EVENTO 15 Luglio Lug 2015 2040 15 luglio 2015

Biblioteca Vivente, a Bollate i detenuti diventano libri umani

Il 17 luglio è possibile entrare nella casa di reclusione per 'sfogliarli'. Ognuno ha un titolo e una storia da raccontare. L'obiettivo? Abbattere i pregiudizi. Foto.

  • ...

Rocco è un uomo. Un uomo e un detenuto.
La sera del 17 luglio diventerà un «libro umano», quando il carcere milanese di Bollate in cui è recluso si trasformerà per quattro ore, dalle 19 alle 23, in Biblioteca Vivente (foto).
Uomini e donne come lui racconteranno loro stessi a perfetti sconosciuti, estranei alla realtà della prigione.
UN LIBRO PER OGNI DETENUTO. Tutti i detenuti avranno il nome di un libro, e una quarta di copertina che in poche righe descriverà qualcosa della loro storia. Per partecipare all'evento basta iscriversi, scegliere dal catalogo quello che più incuriosisce, e sedersi ad ascoltarli.
Nella quarta di copertina del libro di Rocco si legge: «È il giorno del compleanno di mio figlio. Non essere a casa, non compiere quei gesti normali di ogni padre: impotenza, vuoto, sentirsi sospeso, sterile, è questo il carico aggiuntivo della pena». Il titolo del suo libro è Il definitivo.
OBIETTIVO: COMBATTERE I PREGIUDIZI. Nella casa di reclusione di Bollate vivono detenuti che si sono macchiati di reati gravi (pene superiori ai 25 anni), ma che vogliono ricordarci che sono ancora, e comunque, uomini e donne. E per abbattere gli stereotipi sul mondo del carcere daranno vita alla Biblioteca Vivente.
Albert Einstein diceva che «è più facile spezzare un atomo che un pregiudizio». «Il carcere è un’accademia del crimine, chi ci entra ci ritorna sempre, loro, quelli che stanno dentro, sono violenti di natura, escono sempre troppo presto, vivono a nostre spese come se fossero in albergo, e alla fine stanno meglio di noi», sono tra i tanti pregiudizi che il progetto vuole affrontare e spezzare, pregiudizi che si incontrano e si scontrano con scorci di autobiografie.

Il progetto mutua l'esperienza della Human Library danese

Le quarte di copertina di Rocco 'Il definitivo' e di Zemka 'Finalmente libera!'.

La Biblioteca Vivente è sbarcata a Milano con ABCittà nel 2011 mutuando l'esperienza danese di Human Library, un'organizzazione no profit di Copenaghen, con più di 50 Paesi partner nel mondo e la missione di sviluppare una più forte coesione sociale e una maggiore comprensione della diversità nella comunità.
La casa di reclusione di Bollate, attiva dal 2000, si è caratterizzata fin dalla sua apertura come istituto «con l'obiettivo di realizzare su grande scala un progetto a custodia attenuata, volto alla graduale inclusione sociale dei detenuti».
UN'OPPORTUNITÀ DI REINSERIMENTO. Il carcere offre ai detenuti ampi spazi di libertà, in cambio si chiede loro di essere protagonisti attivi della vita di comunità: si tratta del Patto Trattamentale che, come obbliga la direzione dell'istituto a garantire un'opportunità di reiserimento, impone ai detenuti di sperimentarsi in percorsi individuali che gradualmente li aiuteranno a reinserirsi nel contesto sociale esterno.
Anche la gestione della sicurezza ha una mission precisa: il modello è fondato sulla conoscenza dei detenuti e non su una costante vigilanza fisica da parte della polizia.
Criminali, ma anche uomini: chiunque voglia conoscere le loro storie e sfogliare le pagine dei loro 'libri' può partecipare iscrivendosi all'evento sul sito carceredibollate.org.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso