Gran Bretagna Vengono 150710132719
TERAPIE 18 Luglio Lug 2015 1700 18 luglio 2015

Animali 'depressi': trattamenti e falsi miti

Cani inappetenti. Ma anche pappagalli compulsivi. E criceti in preda ai tic. Boom di Prozac. Ma Bernasconi: «Spesso va curato il dolore, non l'umore».

  • ...

In Gran Bretagna vengono regolarmente prescritti Valium e Prozac ai cani.

Gatti indemoniati, che distruggono qualunque mobile. Cani che smettono improvvisamente di mangiare e di cercare le coccole del padrone. Ma anche pappagallini compulsivi che si strappano le penne una a una o criceti in preda ai tic.
I disturbi del comportamento degli animali domestici si stanno trasformando in una epidemia.
PROZAC E VALIUM AI CANI. Secondo i dati dell'ordine veterinario del Regno Unito ne soffrirebbe addirittura l'80% dei cani britannici, col risultato che Valium e Prozac vengono regolarmente prescritti agli animali iperattivi o 'giù di morale'.
Negli Usa il boom risale addirittura a una decina di anni fa, tanto che già nel 2007 il Los Angeles Times parlava di «New Prozac Nation», l'esercito di cani, gatti, cavalli e conigli nani americani che assumono regolarmente psicofarmaci.
ITALIA IN CONTROTENDENZA. Anche in Italia sono sempre più i padroni che decidono di accompagnare il proprio animale dal veterinario per 'problemi psicologici', veri o presunti.
E molte università, tra cui la Statale di Milano, l'università di Pisa e quella di Teramo hanno organizzato nuovi master riservati a chi vuole diventare veterinario comportamentalista.
«In Italia, grazie anche all'orientamento dei veterinari, le prescrizioni di psicofarmaci sono poche», chiarisce Carla Bernasconi, vice presidente della Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani. «In caso di animali problematici a volte si opta per un tranquillante, ma solo come supporto a una terapia riabilitativa. Questo perché se il cane è stressato difficilmente sarà ricettivo. Deve quindi essere calmato per poter iniziare con successo la rieducazione. Ma lo scopo della somministrazione finisce lì».

Bernasconi: «Va curato il dolore, non il tono dell'umore»

Pillole di Prozac.

I farmaci destinati agli animali sono di solito, in dosi differenti, esattamente gli stessi prescritti agli esseri umani (spesso però con prezzi al grammo molto più elevati).
Ci sono poi gli integratori naturali, disponibili nei negozi specializzati senza obbligo di ricetta, che promettono di alleviare gli stati d'ansia meno gravi degli animali domestici. È il caso dell'Alavis, indicato in caso di cambiamenti bruschi di abitudini, come un viaggio o un trasloco, e lo Zylkène, che promette di aiutare cani e gatti ad affrontare 'gli alti e bassi della vita'.
C'è poi un'indefinita percentuale di padroni che opta per un fai da te più o meno rischioso, aggiungendo al pastone un po' di lievito di birra oppure estratti di valeriana o melissa. Basta fare un giro sui portali tematici italiani e esteri per trovare articoli che consigliano addirittura l'uso dell'omeopatia o dei fiori di Bach per «ridare l'appetito» a Fido o placare il micio di casa.
SBAGLIATO PARLARE DI DEPRESSIONE. Ma è giusto parlare di depressione in un cane o un gatto? «No, si tratta di un'umanizzazione. Parlerei piuttosto di disagio, di condizioni non ottimali», continua Bernasconi. «Spesso gli animali 'depressi' sono in realtà vittime di una malattia organica cronica, ad esempio l'artrosi. Lì va curato il dolore, non certo il tono dell'umore».
Ci sono poi i traumi da spavento o da abbandono, quasi sempre superabili con le terapie: «Un animale che ha vissuto a lungo in un canile può essere terrorizzato dal mondo esterno. Ma anche in questo caso la strada regina è la cura comportamentale, eventualmente con supporto farmacologico iniziale».
A differenza di quanto può accadere negli uomini, nei pazienti a quattro zampe la tristezza è legata a circostanze ben precise: una volta individuata ed eliminata la causa della sofferenza anche la 'depressione' svanisce. Sempre che il padrone sia disposto a modificare le abitudini potenzialmente dannose.
EVITARE IL FAI-DA-TE. Ma allora cosa fare in caso di eventi traumatici non evitabili come un cambio di casa, la morte di un compagno di giochi o anche i semplici botti di capodanno? Meglio non somministrare nulla?
«In questi casi è possibile valutare il ricorso ai farmaci o più spesso a degli integratori. Il fai da te però deve essere sempre evitato, anche nel caso di rimedi 'blandi' e senza obbligo di ricetta», conclude Bernasconi. «Non tanto perché potrebbero essere dannosi, quanto perché bisogna indagare se alla base del problema c'è una cattiva educazione, una patologia fobica o una malattia fisica».
Placare i sintomi senza avere una diagnosi certa può addirittura peggiorare il problema, specie se, come spesso accade, si sta cercando una scorciatoia per lasciare a lungo da solo il proprio animale.
I veterinari inglesi stufi di prescrivere Prozac a cani in crisi d'affetto colpevoli di fare pipì sul tappeto, hanno scritto una lettera aperta ai loro clienti. «Padroni, passate più tempo con i vostri animali. Costa meno e funziona meglio».

Correlati

Potresti esserti perso