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LEGGENDA 16 Luglio Lug 2015 1718 16 luglio 2015

Loch Ness, si arrende anche l'ultimo cacciatore: «Il mostro non esiste»

Steve Feltham, dopo 24 anni passati sulle rive del lago: «Mistero? Erano solo avvistamenti di pesci gatto».

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Una raffigurazione di Nessie nelle acque del lago Loch Ness.

Ha trascorso 24 anni della sua vita a scrutare le acque di Loch Ness, il lago scozzese che da decenni custodisce la leggenda del mostro Nessie. Ma alla fine si è arreso pure lui, Steve Feltham, l'ultimo irriducibile: non ci sono misteri da scoprire - ha ammesso - tutto potrebbe essere nato da banali avvistamenti di grandi pesci gatto, scambiati per creature minacciose e ignote a causa della distanza o della suggestione. Una conclusione prosaica che sa di beffa, dopo un quarto di secolo di caccia instancabile e osservazioni certosine con binocoli sempre più sofisticati, talora persino telescopi. E che presta il fianco a qualche ironia.
ANNI SU UNA ROULOTTE SULLE RIVE DEL LAGO. Ma il quotidiano britannico Times non nega oggi l'onore delle armi a un personaggio eccentrico e un pò strampalato, accampato permanentemente in una roulotte sulle rive del lago, che da quelle parti - e fra gli appassionati del genere - si è guadagnato negli anni un'aura quasi epica. «Ho cambiato idea lentamente», ha ammesso Feltham, che per anni è stato un cultore del mito di Loch Ness. Poi, come ha raccontato al giornale, ha capito che una spiegazione era a portata di mano: i pesci gatto gallesi introdotti nel lago in epoca vittoriana come prede da pesca per il bel mondo in vacanza.
GLI AVVISTAMENTI INIZIATI NEGLI ANNI '30. Pesci che vivono a lungo e possono crescere fino a dimensioni notevoli, ma che nella zona erano fino ad allora sconosciuti. Non è un caso - ha argomentato l'ormai ex cacciatore di mostri - che i presunti avvistamenti di presenze misteriose, destinati ad alimentare l'immagine fantomatica di Nessie, siano in effetti «cominciati negli anni '30, quando i primi esemplari raggiunsero la maturità». La delusione, se c'è, viene in ogni caso dissimulata bene. Steve Feltham, 52 anni, si è giocato a causa dell'insana mania di Nessie - nomignolo popolare attribuito con il tempo all'immaginario mostro di Loch Ness - legami e affetti.
VENNE LASCIATO DALLA FIDANZATA. Ventottenne, lasciò casa e si fece piantare dalla fidanzata pur di seguire la sua idea fissa. E tuttavia oggi non si piange addosso. O almeno prova a consolarsi. «Devo essere onesto», ha confessato al Times senza giri di parole - «non credo più che Nessie sia un mostro preistorico. Ma il mistero del mostro resisterà per sempre e continuerà ad attrarre persone quassù. Io certamente non ho rimpianti per questi 24 anni».

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