La denuncia del Codacons giunge in un momento delicato.
Alta più che mai l’attenzione da parte della comunità Lgbt e non.
Questa la ragione per cui le associazioni Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Equality, Famiglie Arcobaleno, Certi Diritti e Mit hanno scritto una lettera pubblica sollecitando il presidente del Senato Pietro Grasso, il premier Renzi, il ministro per i Rapporti con il parlamento Maria Elena Boschi e i capigruppo di Camera e Senato.
SCALFAROTTO DIGIUNA. L’obiettivo era la calendarizzazione in Aula entro la fine di luglio, ma sembra ormai inevitabile il rinvio a settembre.
Nonostante la mobilitazione del sottosegretario Ivan Scalfarotto con il suo sciopero della fame.
REBUS COPERTURE. Ed è mistero anche sul nodo delle coperture che sembrava ormai quasi risolto.
Da verificare i costi per le pensioni di reversibilità e per le detrazioni fiscali analoghe a quelle per i coniugi a carico.
La commissione Bilancio del Senato, prima di dare il suo parere al provvedimento, ha richiesto una relazione tecnica al governo.
A dare un input positivo è stata l’Inps, fornendo delle stime diverse da quelle dei vari partiti.
ALLARME DAL NCD. Parlando di risorse economiche, mentre per il Pd occorrerebbero migliaia di euro, per il Nuovo centrodestra ce ne vorrebbero milioni.
La strada percorribile sembrerebbe proprio quella dell’Inps. Una cosa è certa: Scialpi si sposerà prima che si arrivi a una soluzione.

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